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120 anni di Udinese: nel 1995 si esaurisce l'effetto saliscendi

Niente Zamparini, si riparte con Pozzo

120 anni di Udinese: nel 1995 si esaurisce l'effetto saliscendi

1991-92 – La lunga trattativa Pozzo-Zamparini non va a buon fine. Pozzo rimane padrone dell'Udinese, non vuole lasciare da perdente, è abituato nella sua attività imprenditoriale e vincere battaglie difficili e il suo obiettivo rimane il ritorno in A della squadra bianconera. Presidente, dopo che quello del Comitato dei Garanti, Ferruccio Saro, ha concluso il suo mandato, è il professor Giovanni Caratozzolo di Messina, da anni consulente legale della famiglia Pozzo. Il patron affida la squadra a Franco Scoglio che, dopo l' esperienza alla guida del Bologna, afferma che “questa sarà la tappa del mio rilancio” promettendo la promozione in A. Pozzo gli affida una corazzata, l'Udinese è la più forte, basti pensare agli undici della formazione tipo: Giuliani, Contratto, Fausto Rossini (Vanoli), Sensini, Calori, Mandorlini, Mattei, Dell'Anno, Balbo, Manicone, Marronaro. L'inizio è dei migliori, l'Udinese vince e diverte e si piazza in testa al gruppo. Poi qualcosa si inceppa, ma la situazione è (apparentemente) sotto controllo; Scoglio tranquillizza Pozzo, qualche battuta a vuota è definita un malessere passeggero, ma con l'inizio del 1992 il malessere si trasforma in malattia vera e propria, l'Udinese non diverte più, soprattutto perde qualche gara di troppo e denuncia carenze a livello atletico. A fine gennaio i bianconeri si trovano ancora al secondo posto con Pescara e Reggiana con tre punti di vantaggio sul Cesena che è quinto. Ma quel giorno in casa contro il Cosenza, dopo essersi portati sul 2-0 e in superiorità numerica (undici contro nove), subiscono la rimonta dei calabresi. Scatta il campanello d'allarme, i tifosi contestano il tecnico di Lipari con cui, in verità, non c'è mai stato feeling. Pozzo e Scoglio sono ormai separati in casa. La squadra è in crisi nonostante Balbo-gol. Il 16 febbraio i bianconeri pareggiano in casa (0-0) con la Lucchese con Vanoli che si fa espellere nel primo tempo, poi la trasferta di Messina, contro la sua ex squadra, è fatale a Scoglio: l'Udinese perde (0-1), Pozzo silura il tecnico e affida la squadra all'allenatore della primavera, Adriano Fedele (ma non potrà sedere in panchina avendo subito una squalifica sino al 12 aprile in occasione del Torneo di Viareggio, oltre ad avere il patentino di allenatore di seconda categoria) per il quale il compito è assai arduo perché deve ricompattare lo spogliatoio, mettere in riga alcuni fannulloni, rigenerare dal punto di vista atletico i bianconeri. L'Udinese dal terzo scende al quarto posto, subisce anche una dura sconfitta a Bologna il 18 aprile (2-4) e c'è il timore che anche stavolta la squadra non riuscirà ad essere promossa, ma nel finale trova il guizzo vincente, il 14 giugno 1992 espugna nell'ultimo atto del torneo il campo dell'Ancona (2-0) e conserva la quarta piazza che le consente di accedere in serie A.

1992-93 – Adriano Fedele, viene riconfermato. La squadra, però, deve essere potenziata, soprattutto nel mezzo e si vocifera che l'Udinese sia addirittura interessata e Fernando Redondo, 23 anni, centrocampista del Teneriffe. “Magari potessi averlo – dice Fedele – Lo paragono al miglior Rijkaard”. Ma Redondo resta solo sogno. Dalla Sampdoria, invece, rientra Alessandro Orlando, viene ingaggiato dalla Roma Stefano Pellegrini, Giuliani e Mattei rimangono in organico anche se tra loro e il tecnico non corre buon sangue. Viene confermato pure Mandorlini (e anche in questo caso Fedele non fa salti di gioia) dopo aver rifiutato il Ravenna. La stagione si apre al “Moretti” il 13 luglio dove i bianconeri trascorrono una settimana di pre ritiro prima di salire a Tarvisio per la fase di ritiro vera e propria. Fedele è sempre più impaziente, reclama rinforzi. “Ho fiducia nell'operato della società – dice il 20 luglio – ma è indubbio che sono anche un po' preoccupato. Questa squadra va completata altrimenti rischiamo la B”. Pozzo ascolta e gli risponde per le rime. “L'Udinese? Va benissimo così com'è” anche se promette che arriverà un terzo straniero. Si parla del possibile acquisto di Pizarro (non David che arriverà a Udine sette anni più tardi), il difensore centrale del Colo Colo, 28 anni. Il 29 luglio viene ingaggiato il polacco Czachowski (giocatore ordinato, ma dalle movenze al rallenty) anche se se Fedele avrebbe preferito il suo connazionale Brzeczek il miglior giocatore della Polonia ai Giochi di Barcellona del 1992. Poi arriva il quarto straniero (7 agosto), pure lui polacco, Kozminski che dice di ispirarsi a Brehme. La squadra è fatta (anche se Fedele sperava di puntellare pure la difesa), poi c'è nuovamente attrito tra l'allenatore e Mattei che viene escluso in occasione dell'amichevole del 28 agosto a Castelfranco Veneto con il Giorgione. L'ex viola è fuori rosa, Fedele non commenta il provvedimento quasi a voler ignorare il giocatore, ma la situazione in casa Udinese è delicata e Pozzo è preoccupato. Comincia a circolare sempre più insistentemente la voce che Fedele stia rischiando il posto, ma il tecnico va avanti per la sua strada, lavora duramente, poi inizia la Coppa Italia e l'avversario dei bianconeri è il Cagliari che vince la gara di andata in casa (2-0) per poi pareggiare al “Friuli” (4-4) dove mescolato tra il pubblico c'è Albertino Bigon al quale Pozzo (il 3 settembre) gli affida l' Udinese silurando il tecnico della promozione. Bigon viene accolto dai tifosi friulani con scetticismo: “non disfare le valigie tanto non arriverai a Natale”; contestano Mattei reo di aver fatto esonerare Fedele. Poi parte il campionato, si smorzano le polemiche perché i bianconeri stendono in casa l'Inter per 2-1.La vittoria è più che meritata. Balbo diventa superman, è autore di un gol davvero splendido, ma nei minuti finali Giuliani si sfascia il ginocchio nel ricadere a terra dopo un'ardimentosa uscita. Urge sostituirlo. Si fanno tre nomi, Galli (Giovanni), Simoni, Spagnulo, poi ancora Caniato, Battistini, Lorieri, Taglialatela, Pazzagli. Nessuno azzecca il nome di chi dovrà sostituire Giuliani. Nel frattempo viene data fiducia al vice dell'ex portiere di Verona e Napoli, Di Leo, ma questi non convince Bigon per cui a fine ottobre viene acquistato dalla Lazio Paolo Di Sarno che è semisconosciuto ai più. L'Udinese dispone di un attacco niente male, Branca, Marronaro, Balbo, nel mezzo Manicone garantisce compattezza e geometria, Dell'Anno è il genio. In casa i bianconeri sono travolgenti, in trasferta debolissimi. A novembre l'Inter acquista Manicone e offre in cambio 4 milioni e Desideri. E' un affare irrinunciabile anche perché Rossitto può benissimo svolgere i compiti che Bigon aveva assegnato al partente, mentre Desideri viene dirottato nel ruolo di libero. Il cammino continua ad essere tortuoso, è un'Udinese double face che rimane a lottare per la sopravvivenza. “Ma come? Abbiamo giocatori di valore, non accetto questo andazzo – sbotta Pozzo – Navighiamo in fondo alla classifica pur disponendo di Calori, Desideri, Dell'Anno, Mattei, Balbo, Branca, Sensini”. Bigon non ci sta e contrattacca: “senza un libero di ruolo la difesa non dà valide garanzie. Non posso fare miracoli.”Il comportamento della squadra continua ad essere il medesimo, buono o ottimo in casa, deludente fuori. Meno male che i bianconeri riescono a pareggiare in casa della Fiorentina (2-2) il 23 maggio 1993 rimanendo agganciati alla stessa squadra viola e al Brescia, con Ancona e Pescara già in B. Nelle ultime due gare l'Udinese sconfigge l'Ancona per 2-0 poi pareggia, 1-1 a Roma contro i giallo rossi favorita anche da un errore di Carnevale che sbaglia un gol abbastanza semplice concludendo debolmente verso la porta bianconera che è sguarnita dopo aver eluso il portiere bianconero consentendo a Calori di sventare la minaccia. Fiorentina, Udinese e Brescia concludono a pari punti al terzultimo posto. Per la classifica avulsa la compagine viola è retrocessa, per designare la quarta squadra che dovrà scendere di categoria si rende necessario uno spareggio tra bresciani e udinese e la sfida, di fronte a 30 mila persone con il “tifo” equamente suddiviso, si disputa il 12 giugno 1993 a Bologna. Vince l'Udinese per 3-1 con reti nell'ordine di Balbo, Domini, Alessandro Orlando, Dell'Anno.

1993-94 – Bigon, pur essendo ancora sotto contratto per un'altra stagione, non viene (nell'apprendere il provvedimento il tecnico patavino ironizza, “vorrà dire diventerò il giardiniere più pagato d'Italia”), al suo posto c'è l'ex cittì della nazionale Azeglio Vicini, mentre Adriano Fedele sarà il suo secondo. Soprattutto non ci sono Balbo, ceduto alla Roma e Dell'Anno destinato a rinforzare l'Inter dove ha trovato sistemazione pure il diesse Marino Mariottini. Il loro è un sacrificio doloroso, ma inevitabile: non solo perché l'argentino e Dell'Anno non sono insensibili al fascino dei grandi club, ma anche perché con il ricavato della cessione dei due Pozzo dà “ossigeno” al bilancio. Oltre a quattrini, l'Udinese ha garantita una buona contropartita tecnica, il centrocampista Statuto e il libero Petruzzi, dalla Roma; il portiere Caniato e l'attaccante Delvecchio dall'Inter. Tutti giovani di grande prospettiva e che in seguito, vedi Petruzzi e Delvecchio saranno tra i protagonisti del nostro calcio come del resto un altro giovane, Bertotto acquistato dall'Alessandria su consiglio del team manager Carlo Piazzolla. Vicini spera anche nell'arrivo di Shalimov che l'Inter ha promesso a Pozzo nell'affare Dell'Anno tanto che l'ex cittì della nazionale l'11 luglio afferma che il russo sarà l'asso dell'Udinese che nel frattempo ha ingaggiato in prestito dal Foggia Oberdan Biagioni dopo aver fatto la corte anche a Masimiliano Allegri del Pescara che, però, ha preferito accettare l'offerta del Cagliari. Shalimov alla fine rifiuta l'Udinese. Vicini chiede anche un difensore esperto, vorrebbe che Pozzo gli mettesse a disposizione il trentatreenne bosniaco Davor Jozic che è svincolato e che si allena a Milano Marittima, poi si accontenterebbe di Comi, in realtà il patron punta su Petruzzi e auspica che gli venga garantito adeguato spazio. A Pozzo comunque non va giù il comportamento dell'Inter il cui presidente Pellegrini è venuto meno alla promessa di dare Shalimov in parziale contropartita per Dell'Anno e si rivolge al Presidente della Lega Nizzola minacciando di annullare l'operazione siglata con il presidente del club nero azzurro che si sarebbe rimangiato la parola data; poi si arriva ad una mediazione con l'intervento del presidente dell'Aic Campana, di quello della Figc Matarrese e dello stesso Nizzola oltre che di Pozzo e di Pellegrini e la vertenza si appiana. In attacco trova posto Carnevale, ma tra lui e il nuovo allenatore non corre buon sangue dopo quanto successo ai mondiali del 1990. I loro rapporti si sono incrinati in occasione della gara Italia-Stati Uniti quando il bomber, sostituito dal commissario tecnico, rispose distinto con un vaff... La squadra bianconera parte male in campionato, 0-1 in casa con il Parma, poi si riabilita a Cagliari (2-1), alla terza pareggia al “Friuli con la Roma (0-0) per poi incappare in tre sconfitte consecutive, a Torino contro i granata (0-1), in casa con la Sampdoria (0-2) a Napoli (1-2). Dopo la sconfitta casalinga con la Sampdoria Pozzo contesta le scelte di Vicini. Tra i due c'è aria di rottura e l'allenatore getta benzina sul fuoco: “Se Pozzo fa la formazione spacca la squadra e vuol dire che può fare senza di me. Mi ha cercato lui...”.Il 28 settembre, due giorni dopo la sconfitta di Napoli, Pozzo lo solleva dall'incarico, o meglio lo...promuove supervisore tecnico, mentre tocca a Adriano Fedele dirigere la squadra. Vicini non accetta “la promozione” e minaccia di rivolgersi al pretore del Lavoro se la società non gli garantisce lo stipendio come da contratto. Il compito di Fedele (che ha nel preparatore atletico Claudio Bordon il suo principale collaboratore con Ivano Bordon preparatore dei portieri) è estremamente difficile perché l'Udinese (nel frattempo ha ingaggiato in prestito con diritto di riscatto Thomas Helveg dall' Odense) deve essere rigenerata mentalmente, tecnicamente, tatticamente e atleticamente. Soprattutto deve risalire dalla penultima posizione (dopo il tracollo casalingo con il Genoa per 0-4 l'Udinese è penultima con 6 punti. Nel frattempo è stato ceduto Sensini (Parma), in parziale contropartita arriva Fausto Pizzi giocatore di buona tecnica. La posizione in classifica dell'Udinese è immutata al giro di boa anche se i bianconeri devono recuperare la gara con il Milan, ma il girone di ritorno si apre sotto una buona stella, l'undici di Fedele (che è riuscito a imporre il pari al Milan nel recupero dell'Epifania) vince a Parma (1-0), pareggia con il Cagliari, va ad espugnare l'Olimpico a spese della Roma (2-0 con reti di Branca e Pizzi). In attacco la squadra può contare anche sul nuovo acquisto Stefano Borgonovo prelevato dal Pescara. Poi pareggia in casa con il Torino (1-1) e a quel punto sarebbe salva. Ma è un'illusione. Nel turno successivo emergono ancora crepe difensive, la Sampdoria rifila sei sventole ai bianconeri che segnano con Pizzi e Desideri. Ma Fedele non demorde, è un combattente, le prova tutte per tenere in piedi la baracca, chiede cuore e grinta ai suoi che lo assecondano e battono il Napoli, due turni dopo pure la Reggiana, manca però la continuità di rendimento e di risultati e lo 0-3 nello scontro diretto di Marassi con il Genoa (il 20 marzo 1994) è un colpo durissimo alle speranze di sopravvivenza della squadra che il turno successivo non va oltre il 2-2 con il Piacenza (altra rivale per la salvezza). A cinque dalla fine l'Udinese è terzultima con Atalanta e Lecce ormai spacciate. Serve un finale in crescendo, i bianconeri pareggiano a Bergamo (1-1), battono al “Friuli” il Foggia (3-0), impongono il pari a Milano ai rossoneri (2-2), ma è fatale il rocambolesco 3-3 casalingo con la Cremonese con i bianconeri che non sanno gestire il parziale di 3-0 (reti di Borgonovo, due e di Rossitto). E' la fine delle speranze anche perché all'ultima giornata l'Udinese perde (0-1) a Torino con la Juve. Sicuramente l'assenza di Branca nelle ultime quattro gare per un problema ad un ginocchio hanno influito nel computo finale.

1994-95 – Gianpaolo Pozzo è deluso, ma si rimbocca le maniche dopo aver detto “no” ad altri personaggi che hanno bussato alla sua porta per acquistare il suo pacchetto azionario, tra questi l'ex presidente della Lazio Calleri, ancora Zamparini. I suoi fratelli, Gianfranco e Giancarlo, sono da tempo out dalle vicende gestionali dell'Udinese. I consiglieri più fidati del patron diventano i figli Gino e Magda e la moglie Giuliana Linda. Pozzo affida la direzione sportiva dell'Udinese al navigato dirigente Giorgio Vitali ed è lui che porta a Udine, via Torino sponda granata, l'attaccante Paolino Poggi. E' un colpo importante. In sede di presentazione del giocatore Pozzo e Vitali definiscono il veneziano la pietra miliare di un nuovo ciclo dell'Udinese che dovrà essere foriero di soddisfazioni; annunciano che arriveranno altri elementi di valore indispensabili per il rientro in A, ma anche per la costruzione di una squadra dalle basi solidissime. Da Pescara rientra per fine prestito Andrea Carnevale. Vengono acquistati anche Marino (Lodigiani), Scarchilli (Roma), Ripa (Fidelis Andria), Ametrano (Ischia Isolaverde), in seguito anche Banchelli (Fiorentina). L'avvio del campionato non è esaltante anche se l'Udinese è accreditata come la favorita numero uno per la promozione: 1-1 a Pescara alla prima, 1-0 in casa con il Chievo poi sconfitta a Cosenza (0-1) e pari al “Friuli” con il Vicenza (0-0) il 25 settembre 1994. Contro i berici Carnevale dopo appena 9' subisce un serio infortunio al ginocchio destro (già distortosi l'8 settembre in Coppa Italia contro la Fiorentina). Lesione al crociato anteriore è la spietata diagnosi che costringerà il bomber ad un lungo stop. Fedele reclama un rinforzo in attacco, ma Pozzo e il nuovo diesse, Riccardo Sogliano (ha sostituito Vitali il 12 ottobre) sono più che mai convinti che l'Udinese può farcela egualmente e puntano sul giovane Banchelli (è stato ceduto temporaneamente in prestito dalla Fiorentina) che è in cerca di rilancio dopo otto mesi di stop per un serio guaio ad un ginocchio. Il tecnico, dopo il pari con il Vicenza, se la prende anche con Helveg che viene invitato senza mezzi termini a tornarsene in Danimarca. “Mi ha stufato. Vada pure due mesi in Danimarca, vada a riposarsi! Non sta neppure in piedi. Io sono buono, so essere paziente, ma tutto ha un limite. Helveg domenica non giocherà a meno che non si verifichi una specie di cataclisma”. L'Udinese è impegnata anche nel torneo anglo-italiano, ma in questa manifestazione le cose vanno ancor peggio e i tifosi se la prendono con Fedele che viene accusato di essere un difensivista. C'è un bagliore in occasione della trasferta di Como con i bianconeri che vincono per 4-1, ma nelle successive tre gare non vanno oltre altrettanti pareggi per poi vincere alla nona giornata sul Verona per 4-1. Tifosi e società ora si aspettano il salto di qualità della squadra che, invece, non va oltre il pareggio, dapprima a Lecce, 2-2, contro un avversario annunciato in grave difficoltà, poi in casa nell'anticipo di sabato 12 novembre pareggiano con analogo risultato con l'Atalanta (I pareggi hanno il sapore dell'insuccesso dato che da quella stagione le vittorie valgono tre punti). Il giorno dopo Sogliano si prende la responsabilità di esonerare Fedele al quale viene comunicato il provvedimento il 16 novembre il giorno dopo la trasferta in Inghilterra per la sfida con il Derby County (1-3). Al suo posto viene chiamato Giovanni Galeone. La sosta del campionato è utile al Gale soprattutto per consentirgli di rigenerare mentalmente la squadra e per recuperare alcuni infortunati. Il nuovo tecnico debutta vittoriosamente a Venezia (3-1), ma quella domenica l'Udinese perde Bertotto (lesione al crociato anteriore), ma il tecnico non si perde d'animo anche perché là dietro le alternative non mancano, trova anche la formula giusta per fa giocare Pizzi, che è l'elemento più tecnico, in posizione di “falso nueve”. L'Udinese piano piano risale la corrente e chiude il girone di andata in seconda posizione con 33 punti alle spalle del Piacenza 37. Tra gennaio e febbraio 1995 l'Udinese centra cinque successi consecutivi e vincendo a Vicenza il 26 febbraio eguaglierebbe il record di sei affermazioni di seguito, sempre nella cadetteria, che risale al torneo 1978-79 quando i bianconeri erano allenati da Massimo Giacomini. Ma contro l'undici di Guidolin i bianconeri inciampano (1-2) anche se le assenze di Pizzi e Desideri sono una valida scusante. E' solamente un incidente di percorso, l'Udinese riprende a correre dopo aver recuperato Carnevale (che sarà autore di gol pesantissimi) e Bertotto, tenta l'aggancio al Piacenza, centra la promozione trionfando ad Ascoli il 4 giugno per 5-1 per poi sconfiggere in casa nell'ultimo turno il Fidelis Andria davanti a oltre 35 mila persone.

 

Nella foto l'Udinese 1994/95 promossa in A. Da sinistra in piedi: il massaggiatore Grandis, Battistini, Rossitto, Poggi, Helveg, Kozminski Scarchilli, Carnevale. Accosciati Pizzi, Calori, Desideri, Ripa

 

15 - Continua

20 Commenti
semedela

nella foto c'è pure la morosa di meret

fulviofellet

Un grazie immenso alla famiglia Pozzo , anche per non avere ceduto la squadra a Zamparini

zanetti*

... meno per averla data al figlio emoticon

InGinoWeTrust

Grazie mille a GP e basta!
Sul resto della family stendiamo un velo pietoso in relazione all'Udinese degli ultimi cinque anni e prossimi futuri. Su Gino in particolare.

semedela

oltre la solita propaganda da 4 soldi aspetto sempre che fellet posti un fatto, una notizia, un aneddoto o un ricordo che sia a conoscenza solo di qualcuno veramente presente in sta*** in quei anni e non solo cose trovate su Google.

Gpb

Mi ricordo bene il 4-1 della trasferta di Como, con la polizia a fine partita che mi ha fatto nascondere il cuscinetto dell'Udinese

tobanis bis

1991-92
De Vitis viene dato per finito e ceduto in B, dove però farà la bellezza di 17 gol (secondo cannoniere della serie B). Grande inizio, poi le difficoltà e l’esonero di Scoglio. Si va avanti a fatica e a denti stretti arriva la promozione. Balbo fa “solo” 11 gol, sarà Nappi con ben 9 la lieta sorpresa. In Coppa Italia eliminiamo la Triestina prima di venire eliminati dalla Juve. Gli ex allenatori dell’Udinese vengono quasi tutti esonerati, quell’anno. Delneri centra la promozione e porta il Ravenna in C1.
1992-93
Torniamo in A, ma la serie A è un campionato terribile. Da quest’anno è vietato, al portiere, su retropassaggio, prenderla con le mani. Poche cessioni, è noto che l’allenatore viene silurato a tempo record. In porta si rischia, prendendo un portiere dalla C1, arriva qualche buon giocatore, le speranze ci sono. Grande l’esor*** con l’Inter: Balbo un missile 1-0, pari di Schillaci e gol di Rossitto nel finale, quando fa più male: 2-1. Lo sappiamo bene in quella dopo, in casa, quando la Samp passa a Udine 2-1, con gol di Lombardo a 3’ dalla fine. Comunque andiamo bene e Balbo segna facile. La Juve a Torino ci massacra e Baggio ce ne fa 4. Fuori non la becchiamo mai e il primo punto, a sorpresa, è col Milan (1-1 Balbo e Albertini). Finisce l’andata e non siamo messi bene, fuori facciamo schifo.
Riusciamo a non vincere neanche a Pescara, ultimo, dove eravamo 2-0 per noi (2-2 uno ce lo segna Allegri). Non sarà l’ultima volta che andremo 2-0 e finirà 2-2 (Brescia, Fiorentina). Alla fine riusciamo a prendere lo spareggio; e ci salviamo. Balbo esplode con 21 gol (secondo cannoniere, dietro Signori con 26). De Vitis in B ne fa ancora 19, dietro solo a un certo Bierhoff che ne fa 20. Delneri in C2 è terzo col Novara.

1993-94
Ce la siamo fatta sotto, salvi allo spareggio. La serie A è tremenda, e noi allegramente mandiamo tutto a bagasce. Mille partenze e mille arrivi. Via Sensini e Balbo, via Mattei e Dell’Anno, via il portiere, via tanti.
Arriva un nuovo portiere ancora dalla C1, arrivano le belle speranze Helveg e Bertotto, arrivano Pizzi e Statuto. Tanti arrivi, alcuni totalmente inutili.
Partiamo male (vinciamo però a Cagliari, per loro segna Allegri) e basta poco a Pozzo per silurare Vicini (perché prenderlo, poi?). La difesa è un disastro, si arriva poi alla partita col Genoa, con Fedele che fa esperimenti e intanto finisce 0-4 (era uno scontro diretto). Finiamo l’andata penultimi e meno male che Branca la butta dentro spesso. Il ritorno comincia con due mezzi miracoli, la vittoria 1-0 a Parma, loro erano quarti, e quella fuori con la Roma, 2-0 e doppietta di Pizzi. Però fuori con la Samp seconda perdiamo 6-2 (!!). Navighiamo appena fuori dalla retrocessione ma più spesso dentro quella zona. A 3 gg dalla fine siamo a 2 punti dalla salvezza. Ma la trasferta è col Milan delle meraviglie. Primo tempo 0-0, poi Boban gran gol ma Borgonovo pareggia o è un autogol. Simone per loro con un gran tiro ma poi 2-2 di Rossitto. Finisce così, per loro è scudetto matematico, per noi speranze a 2 gg dalla fine. Arriva la Cremonese che non ha nulla da chiedere. Borgonovo e Rossitto 2-0 primo tempo, si brinda. Borgonovo 3-0, poi Pedroni fa il 3-1. La partita pare finita, ma a 10’ dalla fine Tentoni fa il 3-2. E dopo pochi minuti sempre Tentoni fa 3-3. Sapendo che l’ultima è fuori con la Juve, è finita. Ci pensa infatti Vialli, 1-0 per loro e serie B. La difesa fa schifo, Branca almeno in attacco ne farà alla fine 14. Delneri è sempre al Novara.

1994-95
Rieccoci nell’inferno della B. La vittoria vale 3 punti. La campagna acquisti è saggia, ci darà una squadra più solida dietro e devastante davanti. Purtroppo salutiamo Statuto, Branca e Borgonovo. Arrivano il grande Poggi, la roccia Ametrano, scoperto a Ischia, Scarchilli e Marino, torna il vecchio Carnevale.
La squadra va bene, Pozzo ne fa una delle sue e cambia Fedele con Galeone. A fine andata siamo comunque in piena corsa per la serie A. Siamo uno squadrone che qualcuna la perdiamo ma spesso vinciamo e vinciamo bene. A 5 dalla fine siamo de facto in A; battiamo il Piacenza ma perdiamo a Perugia. Con la Salernitana scontro diretto e 1-1 in casa. A 2 dalla fine bastano 3 punti per la promozione matematica. Andiamo ad Ascoli, loro sono già retrocessi, vogliamo vincerla per non fare casini. Scarchilli ma goffo autogol di Bertotto, 1-1. Pizzi 2-1, Poggi 3-1, Rossitto 4-1, Pizzi 5-1, troppa grazia, è la serie A. Secondi a un punto dal Piacenza. Pizzi e Poggi fanno 11 gol a testa, Marino e Carnevale 7 a testa.
Balbo esplode nella Roma, con 22 gol è il secondo cannoniere della serie A. Delneri fa un’altra promozione, porta la Nocerina in C1.

fulviofellet

......bisognerebbe sempre ricordarsi la storia dell'Udinese......

zanetti*

... cosa eravamo , come siamo cresciuti , cosa siamo diventati e come il bimbo minc.hia sta tentando di distruggere , la storia dell'Udinese non va dimenticata !!! FORZA UDINESE !!!

fulviofellet

E vedere l ennesimo ciclo che sta crescendo a Udine..... certo bisogna saper vedere....

zanetti*

Caro Fulvio sbagli nel dire bisogna saper vedere , la frase corretta è bisogna saper aspettare perchè quest'estate sapremo cosa realmente vuole fare il tuo Gino !!!

zico10

che bella foto.
espressione del 100% di felicitá.
grazie ragazzi

blaso

Che corazzata quella di galeone nel 94/95. Ricordo il 2 a 2 di Piacenza a gennaio gol di scarchilli alla van basten e pizzi in rovesciata. Scarchilli avrebbe dovuto fare un'altra carriera.
92/93 dell'anno avrebbe meritato la nazionale. In casa avevano un ritmo da coppa uefa.
91/92 ricordo la partita di Bologna perdendo 4 a 2 ma giocammo bene e li cominciai a credere alla promozione. Fantastico il gol si dell'anno ad Ancona l'ultima giornata e un gol di balbo una bomba su punizione col Pescara.

Nord

Spareggio a bologna indimenticabile.
Il viaggio in treno più bello in assoluto.
Bei tempi....

zanetti*

Due partite, due trasferte tra i miei ricordi più belli da tifoso bianconero , Ancona settore ospiti esaurito eravamo stretti come sardine e lo spareggio a Bologna FANTASTICO !!!

zinne

dopo alcune critiche su articoli con poco senso, bisogna elogiare la redazione per questa bellissima rubrica!
Tra l'altro... mi appassionai dell'udinese proprio nell'anno della foto, bei ricordi..

Der blau Adler

Io la sto salvando puntata per puntata per farci una sorta di libro!!!!

semedela

ricordo l'infortunio a giuliani. la lesione al ginocchio nascondeva cose ben più gravi che portarono alla scomparsa del bravo portiere. ricordo fedele,il peggior allenatore avuto negli ultimi 30 anni. e la squadra di galeone, squadra che con la serie b non centrava nulla. di categoria nettamente superiore. con un giovane 16enne che prometteva sfracelli. poi però con lui la vita si accani' con infortuni gravi. Rossi

tiempo11

Seme un aneddoto, un giorno andai dal mio dentista, fra l'altro amico d'infanzia, e trovai in sala d'aspetto Giuliani, di cui si vociferava sulla sua malattia, malattia di cui ancora si sapeva poco sulle modalità di contagio etc..
Siccome il mio turno era dopo il suo, quando entrai in ambulatorio, chiesi al mio amico dentista se i ferri erano sterilizzati e se avesse cambiato i guanti, sapevo che era una cazzata in quanto per ogni cliente vengono utilizzati ferri sigillati, ma era preoccupato, il dentista, che non sapeva niente, mi chiese la ragione di quelle domande, non sapevo cosa dire perche, al momento, erano solo voci, ma glielo dissi e lo vidi abbastanza preoccupato.
Poi la certezza, la malattia e la morte, una brutta storia.

NonnoFausto

Questa rubrica è bellissima.

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