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Torino sciagurata

Ora De Paul prenda per mano la squadra: doveroso nei confronti dei suoi compagni

Torino sciagurata

Torino vs Udinese non è una gara come le altre. Walter Mazzarri infatti, stimato tecnico granata scelto proprio nel corso della primavera 2016 dalla Fam.Pozzo per guidare l’amato Watford, incrocia in questa circostanza un vissuto che ha lasciato nell’uomo, ancor più che nel tecnico, qualche scoria di troppo. Liquidato nell’Hertfordshire con un mancato rinnovo a tre quarti torneo, a seguito di fronda interna capitanata da Deney piuttosto che per una evidente incapacità comunicativa (tale almeno fu l’accusa imputata dalla proprietà), diventa facile immaginare come al “toscanaccio” di San Vincenzo, tra gli addetti soprannominato “il piangina”, la sfida possa solleticare tutti quei sensori in grado di appagare professionalmente una sapida vendetta.

Walter, storico interprete del 352 o della variante paradigmatica 3421, è tecnico nell’intero panorama calcistico, tra i più inclini al machiavellismo tattico, sia dentro il rettangolo verde che fuori dal campo. Non si fa mancare nulla il 57.enne livornese, nemmeno il ricorso a pratiche o stratagemmi da intelligence, attraverso lo spionaggio più o meno ortodosso del nemico. Il suo gruppo peraltro, tra le statistiche di stagione si caratterizza per essere il più falloso dell’intera serie A con oltre 16 falli di media a gara. Molto abile per contro sui gol da fuori (10), secondo solo al Napoli. Nell’occasione comunque, Mazzarri è costretto a rinunciare a tre pedine, N’Koulou in primis, ottimo difensore centrale - un titolarissimo - ma anche ai due attaccanti già in azzurro, Zaza e Parigini, giocatore quest’ultimo, assai stimato in casa bianconera.

Davide Nicola peraltro, dichiarato tifoso granata, torna nella sua amata Torino da avversario, forte delle proprie convinzioni professionali, affamato com’è di punti più che di poesia. Alle note defezioni dei vari BARAK, BADU, si aggiunge a centrocampo quella di BEHRAMI, tenuto precauzionalmente a riposo in previsione della delicatissima gara con il Chievo tra 7 giorni. La mancanza del capitano costringe a rivisitazioni tattiche con un centrocampo che prevede FOFANÀ e MANDRAGORA affiancati a formare una cerniera protettiva, e qualche metro più avanti il 10 ad ispirare. Dietro, conferma per DE MAIO terzo a destra, mentre in avanti si opta per il duo OKAKA - PUSSETTO chiamati a migliorare statistiche un po’ impietose, come per esempio quella dei tiri fuori specchio (131); solo un tiro su tre centra la porta....

15.01 - all’Ompico Grande Torino si parte. I granata quando vedono bianconero, vantano solitamente stimoli suppletivi. La partita traccheggia per buoni 20’ con Belotti che su corner regalato, impegnava MUSSO in una parata strepitosa. Ma a metà frazione son proprio Belotti e Ansaldi a rubar palla sulla tre quarti d’attacco sinistro granata ad un leggero RDP. L’argentino granata con una finta si liberava di STRYGER e metteva un gran cross in mezzo che Ola Aina in mezzo a 3 difendenti, riusciva a capitalizzare con un colpo di testa vincente a pochi passi da un incolpevole MUSSO. Nella circostanza appariva non impeccabile il posizionamento di NUYTINCK fattosi spostare dal centrocampista di colore, nell’occasione centravanti aggiunto - e anche in questa occasione primo centro stagionale per l’avversario.. Una volta sotto l’Udinese cercava di reagire senza troppi risultati, mentre nel frattempo Mazzarri riusciva a farsi espellere. Rischiava per di più il raddoppio sul finale, quando da azione offensiva un improvvido passaggio di FOFANÀ (ma quanto è impreciso l’ivoriano), innescava un contropiede che STRYGER neutralizzava in scivolata frapponendosi con l’intero corpo, braccia incluse, dentro l’area di rigore. In altri tempi, vista la fortuna, si sarebbe trattato di ennesimo rigore contro, ma è pur vero che il danese non poteva smaterializzarsi le braccia.

Nel secondo tempo il Toro appariva più stanco e lasciava via via campo ai bianconeri. INGELSSON, un atteso rientro, sostituiva a metà ripresa un indecifrabile FOFANÀ, i cui miglioramento stentano sempre più a palesarsi. Qualche ripartenza granata ben neutralizzata da MUSSO, ma a dieci minuti dalla fine gli uomini di NICOLA si guadagnavano un meritato rigore. Djidji stendeva OKAKA, e questa volta finalmente il Var arrivava in soccorso ai friulani; rigore. Sul dischetto si apprestava a calciare ancora RDP, reduce dall’errore con l’Empoli. Davanti a lui Sirigu, un autentico pararigori, capace anche in tale circostanza ad ipnotizzare il rigorista, intuendo la traiettoria. Grave l’errore del giocatore argentino che frastornato dal mercato di riparazione, dato le sirene provenienti da grandi club, sembra aver smarrito la bussola. A questo punto non saremmo più così certi che lo stuolo di pretendenti continui a lievitare. Il ragazzo dovrà fare un severo esame autocritico ed essere consapevole che se oggi la squadra continua ad arrancare, in buona parte dipende anche dalle sue prestazioni piuttosto opache.

A 3’ dalla fine sembrava tuttavia aver risolto la disputa il buon Stefano OKAKA che con una valida azione individuale riusciva a pareggiare il risultato, non fosse che la posizione passiva di LASAGNA vanificava, ancora su richiamo del Var, un meritato pari. Sirigu peraltro non protestava affatto, scagliando lontano il pallone in segno di stizza, ma alla fine il gol non veniva assegnato disegnando una domenica dal sapore alquanto beffardo (alla fine ci saranno anche le proteste di Pradè). Sull’ultima azione poi, come se non bastasse l’errore dal dischetto, in inferiorità numerica per l’espulsione di DE MAIO, l’ex Racing riusciva a divorarsi anche un assist al bacio di KL15 che involatosi come ai bei tempi, porgeva al 10 un cioccolatino solo da scartare, con il risultato che, complice la sfortuna, lo stesso riusciva a farsi rimpallare il tiro sotto misura mancando un pareggio per lui facile.

Il buon finale, al quale partecipava anche il rientrante TEODORCZYK, più sospinto dai nervi che dalla tecnica purtroppo molte volte in difetto tra le fila bianconere, lenisce in parte un’ora di gioco piuttosto scarna di temi offensivi e purtroppo avara di qualità nel fraseggio. Abbiamo osservato errori individuali gratuiti onestamente non da massima serie. 7 rigori contro tutti nel sacco e 3 a favore tutti falliti, inficiano forse un giudizio globale della stagione che in fondo rimane recuperabile se dietro continueranno a zoppicare e qualora si recuperino appieno i lungo degenti reduci da infermeria. INGELSSON, TEODORCZYK, confidiamo a tempo BARAK, con la birra giusta e le motivazioni necessarie, potrebbero dare davvero una grossa mano al gruppo.

Purtroppo la storia di questa stagione sentenzia che un gol al passivo, complice l’ennesima disattenzione domenicale, casca puntuale, mentre il gol fatica tremendamente ad arrivare. I punti ottenuti son 18 in 22 gare, tanto che se anche NICOLA si sta allineando al di sotto del punticino a gara, allora vuol dire che l’organico non è dev’essere proprio un granché... Sbagliare dunque la prossima con il Chievo al Friuli, diventerebbe veramente esiziale... 3 punti si possono prendere, si devono prendere, ma la voglia e la cattiveria agonistica da riversare sul rettangolo di gioco dovranno essere sin dal primo minuto, “feroci” come mai è successo prima d’ora. Forza ragazzi, credeteci!

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