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Che fine ha fatto Maicosuel

Dal cucchiaio maledetto all'oblio

Che fine ha fatto Maicosuel
Esistono vite in grado di cambiare per un calcio di rigore: il mondo del pallone, come il destino, è spesso crudele e ineluttabile e può far naufragare una promettente carriera a causa di un tiro dagli undici metri calciato con troppa leggerezza. Lo sa bene Maicosuel Reginaldo de Matos, più semplicemente Maicosuel, fantasista brasiliano nato a Cosmopolis, nella regione di San Paolo, trentatre anni fa.
 
LA SOCIETA' TRAFFIC SPORTS E LE FAVILLE DEL 'GLORIOSO' - Cresciuto nelle giovanili del Guarani, dell'Inter de Limeira e dell'Atletico Sorocaba, il funamboli Maicosuel si mette subito in mostra per una tecnica sopraffina che lo lancia immediatamente nel calcio che conta: viene soprannominato 'O Mago' per quello che è in grado di fare col pallone e si mette in mostra col Paranà, società calcistica della città di Curitiba, prima di essere acquistato dal Cruzeiro, nel quale però fatica a mettersi in mostra. Le sue prestazioni attirano però l'interesse della Traffic Sports, una società di investimenti che ne acquista il cartellino, iniziando a gestire la sua carriera: le esperienze nel Desportivo Brasil, nel Palmeiras e nel Botafogo son il trampolino per il grande salto in Europa, anche grazie alle 10 reti messe a segno in meno di sei mesi col club Glorioso.
 
LA TRISTE HOFFENHEIM E UDINE NEL SOLCO DI AMOROSO - E' l'Hoffenheim ad aggiudicarselo acquistandolo per 4,5 milioni di euro e facendogli sottoscrivere un accordo quinquennale, ma nella fredda Germania 'O Mago' è sperduto e triste: dopo una stagione in chiaroscuro torna in patria, al Botafogo, che lo ricompra per 4 milioni di euro. Nel club di Rio de Janeiro resta per due anni, prima di riprovare l'avventura nel Vecchio Continente,questa volta in Italia. L'Udinese della famiglia Pozzo lo prende per 5,3 milioni di euro e gli fa firmare un lungo accordo, convinta di aver trovato il nuovo talento brasiliano più fulgido dai tempi di Marcio Amoroso, eroe indimenticato in Friuli, da lanciare nell'Europa dei grandi.
 
IL 'CUCCHIAIO MALEDETTO' - L'avventura in bianconero comincia molto bene: esordisce nell'andata dei preliminari di Champions League, conquistati dagli uomini di Guidolin con il quarto posto dell'anno precedente, e mette a segno il primo gol in Serie A nella prima presenza, in casa della Fiorentina, su assist di Muriel. Ma il 28 agosto del 2012 la vita calcistica di Maicosuel cambia totalmente, imboccando una discesa nera che non è ancora terminata oggi: si rende infatti protagonista in negativo dell'eliminazione ai preliminari di Champions contro lo Sporting Braga, fallendo in maniera clamorosa il rigore decisivo nella serie finale, nel tentativo di fare un cucchiaio. Il pallonetto che ha nobilitato la carriera di calciatori come Panenka, Totti, Zidane o Pirlo lo condanna: come in una maledizione, da quel rigore non riuscità piùa  riprendersi.
 
UN RIGORE CHE CAMBIA LA VITA: 'O MAGO' OGGI - Viene infatti escluso dalla lista per l'Europa League da un imbufalito e inorridito Francesco Guidolin, atterrito da quell'eliminazione: nelle due stagioni friulane vedrà il campo a spizzichi e bocconi, giocando solamente 39 spezzoni di gara con la miseria di 3 gol realizzati. L'Europa è ormai un tabù per O'Mago, che sceglie di tornare in Brasile: dopo solamente una stagione all'Atletico Mineiro viene mandato in prestito allo Sharjah, club degli Emirati Arabi Uniti. Il resto della sua carriera è un pellegrinaggio verderoro, che lo porta prima al San Paolo, poi al Gremio e infine di nuovo al Paranà, dove milita tutt'ora. Nel frattempo si è sposato con una modella e ha messo su una bella famiglia, con due figli e un album fotografico su Instagram che ne testimonia la felicità. Che avrebbe potuto essere leggendaria, se avesse calciato in modo diverso quel rigore: probabilmente la sua carriera sarebbe cambiata. 
 
'SLIDING DOORS' - Per Guidolin resta la più grande delusione della carriera"Dopo sette anni non riesco ancora a sputarlo fuori. Mi perseguita. Non gli ho chiesto perché aveva fatto quel cucchiaio. Ma l’errore era stato mio, tra i cinque rigoristi avrei dovuto mettere chi aveva portato la squadra fin lì, non l’ultimo arrivato". Lo stesso Mago ha commentato: "Ho trascorso momenti positivi all'Udinese. Se non fosse stato per quel rigore che ho battuto sarebbe tutto diverso, visto che mi trovavo molto bene". Già, caro Maicosuel: perché la carriera di un calciatore è fatta di "sliding doors".

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