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La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per Maurizio Zamparini

Respinto il ricorso dell'industriale

La Cassazione conferma gli arresti domiciliari per Maurizio Zamparini

Dopo una camera di consiglio fiume, iniziata ieri alle 16, la Corte di Cassazione ha respinto il ricorso contro il provvedimento di arresti domiciliari disposto dai giudici di Palermo per Maurizio Zamparini. L'ex patron del Palermo calcio è accusato tra l'altro di falso in bilancio e autoriciclaggio con riferimento alla gestione della società Mepal (ceduta per 40 milioni a una società con sede in Lussemburgo, la Alyssa): il valore del marchio, secondo le accuse della procura, sarebbe stato sopravvalutato per ripianare le perdite di bilancio. In seguito alla sentenza della Cassazione, la misura cautelare, quindi, è ora eseguibile.

Si chiude così una lunga vicenda giudiziaria: la richiesta di domiciliari fatta dai pm venne respinta dal gip che, pur riconoscendo che ci fossero a carico dell'ex presidente del Palermo gli indizi di colpevolezza, sostenne che non vi fossero le esigenze cautelari per l'arresto. Una decisione in cui ebbe un ruolo importante la scelta di Zamparini di lasciare le cariche ricoperte nel Palermo Calcio. Il provvedimento del gip fu poi ribaltato al Riesame.

Zamparini ha fatto quindi ricorso in Cassazione contro i domiciliari  ma oggi ha perso la sua battaglia.

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