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A Napoli un'altra missione 'quasi' impossibile

Per la forza dell'avversario e la disponibilità di uomini all'Udinese

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Nessuno vuole 'portare rogna', ci mancherebbe! Ma la realtà dei fatti dice che quella dell'Udinese a Napoli è un'altra missione quasi impossibile. Non tanto per i precedenti, che già mettono i brividi con il Napoli che ha vinto sei delle ultime sette partite casalinghe contro l'Udinese, a cui è riuscito il compito di strappare un punto solo nel dicembre 2013 in un 3-3 firmato per i friulani da Heurtaux, Bruno Fernandes e Dusan Basta.

Nemmeno per i numeri di questo campionato, che vedono gli azzurri seconda forza del torneo con 57 punti, più del doppio dell'Udinese.

Nè, se vogliamo, per il potenziale in forza alle due squadre, con il Napoli che ha un parco giocatori del valore di 563 milioni e l'Udinese di 125, secondo transfermarkt.

Il problema principale, quello che impedisce di fatto a Nicola di poter cercare di giocarsela alla pari, sta nella disponibilità degli uomini. Sempre ridotta all'osso e quindi fattore che complica qualsiasi piano di battaglia.

Se Ancelotti, che fino a ieri sera era mentalizzato sulla gara di Europa League contro il Salisburgo (con la qualificazione portata a casa, seppur a fatica), è alle prese con l'assenza del lungodegente Albiol e torna dall'Austria con gli infortuni muscolari di Insigne e Chiriches, per Nicola la lista degli indisponibili continua ad allungarsi. Rispetto a Torino ritrova Mandragora, che rientra dalla squalifica, ma perde Opoku per lo stesso provvedimento e Nuytinck per infortunio. Facendo i conti, quindi, i bianconeri out in questa difficile trasferta sono ben otto: Badu, Barak, Samir, Behrami, D'Alessandro, Teodorczyk, Nuytinck e Opoku. A loro si aggiunge un Okaka ancora non al top e occhio a Pussetto, appena rientrato in gruppo dopo la botta alla caviglia ma ancora in dubbio, a sentire Campoccia, per domenica. Insomma, Roma a parte (8 infortunati e 1 squalifcato), l'Udinese è la squadra sulla quale la grana infortuni si sta accanendo di più.

Gli inguaribili ottimisti possono argomentare che il Napoli potrebbe pagare le fatiche fisiche e mentali di Europa League e che anche nelle ultime cinque partite di campionato la squadra di Ancelotti ha rallentato il ritmo, collezionando ben 3 pareggi, 1 vittoria e 1 sconfitta, quella con la Juventus. Ma non c'è davvero molto altro a cui aggrapparsi, soprattutto se ci si presenta al San Paolo con una formazione già di per sè qualitativamente inferiore e nuovamente molto rimaneggiata.

Fa bene, però, Nicola, a professare fiducia: la missione è 'quasi' impossibile..

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