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Collavino: ci serve un pizzico di fortuna in più

Ma crediamo nel lavoro concreto di Nicola

Collavino: ci serve un pizzico di fortuna in più

A margine della conferenza stampa in cui l'Udinese ha fatto gli auguri ai giornalisti che la seguono, il Dg Franco Collavino ha fatto il punto della situazione ai microfoni di Telefriuli: "Il percorso che abbiamo fatto è un percorso virtuoso e che genera valore perchè la nostra partita principale è ovviamente quella che si gioca sul campo della Dacia Arena. Il calcio è la nostra attività principale, il nostro core business, ma parallelamente abbiamo avviato tante attività che in questo momento sono tutte virtuose e che generano valore. Ho ricordato prima che all'Udinese Calcio lavorano 160 persone, sono tante, e diventano anche 500 nelle partite di cartello. Questo è un valore per il territorio. Per quanto riguarda la parte sportiva, l'Udinese ha investito solo nel 2018 52,5 milioni nell'acquisto di giocatori. E' chiaro che adesso dovremo continuare questo percorso che abbiamo avviato con Nicola con pazienza e determinazione perchè siamo convinti che lui abbia le soluzioni per poter trasformare in virtuose anche le performance sportive".

Vi aspettavate di più da questi investimenti? Quanto di più? "Siamo stati un po' sfortunati, dove non si intende vedere il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto semplicemente fare una constatazione. Abbiamo fatto degli investimenti importanti come Teodorczyk, che si è infortunato subito; Barak non l'abbiamo mai utilizzato; negli ultimi giorni si è infortunato anche Samir. Giocatori sui quali noi puntavamo parecchio non si sono resi disponibili. Ciononostante andiamo avanti sperando anche di avere un pizzico di fortuna in più ma con la consapevolezza che il lavoro che stiamo attuando con mister Nicola è un lavoro concreto, che porterà senz'altro i risultati".

Dovesse scegliere l'immagine più bella del 2018? "Penso al pubblico allo stadio nell'ultima partita di campionato l'anno scorso in occasione di Udinese-Bologna dove, in un momento particolarmente critico, i tifosi si sono raccolti e hanno riempito lo stadio. La cosa più significativa è che la cosa si è ripetuta anche due giorni fa, in occasione di Udinese-Atalanta dove abbiamo portato 22mila tifosi allo stadio grazie all'AUC Day. Questo è un segnale di grande passione e di grande vicinanza dei tifosi alla squadra e alla società, ma anche di grande comprensione del lavoro che sta facendo la società. Senz'altro un lavoro molto complicato in un contesto molto competitivo".

Avete annullato la cena di Natale con la squadra. Che segnaleè? Quanta preoccupazione c'è? "Non è un atto punitivo. E' un segnale di rimanere con i piedi per terra, rendendoci conto di quella che è la fotografia della classifica attuale. Una classifica che non consente festeggiamenti, anche se i segnali di ripresa dal punto di vista della gestione tecnica ci sono e ci sono stati. L'annullamento della cena è una presa di coscienza di quella che è la fotografia oggi e un senso di rispetto e di responsabilità verso i tifosi".

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