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Tudor: Faremo bene, remando tutti dalla stessa parte

Il tecnico croato alla sua seconda esperienza a Udine

Tudor: Faremo bene, remando tutti dalla stessa parte

A meno di 24 ore dall'improvviso esonero di Nicola, l'Udinese ripresenta Igor Tudor, tecnico già scelto a fine aprile di un anno fa per portare a termine la missione salvezza nelle ultime 4 gare e richiamato adesso per lo stesso motivo. In conferenza stampa, accanto al mister croato il Dg Franco Collavino e il Direttore dell'area tecnica Daniele Pradè.

Il Dg Collavino parla per primo: "Igor Tudor è il nuovo allenatore dell'Udinese. Gli dò il bentornato e colgo l'occasione per ringraziare mister Davide Nicola e il suo staff per il lavoro svolto con grande serietà e professionalità. Nicola sa che queste mie parole sono sincere. Abbiamo scelto di far tornare Tudor per alcuni motivi. La tempistica: comanda la classifica, comandano i punti. A 11 gare dal termine con 25 punti contano i fatti. C'è anche una ragione di calendario: ci accingiamo a delle partite ravvicinate, cinque gare in due settimane, per questo abbiamo fatto questa scelta. Io ho presentato Tudor e poi Velazquez. Quando abbiamo presentato Velazquez abbiamo deciso di fare un nuovo percorso assieme. Tudor ci ha portato punti e salvezza ed è qui perchè abbiamo il convincimento di lavorare tutti per questo obiettivo. Tudor conosce squadra, società, ambiente, tecnici con cui ha lavorato e ha le caratteristiche per raggiungere la salvezza".

Pradè quindi: "Non è stato facile per me parlare con Nicola e il suo staff: esistono i sentimenti, i rapporti. Il calcio unisce anche a livello umano. Ho letto che si dice che certe scelte sono fatte con leggerezza. Non è questo il caso. C'è la coscienza professionale che dice che bisogna essere concentrati, condividere, arrivare alla salvezza. Questo è il momento in cui bisogna capirlo tutti veramente: per questo serviva un elettroshock, che è quello di cambiare. 11 partite, 11 finali. Serviva un allenatore che avesse delle caratteristiche forti, sotto il profilo caratteriale e del temperamento. Un allenatore che abbia anche idee tecniche e tattiche che si sposino con quello che voglio io. La famiglia Pozzo mi ha scelto per prendere delle decisioni, e io lo faccio. Mi è piaciuto Igor, il suo modo di approcciarsi con me. Mi ha convinto la sua energia positiva, la sua conoscenza della squadra, che trova in salute grazie al tecnico precedente ma a cui va cambiata la testa. Ora cerchiamo di arrivare alla salvezza, inventiamoci qualche cosa, condividiamo fortemente questo momento. Ringrazio Igor per aver accettato".

Tudor quindi risponde alle domande. Tipo: cosa è diverso oggi rispetto a un anno fa? "Voglio ringraziare il direttore per le belle parole. Farò di tutto per non deluderlo. Sono convinto che faremo bene, remando tutti dalla stessa parte. E' sempre difficile, ma bisogna sempre cercare di dare il meglio. C'è da fare un gran bel lavoro tutti assieme, parlare con i fatti. Spero che dopo 11 partite parleremo come lo scorso anno dopo 4".

A Collavino e Pradè viene chiesto ancora sull'esonero di Nicola: cosa non è piaciuto dell'operato del tecnico piemontese. E quali erano i rapporti contrattuali con Tudor? "Il contratto con Tudor era stato risolto ed è stato firmato uno nuovo con scadenza 30 giugno 2019". Pradè: "Il lavoro di Nicola mi è piaciuto, ma le differenze la fanno la classifica e una presa di consapevolezza di quello che stiamo passando. Solo le situazioni di stordimento ti danno questo. L'elettrosjìhock è per tutti.  Un cambiamento per prendere consapevolezza e in questo momento serve una persona come Igor Tudor".

Quale sarà la priorità su cui intervenire? Tudor spiega: "Un allenatore deve dare tutto: una identità calcistica e una mentalità. Bisogna fare le cose per bene. C'è la sosta, in cui siamo senza 10 giocatori che arrivano giovedì e ci sono gare ravvicinate. Questo mi preoccupa più di tutto. Ma la qualità nella squadra c'è".

La sosta non aiuta, ma che conoscenza ha del gruppo? La può aiutare? "E' giusto cambiare qualcosa, vediamo con lo staff quando si completa, oggi o domani, per prendere le decisioni giuste".

A Tudor: cosa vorrebbe fare di diverso rispetto alla scorsa volta? Si è chiesto come mai non l'hanno confermato? "Si impara tutta la vita, specialmente in questo lavoro. Penso solo a fare bene. E' l'unica cosa che conta".

A Collavino: perchè queste continue presentazioni? C'è qualcosa che non va? "A questa domanda è più corretto che risponda Pradè. Rimanere competitivi al nostro livello non è facile, questo club ha fatto continui investimenti che ci han fatto ricevere proposte importanti per i nostri giocatori. E' chiaro che se in due anni si cambiano tanti allenatori, gli errori sono stati fatti. Si comincia con delle idee che non portano a dei risultati che non portano a ciò che il campionato richiede. La volontà è creare un percorso di lunga durata".

Cosa serve alla squadra? "Non c'è nè carota nè bastone. Ieri ci siamo allenati in 8 o 9. Uno dei grandi compiti è far felici tutti".

Come pensa di giocare? "Un sistema si può fare in più modi. Il tecnico poi cerca di fare giocare la sua squadra bene. Poi è un problema quando lavorare per trasmettere la propria idea. Bisogna dare qualcosa di proprio. Vediamo. A me piace una squadra che non prenda troppi gol".

Che idea si è fatto della corsa salvezza? Qual'è la quota salvezza? "Bisogna vedere partita dopo partita. Ce ne sono alcune alla nostra portata, focalizzarsi sulla crescita della squadra".

A Tudor: dove sei intervenuto lo scorso anno subito? "C'era una situazione  impellente. Ora c'è più tempo. Non cambia niente, mi metto full gas come allora"

Non si è creduto abbastanza in Nicola se avevate bisogno della scossa: "E' questo che mi serviva, non ci si credeva abbastanza. L'elettroshock è questo qui, che nessuno credeva potesse succedere una cosa del genere. Mi serve questo. Mi serve la presunzione di Tudor. Mi serve la caratteristica che ha avuto da calciatore. Da calciatore era uno di quelli che mi stava più antipatico con Montero, ma mi serviva quello che mi ha trasmesso, la grandissima certezza di sè stesso, può dare la scossa. Non potevamo aspettare ancora, bisognava prendere in mano la situazione. Voglio una situazione tattica diversa, voglio che prenda in mano anche quello"

Staff: "Giampiero Pinzi ha risolto il contratto con il Padova, ha scelto di appendere le scarpe al chiodo. E' un ragazzo che sa esprimere quella che era l'identità nostra, può trasmettere l'udinesità allo spogliatoio. Farà un percorso con noi, porterà le sue idee. Il mister avrà un altro tencico Jurica Pucko e lo staff tecnico, atletico e sanitario dell'Udinese"

La progettualità? "Io voglio fare con lui un programma nelle prossime 11 gare in cui mi deve dimostrare che è quello che vogliamo per l'Udinese. Dal primo luglio a oggi le mie responsabilità sono dire che ci sono stati degli errori. Ora bisogna capire gli errori fatti. La squadra individualmente è molto forte, ci sono 10 giocatori in Nazionale. Abbiamo fatto una stagione intera senza Barak, Badu, Teodorczyk. Mi prendo le mie giustificazioni e le mie colpe: ma ora devo portare la barca in porto".

Udinesità: negli anni si è persa. Serve lo zoccolo duro di italiani. Collavino: "Costruire una rosa di giocatori non è facile, bisogna fare i conti anche con il mercato, in un percorso che non è semplice. Noi lo abbiamo iniziato un percorso, anche con investimenti a lungo termine. Stiamo attuando un rinnovamento del settore giovanile. Abbiamo rilevato società in tutta Italia. Per poter costituire poi uno zoccolo duro di italiani. E poi c'è il contributo di Pinzi".

Pradè: "Credo molto nell'identità del gruppo. Sono contento di quello che abbiamo. Si è costruito qualcosa, ci sono giocatori aggreganti come Okaka, D'Alessandro, Mandragora. E poi altri come Nuytinck, Ekong: mi piace il loro essere aggregati, compatti. Noto la grandissima crescita di questo gruppo. Spero che Pinzi ci trasmetta questa sua identità con il club. Lo devi preparare, lo devi formare".

Lasagna c'è ancora: cosa gli dirà? "Sono contento quando i nostri giocatori vanno in nazionale, se tornano senza problemi. Poi è importante che in queste 11 partite ci faccia vedere la sua qualità".

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