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Scarbolo: finiamola di prendere in giro i tifosi

Lettera aperta su Facebook

Scarbolo: finiamola di prendere in giro i tifosi

Dopo Michele De Sabata, anche Alessandro Scarbolo ha deciso a fine stagione di levarsi qualche sassolino dalle scarpe e ha voluto dire la sua sulla stagione bianconera. Lo ha fatto con una lettera aperta su Facebook:
"Eh si siamo salvi, ma se in questi mesi ho taciuto sui tanti problemi che hanno afflitto la nostra cara Udinese, ora però a bocce ferme, anche io ho qualcosa da dire, lo dico con sincerità ma allo stesso tempo con dispiacere, lo dico perché l’Udinese è la mia seconda pelle, lo dico perché l'Udinese la seguo dal 1976, lo dico perché sono stufo di prese in giro. Ho deciso, anche di parlare adesso, perché non volevo polemiche con il campionato in corso, ma ora, tirata una riga, ora è il momento di parlare. Le mie sono critiche costruttive, non tanto per fare polemica, ma noi tifosi vogliamo chiarezza, trasparenza, sincerità.

Cominciamo con i giocatori, ragazzotti viziati di tutto ed insensibili a tutto. Abituati dal sistema calcio ad avere portafoglio pieno, grosse auto, telefono di ultima generazione e belle donne. Credono di essere dei fenomeni ed invece sono dei giocatoricchi che forse neanche in lega Pro, troverebbero posto in squadra, ma procuratori infiltrati, li fanno passare per fenomeni. Solo per citarne alcuni, di Samir, Jankto, Barak, De Paul e Fofana (il gesto di ieri di rilanciare in campo la sua maglia, è emblematico), ne faremo volentieri a meno. Ragazzi di 20 anni che non corrono in campo, svogliati ed indisponenti di sicuro noi tifosi ce ne scorderemo tra un paio di settimane. Se dopo 30 anni ci ricordiamo ancora di Zico, Causio, De Agostini, Miano, Galparoli, Amoroso e molti altri, è perché questi SIGNORI ci hanno dato molto, non solo sul rettangolo di gioco, ma ci hanno lasciato insegnamenti di vita. Questi, la maglia bianconera, ce l’hanno ancora tatuata sulla pelle. Invece voi no, vedete Udine come una sosta in autogrill. Prima di essere calciatori imparate ad essere uomini, persone tra le persone. Umili, onesti, sinceri. Voi, invece, siete e rimarrete degli illustri sconosciuti.

La società non sempre ha la situazione sotto controllo, molti episodi hanno evidenziato delle lacune e questo perché qualcuno si ritiene dirigente solo perchè sulla giacca è ricamato uno stemma. Si è lasciato indossare la maglia numero 10 ad un ventenne sconosciuto e presuntuoso, dopo che era stata di Zico e Di Natale, è stato sollevato dall’incarico un tecnico con una telefonata, non è stato punito esemplarmente un proprio tesserato dopo che questo aveva mandato a quel paese il proprio allenatore, si è deciso di fermare in corso il progetto con le scuole, quando queste avevano già tutto organizzato, gli impegni presi, vanno mantenuti, indipendentemente dall’andamento della squadra. Ci vuole rispetto per tutto e tutti e non dovete chiedere a noi tifosi di star vicino alla squadra solo quando state annaspando nel liquame o quando siamo in prossimità della campagna abbonamenti. Noi tifosi, quelli veri, staremo sempre vicini alla squadra. Ricordatevi che i clubs lavorano, SEMPRE, SENZA alcuna retribuzione per voi, organizzano le trasferte, le cene sociali, la solidarietà, vi portano i bimbi allo stadio, solo per pura PASSIONE, quella per fortuna non si compra. Potrei continuare all’infinito, ma diventerei logorroico.

Anche la proprietà, come lo stesso Paron Gianpaolo ha dichiarato, ritengo abbia le sue colpe. Lo stesso Paron che in questi lunghi anni ha costruito una squadra modello, uno stadio fantastico, ha coadiuvato professionisti per costruire negli anni una squadra che si è fatta conoscere in ogni dove, è l’unico che ancora oggi ci mette la faccia ed alla sua veneranda età (a proposito venerdi prossimo è il suo compleanno, AUGURI PARON) ha il coraggio di chiedere scusa. Chapeau.

La prima colpa della proprietà è la lontananza dalla squadra e dall’ambiente, non si può guidare una compagine a duemila chilometri di distanza, facendosi vedere sporadicamente, neanche quando i tifosi chiedono un incontro per dei chiarimenti, oppure quando un giovedì qualunque sei in sede dopo 10 sconfitte consecutive e la domenica dopo hai una partita chiave, non del campionato, ma degli ultimi decenni, prendi un aereo e torni nel tuo eremo.

Il gregge ha bisogno del suo pastore. Se invece non hai tempo da dedicare a questa squadra, devi trovare una persona che ti sostituisca, una persona competente che mastichi calcio e devi dargli carta bianca e soprattutto il portafoglio, altrimenti vedremo ancora la figura degli ultimi 4/5 anni e non lasciarla alla mercè di un procuratore, che, amico quanto si vuole, ma fa il suo interesse, se sei un suo assistito giochi, altrimenti fai panchina o tribuna.

E finiamola con slogan che neanche Real Madrid o Barcellona, Paris SG o Manchester UTD possono permettersi (DAREMO L’ANIMA), finiamola di chiamare il nostro stadio con quello di una marca di macchinette, il NOSTRO stadio si chiama STADIO FRIULI e basta, finiamola di accecare gli occhi dei tifosi col prosciutto, i procuratori, anche se di Udine, non devono e non possono assistere all’allenamento della squadra in panchina, finiamola di prendere in giro i tecnici ed i giocatori che all’Udinese avrebbero dato l'anima (quelli si davvero!!!) trattandoli come spazzatura, finiamola di prendere in giro i tifosi. FINIAMOLA!!!! ...... e ricominciamo da capo".

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