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Giacomini: Okaka non è un vero acquisto

E' un trasferimento in famiglia

Giacomini: Okaka non è un vero acquisto

Tra calcio e basket, a 'Bianconero' ieri sera si è discusso delle due realtà sportive più seguite della regione, l'Udinese e l'Apu Gsa. Mister Massimo Giacomini è intervenuto sui vari argomenti. A partire, stavolta, dalla squadra di Cavina: "Non c'è paragone tra calcio e basket in questo momento a Udine. Il basket nel confronto con il calcio vince nettamente. Per gli entusiasmi che sollecita, ma non solo. Ha un altro tipo di pubblico, molto più vicino. I tifosi vengono da esperienze diverse. Trovo che il pubblico della Gsa sia esaltante, li ha seguiti anche quando giocavano a Cividale. Ho amici che hanno fatto cose incredibili per la pallacanestro. Poi ci sono anche quelli che seguono entrambe. Di fatto però il pubblico del basket è più educato di quello del calcio e ci sono tante piccole cose che vanno a favore del basket in questo momento: tra queste anche i risultati. La Gsa è più continua, soprattutto in casa vince sempre, mentre l'Udinese ha faticato anche per battere il Cagliari. Il 'Friuli' doveva essere il fortino, invece ha vinto in casa solamente con Sampdoria e Cagliari".

Parlando di Udinese, in particolare di mercato, il mister non considera Okaka propriamente 'un acquisto': "E' uno che era al Watford e che hanno mandato a Udine. Colpo di mercato? Un colpo al cuore per i tifosi. L'ho visto giocare in Under 21 con Balotelli: era un ragazzo che, anche fisicamente, si pensava potesse fare di più. Quella volta si vedeva che Balotelli aveva più qualità tecniche e meno qualità da professionista. Anche lui è andato a finire in malo modo, ma un po' per colpa sua. Okaka invece dimostrava qualità, ma poi è andato all'estero e non abbiamo più avuto sue notizie, si è perso. Non credo Nicola potrà ottenere molto da lui: sicuramente gli darà la condizione fisica giusta, gli troverà il ruolo migliore, come ha fatto con D'Alessandro. Ma poi spetta ai calciatori, il loro destino ce l'hanno in mano loro. Poi all'Udinese i giocatori più o meno si equivalgono: c'è un gruppo di 14 giocatori interessanti, che potrebbero diventare molto bravi con un po' di applicazione. Qui il nostro problema è la mancanza di tecnica, perchè sul piano fisico invece ci siamo e lo si è visto anche contro il Cagliari. Penso che con Okaka o senza Okaka, questa squadra può salvarsi, deve fare fatica, mangiare l'erba e imparare da Pussetto, che gioca anche con il cuore e non con la puzza sotto il naso".

Alla ripresa del campionato, Pussetto non ci sarà: "Sono curioso di vedere contro il Parma come gioca De Paul. Ha fatto bene contro la Roma, poi non più. Voglio vedere in che ruolo lo fa giocare il 19. E' due anni che dico che Behrami non può fare il centrale di centrocampo perchè non sa dare inizio all'azione. Lì va meglio Mandragora. Voglio vedere dove Nicola metterà De Paul. Si difende la squadra perchè con il Cagliari ha fatto bene, ma è difficile difendere questo mercato, perchè di fatto non esiste. Si parla di Brignola, uno che puoi mettere nell'ultimo quarto d'ora. Ma ne abbiamo già di giocatori così, che funzionano messi a fine gara. Non può contniuare a fare prove l'allenatore. Non può perdere tempo a cercare il ruolo, bisogna dargli dei giocatori ben definiti".

Nicola anche nel 2019 si affiderà al 3-5-2? "Penso di sì. In quel modulo devono lavorare bene le fasce e con il Cagliari Larsen e D'Alessandro hanno fatto benissimo. Il danese è tornato ad essere un giocatore, D'Alessandro la mette benissimo con il sinistro".

Alla ripresa, il Parma: "Bisogna stare attenti al contropiede del Parma con Gervinho e Inglese. Il Parma ha trovato questa chiave del gioco, rischiando a prendere Gervinho che deve essere un tipo particolare".

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