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120 anni di Udinese: Da Hodgson allo Spalletti bis

La prima Champions dell'Udinese

120 anni di Udinese: Da Hodgson allo Spalletti bis

Al termine della travagliata stagione 2000-01 Luciano Spalletti spera di essere riconfermato, ma i Pozzo sono (da tempo) in contatto con Roy Hodgson reduce del successo in campionato alla guida del Copenaghen e a cui è legato per un'altra annata. Il tecnico inglese però rassicura la proprietà friulana: ““con il presidente del club danese troverò un'intesa, mi svincolerò””.

Pur di ritornare in Italia si dice disposto anche a pagare una penale al Copenaghen mentre non ci mette molto a raggiungere l'intesa con la proprietà bianconera sull'entità dello stipendio che avrà garantito per due anni. Il 22 giugno 2001 si incontra a Ibiza con Gianpaolo e Gino Pozzo per poi rilasciare un' altra dichiarazione: ““sono contentissimo di iniziare la nuova avventura alla guida dell'Udinese e ho dato mandato ai miei legali per ottenere lo svincolo dal Copenaghen””.

Alla fine ci sarà il via libera del club danese. Hodsgon sembra il personaggio giusto per il rilancio in grande stile delle quotazioni della squadra bianconera anche se l'Udinese deve rifarsi il volto: non ci sono più Giannichedda e Fiore che passano alla Lazio. Cinque giorni dopo arriva la notizia che la Giustizia sportiva non ha penalizzato l'Udinese coinvolta in passaportopoli (sono implicate anche altri club di A, Inter, Lazio, Milan, Roma, Vicenza e, per la B, la Sampdoria), ma la sentenza è egualmente pesante: 3 miliardi di lire di multa per il sodalizio (l'accusa rappresentata dal Procuratore Federale Carlo Porceddu ne aveva richiesti 5), un anno di squalifica ai calciatori Warley, Alberto, Jorginho, Da Silva; due anni di inibizione a ricoprire cariche sociali a Gino Pozzo, stesso provvedimento (ma sino al 30 ottobre 2001) nei confronti del segretario Sigfrido Marcatti. Se la cava il solo Direttore Generale Pierpaolo Marino che viene assolto.

Ad ottobre, la Camera di Conciliazione e arbitrato dello sport del Coni cui l'Udinese si è rivolta, difesa dagli avvocati Franco Coppi e Giulia Bongiorno, rivede la sentenza di primo grado: la società bianconera si vede quasi dimezzare la multa (dovrà pagare 1,6 miliardi di lire, Gino Pozzo ottiene uno sconto i nove mesi, mentre la squalifica per Alberto e Warley (quest'ultimo nel frattempo parcheggiato nel Gremio) scadrà il 31 ottobre 2001. Dopo la prima sentenza, la società è alla ricerca di elementi in grado di poter rinforzare la squadra. Il primo acquisto è un attaccante, Carlos Pavon, honduregno che dice di ispirarsi nientemeno che a Ronaldo, viene ingaggiata anche la punta ellenica Nalitzis (rimarrà in Friuli per poco più di un mese) e un altro honduregno, il difensore centrale Caballero già scartato dalla Roma di Fabio Capello. Il 13 luglio l'Udinese presenta Roy Hodgson (““sono come Trapattoni, voglio vincere sempre”” - è la sua prima dichiarazione). All'arrivo del nuovo nocchiero fa seguito l'addio (temporaneo) di Pierpaolo Marino che si vede costretto a interrompere il suo rapporto di lavoro con l'Udinese per problemi fisici. La società comunque, con Gino Pozzo attivissimo, è sempre alla ricerca di un attaccante di affidamento e vuole concludere la lunga trattativa con la Salernitana iniziata ai primi di giugno per David Di Michele, ma il club campano spara alto, vuole in contropartita l'attaccante Mauro Esposito e 15 miliardi di lire, ma alla fine viene trovata l'intesa e Di Michele viene ingaggiato a titolo temporaneo (25 luglio). Viene acquistato anche il giovane centrocampista ghanese Sulley Muntari e un altro attaccante, il sudafricano Siyabonga Nomvethe che dimostra tutto il suo talento nel primo test stagionale dell'Udinese nel ritiro austriaco di Feldkirchen in Austria per poi esaltarsi in un' altra amichevole decisamente più impegnativa, quella in programma a Wolsberg sempre in Austria contro il Perugia (2-3) e a fine gara Serse Cosmi, tecnico degli umbri, elogia il giovane attaccante. La squadra conclude il ritiro in Austria il 7 agosto affrontando a Klagenfurt il Kaernten Klagenfurt (0-0).

Nel frattempo si verifica un braccio di ferro Muzzi-Udinese, il romano chiede un un ritocco dello stipendio, alla fine sarà accontentato. La squadra, dopo aver sostenuto un test con il Chelsea (1-1) intraprende una mini tournée in Spagna (0-1 con il Deportivo La Coruna e 0-0 con il Murcia) per poi sconfiggere a Udine il Villarreal (3-0) dimostrando di essere pronta per sostenere le gare che contano, soprattutto di poter tornare in auge dopo due annate a dir poco mediocri. Il debutto ufficiale della nuova Udinese avviene nel secondo turno di Coppa Italia: il 19 agosto 2001 a Terni i bianconeri pareggiano 4-4 con la Ternana per poi aggiudicarsi la gara di ritorno per 2-0 il 24 ottobre. Ma l'attesa è tutta per il campionato e all'esordio, il 26 ottobre, l' Udinese affronta al ““Friuli”” il Torino. Finisce 2-2, finisce bene cioè perché nel primo tempo l' undici di Hodgson non esiste, sbaglia oltre il lecito e va al riposo sotto di due reti. Poi al 14' della ripresa il tecnico inglese ha una felice intuizione, richiama in pancina il debuttante difensore Per Kroldruop, inserisce il figliol prodigo Pizarro (che non lo aveva convinto nella fase pre campionato) e lo piazza in mezzo al campo affidandogli i compiti di regista. Il cileno sale subito in cattedra e dal suo piede nascono le azioni più belle, è un'altra Udinese che riesce a pareggiare grazie alle reti di Muzzi e di Pavon (qyìusti a gennaio sarà ceduto al Napoli nell'ambito dell'operazione con cui a giugno arriverà a Udine Marek Jankulovski). Pizarro nel turno successivo a Roma contro i giallo rossi parte ancora dalla panchina, ma quando entra, al 7' della ripresa per Scarlato, prende per mano la squadra. E' fatta, Hodgson ormai si è convinto delle qualità del cileno.

L' Udinese però ha un comportamento altalenante, perde in casa con il Milan (1-2), vince a Perugia per 2-1 per poi perdere sempre con il medesimo risultato al ““Friuli”” contro il Chievo di Gigi Delneri. Putroppo Henry Van der Vegt deve abbandonare il calcio. La notizia rattrista l'ambiente bianconero dato che l'olandese si è sempre fatto benvolere. E' stoppato da un'aritmia cardiaca. I Pozzo non sono soddisfatti, la squadra non ha convinto nemmeno contro l'Inter (1-1) con Sosa che ha fatto il suo debutto stagionale in campionato, la posizione di Hodgson non è più sicura e alla vigilia della trasferta di Bergamo qualcuno scrive che le sorti del tecnico inglese sono legate alla sfida con gli orobici. Talune sue decisioni tecniche, vedi l'utilizzo di Gargo in mezzo al campo, non piacciono per nulla. Ma l'Udinese si riabilita, vince per 5-1, Hodgson se la prende con alcuni giornalisti (““si sta facendo di tutto per screditarmi, ma la società ha totale fiducia in me””), in realtà l' Udinese é complesso privo di idee e di gioco, preparato male dal punto di vista atletico e nelle successive quattro gare subisce tre sconfitte (pesante è quella casalinga con la Lazio, 1-4 del 18 novembre) per poi riabilitarsi il 2 dicembre al “Friuli” contro il Parma (3-2), ma alla vigilia di Udinese-Verona in calendario il turno successivo, Giampaolo Pozzo non “digerisce” i contenuti di un' ’intervista rilasciata da Hodgson a un quotidiano inglese in cui dice di essersi pentito ad aver accettato l'’Udinese.

E'’ la goccia che fa traboccare il vaso, il tecnico viene licenziato al termine della sfida con i veronesi (2-1), al suo posto è chiamato Giampiero Ventura. Ma i risultati non migliorano e a peggiorare la situazione contribuisce il grave infortunio subito al ginocchio da capitan Bertotto nel finale della gara di andata dei quarti di di Coppa Italia (negli ottavi l'Udinese aveva eliminato l'Inter, 2-1 in casa, 2-2 a Milano) con il Parma (11 dicembre, giorno della presentazione alla stampa del successore di Hodgson) anche se illude il successo di Bologna (1-0) del 19 dicembre. Ventura si accorge che la squadra non ha “carburante” e durante la sosta per le festività di Natale e di Fine anno decide di far lavorare duramente i suoi, modifica anche il loro modo di proporsi in campo, vuole che la squadra insista con il giro palla, ma la situazione non solo non muta, ma piano piano si aggrava e tra fine febbraio. Inizio marzo 2002 l'Udinese incappa in tre sconfitte consecutive (0-1 con il Bologna, 2-3 con l'Inter, 1-2 con l'Atalanta) ritrovandosi alla venticinquesima giornata in tredicesima posizione con 29 punti. Cinque turni dopo i bianconeri sono vicini al baratro, in quindicesima posizione in condominio con il Brescia con 34 punti. E' il momento peggiore da quando l'Udinese è ritornata in A (1995) che si aggrava dopo la sconfitta con il Verona (0-1) del 14 aprile Ma per fortuna dei bianconeri gli scaligeri perdono le successive tre gare mentre l'undici di Spalletti sconfigge in casa il Venezia (1-0) e espugna il campo del Lecce (2-1 grazie ad una doppietta di Di Michele con gol decisivo a pochi secondi dalla fine su calcio di rigore) nel penultimo atto. La squadra è salva con una giornata di anticipo. Ma quanta paura!

ANCORA SPALLETTI - I Pozzo sono convinti che con qualche ritocco, con l'allenatore giusto, la squadra potrà tornare competitiva. Al posto di Ventura c'è nuovamente Spalletti, ma il suo ritorno non è salutato da un'ovazione (e qualche famoso critico lo definisce addirittura portasfiga) anche se poi tutti dovranno ricredersi dato che il tecnico di Certaldo per tre anni consecutivi porterà l'Udinese in Europa. Pierpaolo Marino ritorna a Udine per tornare a fungere da Direttore Generale. Per quanto concerne l'organico, gli unici innesti sostanziosi sono quelli in difesa di Nestor Sensini (anche per l'argentino, 36 anni, si tratta di un ritorno) e del ceco Marek Jankulovski preso dal Napoli. I risultati non tardano ad arrivare. In cabina di regia c’è il cileno Pizarro, Bertotto e Sensini sono i pilastri della difesa nonché i leader della squadra assieme al portiere De Sanctis.

Con Spalletti l’'Udinese pratica il calcio più bello, concreto, spietato, organizzato anche spettacolare. Il modulo è il 3-5-2, ma di tanto in tanto viene modificato nel più spregiudicato 3-4-3. E' una squadra comunque votata all'offesa, settimana dopo settimana piace sempre di più ai tifosi, anche alla proprietà. Spalletti sa che il punto debole è sempre stato la difesa, anche in quest'ottica vuole un'Udinese corta, equilibrata compatta e l'allenatore in campo, Sensini, è garanzia assoluta.

Il collettivo da subito funziona egregiamente e ciò consente ai bianconeri di subire meno reti che in passato. Jorgensen mette del pepe alla manovra, è giocatore intelligente, estroso, Jankulovski si dimostra da subito acquisto azzeccato, mentre in attacco Spalletti spera che il mestierante Karsten Janker, che i Pozzo hanno prelevato dal Bayern di Monaco, faccia fare il salto di qualità ai bianconeri. Invano, il panzer tedesco in due anni segnerà due reti, una per stagione. In compenso sta crescendo Iaquinta e il tecnico gli dà subito fiducia: ““quando Vincenzo calcia a rete con il destro – - dice - – assomiglia al miglior Van Basten. E' coordinato, elegante, potente”.

E Iaquinta non deluderà le attese, al suo terzo anno in Friuli è più sicuro, non teme più il giudizio della critica, né i fischi del pubblico. Turno dopo turno è destinato a prendere il posto di Muzzi che comincia ad avvertire l'usura del tempo. Iaquinta va a bersaglio, nella disgraziata trasferta di Bari del 25 settembre 2002, nel secondo turno di Coppa Italia con i bianconeri che vengono surclassati dai galletti, 1-4. Quattro giorni dopo nonno Sensini segna il gol della vittoria-rilancio dei bianconeri in campionato contro l'Atalanta (1-0) e si dimostra difensore goleador anche il turno successivo, sabato 5 ottobre a Roma contro i giallo rossi segnando il gol della bandiera dell'Udinese che perdono 1-4. L'avvio comunque non è dei migliori e dopo otto giornate l'Udinese ha otto punti, è tredicesima, ma Spalletti è tranquillo, rassicura Pozzo che la squadra si riprenderà ben presto. E' facile profeta sette giorni dopo i bianconeri sconfiggono l'Inter per 2-1. Il momento critico sembra ormai superato, la squadra ha un volto ben definito, batte il Chievo (2-1), pareggia a Brescia (1-1) vince a tavolino (0-2) l'incontro di Como per le intemperanze del pubblico con i bianconeri in vantaggio per 1-0 grazie alla rete di Pinzi. Pizarro ricama giocate d'autore. (“E' uno Zidane più rapido”” - dice di lui Spalletti che dimostra di avere un debole per il cileno). La corsa dell'Udinese verso i posti nobili è inarrestabile e l'8 dicembre sconfigge 2-1 l'Empoli. E' una giornata particolare per lo show di Iaquinta: al 90' l'arbitro Messina assegna un rigore all'Udinese con il punteggio fermo sull' 1-1. Il primo rigorista è Pizarro che aveva già trasformato la massima punizione al 15' del primo tempo (con l'empolese Vanucchi che aveva pareggiato 9' dopo); il secondo è Muzzi. Ma Iaquinta non ci sta, si impossessa del pallone, litiga con Muzzi e Pizarro, il pubblico si accorge delle scena, comprende le intenzioni del calabrese e cerca di dissuaderlo con un roboante, prolungato “”nooo, nooo””. Niente da fare. Iaquinta colloca la sfera sul dischetto, prende una lunga rincorsa e trafigge il portiere Berti e stavolta il pubblico lo applaude a lungo. Nella storia del calcio bianconero in serie A, il calabrese viene ricordato per avere fatto undici centri su altrettanti tentativi dagli undici metri. Poi il 2002 si chiude con il pareggio casalingo con il Torino (1-1 con gol iniziale di Iaquinta) e con il successo il 22 dicembre a Modena (1-0 gol di Pinzi). L'Udinese è settima con 25 punti, si ritorna a parlare di Europa anche se i concorrenti sono agguerriti. Ma l'Udinese è una squadra organizzata, ognuno è al servizio degli altri, il lavoro di Spalletti riceve ampi meritati consensi e i bianconeri compiono il loro capolavoro nella notturna del 26 gennaio 2003: al ““Friuli”” è di scena il Milan che è al comando della classifica con 39 punti, tre in più dell'accoppiata Inter e Lazio. La serata è gelida (meno quattro gradi), ma i bianconeri scaldano subito i 25 mila presenti, le loro trame mettono in difficoltà la squadra di Ancelotti, insomma l'Udinese fa il...Milan. Il gol della vittoria è realizzato al 37' su rigore (per fallo di mani di Maldini) di Pizarro. Poi al 2' della ripresa l'arbitro Paparesta espelle Sensini reo di essersi opposto fallosamente su Pippo Inzaghi lanciato a rete. Per il Milan c'è modo e tempo non solo per pareggiare, ma anche per espugnare il “Friuli”; niente da fare perché di fronte c'è un avversario che sta dando l'anima, che ragiona, che si difende con ordine, che è pericoloso in contropiede, che dimostra di scoppiare di salute a livello fisico e mentale. I bianconeri cammin facendo sono soggetti a due cadute consecutive, a Reggio Calabria (2-3), in casa con la Juve (0-1) per poi rialzarsi prontamente battendo (2-1) l'Inter e il Como (3-2) e finire in crescendo: vincono sul neutro di Reggio Emilia (1-0) sul Torino, sconfiggono in casa anche il Modena (2-1), sono corsari a Perugia (2-0). Ma non basta per conquistare il pass per accedere alla Coppa Uefa. L'Udinese alla 33 ma giornata è sesta in condominio con il Parma con 53 punti, il Chievo è quinto con 55 per cui nell'ultimo atto l' undici di Spalletti deve sconfiggere la Lazio sperando che nel contempo una tra Chievo e Parma stecchi. I bianconeri fanno il loro sacrosanto dovere, superano per 2-1 i capitolini con reti di Pizarro su rigore e Jankulovski, mentre per la Lazio va a bersaglio Claudio Lopez al 41' della ripresa sempre dagli undici metri, il Parma espugna il campo dell'Empoli per 2-0 per cui per sperare nell'Europa è indispensabile che a Torino contro la Juventus già campione d'Italia il Chievo perda. La partita del “Delle Alpi” è intensa, emozionante, la Juventus fa pienamente il proprio dovere, si impegna e gioca, quando mancano 20' alla fine conduce per 3-1. Ma i veronesi non ci stanno, con un cuore grande così in 5' agguantano la Juve, doppietta di Bierhoff al 29' e al 34' della ripresa. Sembra fatta per il Chievo. Sembra, ma non sarà così: a 3' dalla fine ecco che Cristiano Zenoni pesca il jolly segnando la quarta reti dei torinesi. La notizia fa “impazzire” di gioia i tifosi bianconeri, in campo con la “regia” di Muzzi inizia la grande festa dell'Udinese che conclude al sesto posto.

I giocatori vanno sotto la curva a salutare i propri fan e poi in mutande si dirigono in mezzo al campo ad accendere razzi e bengala perché tutta Udine sapesse di essere anche calcisticamente in Europa.

L' ULTERIORE CRESCITA nel 2003-04 - Inizia una nuova stagione e l'Udinese si presenta al via con un vestito elegante che Spalletti le ha confezionato con competenza e con un lavoro certosino lanciando anche con successo due giovani, il diciassettenne Felipe e il diciottenne Muntari. Cominciano anche i primi tormentoni estivi, Pizarro viene dato per partente, del resto ha diversi estimatori, ma alla fine rimane, non invece Muzzi, ormai in fase calante, che approda alla Lazio. Ma i Pozzo (in particolare Gino Pozzo) non se ne stanno con le mani in mano e poco prima della chiusura del mercato acquistano l'esterno destro argentino Lucas Castroman (proviene dalla Lazio) e la punta centrale, Dino Fava, reduce dallo splendido campionato con la Triestina in B in cui ha segnato 22 reti in 38 gare, chiamato a non far rimpiangere Muzzi.

L'avvio in campionato è stonato, i bianconeri inciampano in casa sconfitti dalla Roma (1-2), poi al secondo turno, dopo la sosta del campionato espugnano il “Braglia” di Modena (1-0) dopo una prestazione pressoché impeccabile dal punto di vista tattico, con Pizarro inimitabile direttore d'orchestra ed è il cileno a segnare il gol-vittoria al 37' della ripresa su rigore. Castroman gioca gli ultimi 18' al posto di Jorgensen, Fava rimane in panca per poi debuttare nel terzo turno a Bologna quando al 13' della ripresa subentra a Iaquinta. Poi l'arbitro Tombolini ne commette di cotte e di crude, il gol del Bologna, quello di Guglielminpietro al 18' che spiana alla formazione di Guidolin il successo, non doveva essere convalidato Alla fine l'Udinese soccombe (0-2), ma Spalletti è convinto che il tempo sarà galantuomo, quando cioè Fava e Castroman riusciranno ad interpretare nel modo migliore il piano di battaglia, la squadra recupererà il terreno perduto. Così sarà. Nelle successive quattro gare i bianconeri conquistano otto punti (0-0 con l'Inter, 3-0 ad Ancona, 2-0 contro l'Empoli, 3-3 a Perugia e Fava si sblocca meritandosi l'appellativo di “Pippo Inzaghi dei poveri”. Dimostra di essere uomo area e giocando anche sul filo del fuorigioco segna reti importanti, due ad Ancona, addirittura tre a Perugia. Poi l'Udinese inciampa due volte consecutivamente contro Lazio (1-2) e Juventus (1-4), non va oltre l'1-1 casalingo con il Siena (un'altra rete di Fava), per poi espugnare il campo del Brescia per 2-1 con reti di Jorgensen, Fava e di Caracciolo per i lombardi. Anche Jancker si ricorda di essere stato un goleador ed è lui che il 7 dicembre va a bersaglio al “Friuli” a 3' dalla fine contro la Reggina (1-0) facendo esplodere il ““Friuli”” e meritandosi un lungo abbraccio di tutti i suoi compagni di squadra, anche quello di Spalletti. Ma è sempre Fava a fare notizia, segna il primo dei due gol con cui i bianconeri sconfiggono al “Meazza” il Milan (2-1), ma Iaquinta non vuole essere da meno e firma la vittoria casalinga sul Modena (1-0) andando a bersaglio allo scadere. Ma il momento magico di Fava non ha termine e il “Meazza” gli porta bene perché è lui a contribuire alla vittoria sull'Inter (2-1 segnando la rete del temporaneo 2-0 dopo il gol iniziale di Jorgensen), ed è lui nel finale a sfiorare la terza rete dopo che Cruz aveva accorciato le distanze per l'Inter. Ormai Spalletti ha individuato proprio il Fava e Iaquinta un tandem offensivo micidiale. E i due segnano una doppietta ciascuno il 4 aprile nella gara casalinga contro il Brescia (4-3) che consente all'Udinese di assestarsi in settima piazza, poi nel finale cala un po' il rendimento di Fava che diventa panchinaro anche perché Spalletti lo ritiene un po' anarchico sotto il profilo tattico. Invece cresce ulteriormente Iaquinta che è tra i protagonisti della splendida vittoria a Genova sulla Sampdoria (3-1) il 2 maggio 2004 quando mancano tre gare alla fine. Iaquinta concede il bis in casa contro il Chievo (1-1) e il pari consente ai bianconeri di concludere al settimo posto e accedere nuovamente in Europa. Nell'ultimo atto in quel di Parma l'Udinese perde per 3-4 e Gilardino realizza tutti i gol degli emiliani.

Fava e Iaquinta hanno realizzato complessivamente 23 reti, 12 il primo, 11 il calabrese. Se la stagione è stata più che positiva limitatamente al campionato, così non si può dire così non si può dire per la Coppa Uefa con l'Udinese che è subito fuori eliminata dall' Austria Salisburgo. E pensare che nella gara di andata in trasferta (24 settembre 2003) i bianconeri vincono per 1-0 rete di Fava al 36' del primo tempo. Nel ritorno però, il 15 ottobre, i bianconeri si fanno superare (1-2), gara in cui iaquinta è irriconoscibile meritandosi i fischi del pubblico, con De Sanctis che si fa trovare impreparato sulla punizione dell'ex romanista Haessler e sulla conclusione di Ibertsberger.

Mentre in Coppa Italia (l'Udinese è entrata in scena negli ottavi), dopo aver eliminato il Bologna (1-0 a Bologna il 3 dicembre, rete di Jankulovski e il successo nel ritorno per 3-0 il 18 dicembre al ““Friuli”, reti di Jancker, Jankulovski su rigore e Pierini), i bianconeri si fermano ai quarti, 0-0 in casa con l'Inter il 13 gennaio, 1-3 nel ritorno al “”Meazza”” reti di Van der Meyde, Fava, Martins e Cruz su rigore.

2004-05 – E' CHAMPIONS LEAGUE - Spalletti capisce che la squadra con qualche azzeccato ritocco può fare un ulteriore salto di qualità e dà alla proprietà consigli sugli acquisti. Ma vanno trattenuti anche i big, vedi Jankulovski che strizza l'occhiolino allo Spartak di Mosca. L'Udinese spara 10 milioni, troppi per i moscoviti e il ceco rimane all'ovile con fieri propositi di fare ancora meglio sperando di attirare l'attenzione di altri grossi club. Pure Pizarro è blindato a fatica.

E' un' estate calda sotto tutti i punti di vista, Gianpaolo Pozzo fa un timido tentativo di acquistare il Napoli dal fallimento, poi desiste, non vuole tradire la sua gente, soprattutto si rende conto che l'Udinese ha ampi margini di miglioramento. Pierpaolo Marino, prima di accettare la corte del nuovo patron del Napoli, Aurelio De Laurentiis, porta a segno tre complesse trattative con l'Empoli. Mancano appena 24 ore alla chiusura del mercato e l'Udinese fa suoi tre atleti del club toscano, il terzino Manuel Belleri, il difensore centrale Emilson Cribari, soprattutto il pallino di Spalletti, Totò Di Natale e relativamente a quest'ultimo, nessuno può immaginare che nel tempo riempirà le pagine più belle della gloriosa storia bianconera esaltandosi come il giocatore più forte di sempre dell'Udinese. In precedenza via Modena erano arrivati altri due attaccanti, Stefano Mauri reduce dalla positiva esperienza con il Brescia e David Di Michele dalla Salernitana (stavolta a titolo definitivo), per cui non c'è più spazio per Castroman che viene ceduto al Velez Sarsfield.

L'avvio di stagione è pero deludente: nelle prime cinque giornate i bianconeri racimolano altrettanti punti, poi perdono a Milano con l'Inter (1-2), non vanno oltre il 2-2 casalingo con la Fiorentina. La squadra è quartultima con 6 punti. Si vocifera di un possibile esonero di Spalletti se nella gara infrasettimanale del 27 ottobre 2004 l'Udinese perderà a Bologna. Ma ci pensa Fava a stendere i petroniani (1-0) con uno splendido colpo di testa. Il bomber, proprio quando approderà al Bologna, in occasione della sua presentazione alla stampa, dirà che che la sua rete è stata la ciambella di salvataggio di Spalletti anche se questi non si è mai sentito in discussione.

Dopo quel successo, l'Udinese si trasforma in un rullo compressore conquista altre tre affermazioni contro il Palermo (1-0), a Lecce (4-3), a Roma (3-0 con doppietta di uno splendido Iaquinta di gran lunga il migliore in campo); poi nella gara apparentemente meno difficile pareggia (1-1) in casa con il Messina, per poi ottenere un altro poker, 2-1 a Livorno, 1-0 contro il Siena, 1-0 a Bergamo, 3-0 alla Lazio. La sfida contro i bianco celesti di Caso conclude l'anno solare 2004 e l'Udinese delle meraviglie è terza con 31 punti dietro Milan (35) e Juventus (39).

La squadra di Spalletti, che alterna sempre il 3-5-2 e il 3-4-3, è una macchina ben oliata, pratica calcio vero, concreto, spettacolare, Di Michele e Iaquinta hanno il gol facile, ma devono anche ringraziare Pizarro, raffinato regista, che confeziona in quantità trame d'autore. In difesa Sensini fa valere la sua esperienza, ma cresce a vista d'occhio il ventenne Felipe, mentre Muntari nel mezzo è un mastino difficilmente insuperabile con Pinzi che completa il settore.

Con l'inizio del 2005 i bianconeri accusano una crisetta peraltro in parte giustificata dopo due mesi alla grande: perdono a Genova con la Sampdoria (0-2) che è la rivale per il quarto posto, si rifanno a spese del Cagliari (2-0) per poi scivolare per tre volte consecutive (1-3) a Milano contro i rossoneri, (0-2) in casa contro la Reggina, (0-1) a Parma. Ma il momento no non provoca danni rilevanti: l'Udinese è quarta con 34 punti, a meno uno dall'Inter, mentre Milan e Juventus fanno corsa a sé. Nell'anticipo di sabato 19 febbraio l'Udinese affronta al ““Friuli”” l'Inter che si porta in vantaggio con Veron (e con la complicità di De Sanctis), ma allo scadere lo svedese di origine eritrea Goitom, al suo debutto, segna il gol del pari che alla fine si rivelerà determinante per la fortune dei bianconeri. Grave invece è la sconfitta casalinga (0-1) del 6 marzo 2005 contro il Bologna che fa scivolare l'undici di Spalletti in sesta posizione superato, oltre che dalla Sampdoria, pure dal Palermo di Francesco Guidolin.

E' il momento più delicato anche perché il prossimo avversario si chiama Palermo. Ma Spalletti ricarica le pile dei bianconeri e al “Barbera” l'Udinese, con il nuovo diesse Pietro Leonardi in panchina, firma un capolavoro, vince a mani basse per 5-1 con tripletta dello scatenato Di Michele. Completano il bottino Muntari, uno dei migliori in campo e Iaquinta mentre il Palermo trova il gol al 27' della ripresa con Santana sullo 0-4. A quell'impresa fanno seguito la vittoria sul Lecce (2-1 (doppietta Di Di Michele), il pari con la Roma (3-3) e la sconfitta (0-1) di Messina il 16 aprile. Quando mancano sette turni alla conclusione il torneo è già deciso per i primi tre posti; per il quarto la situazione vede la Sampdoria avanti di due lunghezze sull'Udinese, 52 a 50, con il Palermo a 48. Tra doriani e friulani è un testa a testa avvincente e alla giornata 34 i liguri non vanno oltre il 2-2 a Messina (dove l'Udinese ha perduto), mentre i bianconeri superano in casa l'Atalanta per 2-1. C'è l'aggancio che genera ulteriore entusiasmo tra la tifoseria friulana. La Sampdoria poi supera il Lecce per 3-0, ma l'Udinese con un gol di Iaquinta espugna il campo della Lazio (1-0).Lo scontro diretto tra friulani e liguri in programma a Udine alla trentaseiesima giornata potrebbe decidere il braccio di ferro tra le due rivali, ma dal rettangolo verde del ““Friuli” ”esce il segno ics, 1-1gol di Castellini per gli ospiti al 25', autorete di Pisano al 36. La Sampdoria sembra favorita sull'Udinese che al penultimo atto è di scena a Cagliari, mentre la formazione ligure ospita l'Inter. Ma il solito Iaquinta firma il pareggio che vale oro colato al Sant' Elia (1-1), mentre l'Inter viola il “Ferraris (1-0 gol di Adriano). Non è finita dato che alla trentottesima giornata i bianconeri ospitano il Milan e la Sampdoria è di scena a Bologna. La fortuna aiuta un po' i bianconeri che pareggiano con il Milan (1-1, rete iniziale di Di Michele, pareggio nel finale di Serginho con la complicità di Handanovic che proprio contro la Sampdoria aveva rimpiazzato l'infortunato De Sanctis), mentre la Sampdoria non va oltre lo 0-0 a Bologna anche se deve recriminare per un clamoroso palo a portiere battuto.

L'Udinese conclude a quota 61, la Sampdoria è quinta con 60 punti. Per i bianconeri è un risultato storico, dà loro diritto di partecipare ai play off di Champions League in programma ad agosto. Esplode nel frattempo la gioia dei fan friulani, ma dietro l'angolo c'è una spiacevole sorprese: Spalletti, che ha ancora un anno di contratto, comunica a Gianpaolo Pozzo che non resterà sostenendo di non essere più sufficientemente motivato. I due daranno vita a un lungo braccio di ferro: il tecnico, vincolato sino al 30 giugno 2006), che da tempo si è promesso alla Roma, alla fine viene accontentato dal patron che si rende conto che non si può trattenere chi rimarrebbe malvolentieri.

(18 – continua )

7 Commenti
barpawer

Direi che l'avvenimento indimenticabile di quell'annata fu il gol di Goitom contro l'Inter!!! emoticon

tobanis bis

2001-2002
Lascia perplessi la scelta di Hodgson, sia per la scelta, sia per la non conferma di Spalletti, che ci aveva salvati. Sarà un altro errore di Pozzo, che di cose buone ne hanno fatte molte, ma anche di cattive.
Fiore e Giannicchedda vanno titolari alla Lazio, ci salutano anche Walem e Margiotta (che segnerà spesso in B). Arriva il talentuoso Di Michele, si vede Pieri, rotto spesso, poi veri misteri come Caballero e Martinez, ma anche Nomvethe, che forse meritava più spazio. Al posto di Fiore si punterà su Pizarro, e siamo a posto.
Nella prima partita segna pure Pavon, giocatore di cui perderò rapidamente le tracce. Si inizia a perdere in casa e vincere fuori, che non è mai una cosa bellissima, se sei abbonato. La trasferta di Bologna salterà per l’attentato alle Due Torri; ma insomma si giochicchia e la classifica ci pone a metà, che non è malaccio. E’ però la triste sconfitta di Venezia che fa saltare Hodgson, e al suo posto l’attuale CT dell’Italia, Ventura.
Arriva la super triste sconfitta casalinga col Lecce, dove siamo capaci di prendere un gol al primo minuto e di non fare nulla per 90’. L’andata finisce e siamo sì a centro classifica, ma a soli 4 punti dalla B.
Fuori col Milan torniamo imprevedibili: sotto 2-0 al 13’, riusciamo ad accorciare, poi pareggiare con Scarlato (!) e alla fine pure a vincere con Jorgensen. Le sconfitte però non mancano e siamo a un passo dalla B. A Verona è scontro diretto e lo perdiamo. La vittoria col Venezia è ossigeno, ma non è finita. A due dalla fine ci giochiamo tutto a Lecce, perché poi l’ultima con la Juve si sa che si perderà. E ci salva Di Michele, che fa doppietta (il secondo nel recupero) e vinciamo 2-1, che se no era B probabile. Per una serie di circostanze, siamo salvi, poi con la Juve come previsto si perde.
Siamo riusciti a fare peggio dell’anno prima, salvi per un punto ma con più fortuna. L’attacco non è male, peggio la difesa. Per fortuna Muzzi ne ha fatti 14 in 29 partite. IN Coppa Italia come sempre ci butta fuori il Parma, sempre il Parma. Delneri allena il Chievo e sono quinti. Guidolin il Bologna e finiscono bene. Amoroso è in Germania, al Borussia Dortmund, segna come un pazzo e vincono lo scudetto.

2002-2003
Arriva Spalletti, deo gratias. De Sanctis passa titolare. Torna Sensini, arriva Jankulovski, arrivano due ragazzini, Felipe e Muntari. Ci salutano solo Di Michele e Zamboni, tra quelli “importanti”.
La squadra non parte bene, è pure sfigata (vedi la sconfitta fuori col Milan). La riscossa fuori con l’Inter: Vieri ci segna subito, in tv parlano già di possibile batosta, ma pareggia Jorgensen, giochiamo bene e poi segna pure Muzzi, altro che batosta, vinciamo 2-1. Siamo bene, a Como vinciamo 1-0 e ci danno pure un rigore, ma i tifosi locali fanno casino e non possiamo batterlo, vinceremo 2-0 a tavolino. Detto del primo gol di Iaquinta (rigore decisivo a tempo scaduto), finiamo l’andata con 26 punti e un ottimo settimo posto.
Battiamo il Milan primo in classifica, 1-0, poi arriverà un momentino negativo, perdendo fuori con la Reggina 3-2, in casa con la Juve a 6 dalla fine, e 1-0 a Bologna con un gol, va detto, magnifico di Signori. Ma anche l’Inter seconda paga dazio, e a Udine perde 2-1. A 5 gg dalla fine la zona UEFA (il Chievo) è sopra di 4 punti. Mentre noi non vinciamo per un pelo a Empoli, il Chievo pareggia al 94’ fuori casa. 4 gg e 4 punti.
Vince il Chievo, vinciamo noi, a 3 gg dalla fine l’obiettivo ora è il Parma, a 2 punti. Noi vinciamo a fatica, il Parma pareggia, è aggancio. Vinciamo facile a Perugia, il Parma vince a un minuto dalla fine. Manca un turno: siamo col Parma e il Chievo e sopra solo di 2 punti. Noi abbiamo la Lazio, non facile, ma vinciamo. Il Parma vince. E’ il Chievo, malgrado la tripletta di Bierhoff alla Juve, a rimanere fuori. Quinti a pari merito, un risultato incredibile, grazie non tanto all’attacco, me*** , ma a un’incredibile miglioramento in difesa, difesa che ora è la quarta della serie A.
IN Coppa Italia figuraccia, ci fa fuori il Bari, che poi eliminerà anche l’Inter. Delneri allena il Chievo e lo freghiamo.

2003-2004
Confermato chiaro Spalletti, poche varianti. Spiace la partenza del bomber Muzzi; arriva Fava e arriva pure Pazienza dalla C2, un discreto colpo. Come l’anno prima, la partenza è lenta, come l’anno prima, il finale è travolgente. Si vede che la preparazione non prevede il 100% iniziale, infatti perdiamo metà delle prime 8 giornate, tra cui fuori con la Juve, dove al 78’ vincevamo 1-0 e perderemo 4-1. L’andata però finirà a 26 punti, ottimi per tentare di nuovo di andare in Europa.
Vinciamo di nuovo a San Siro (con l’Inter, nell’andata avevamo vinto col Milan); non manca il partitone a rischio coronarie, in casa col Brescia. In 30 minuti Fava, Jankulovski e Pizarro, è 3-0. Poi Baggio, Di Biagio, Maniero: è 3-3. Ci pensa Fava a 8 dalla fine a fare 4-3.
A 5 gg dalla fine la UEFA è fatta e abbiamo tre punti sulla Samp. Che spariscono subito, perdendo a Lecce. Noi pari col Milan in casa, loro perdono, abbiamo 1 punto di vantaggio, a 3 gg dalla fine. A Genova è scontro diretto: Jankulovski, nella ripresa Bazzani, è 1-1, ma ci pensano Pizarro e Iaquinta, è 3-1 per noi, che ci sentiamo ormai tranquilli. Anche se il Chievo ci impone il pari a Udine, la Samp ormai demoralizzata perde: è UEFA sicura a una gg dalla fine. Alla fine siamo settimi , con l’attacco ancora così cosà e sempre un’ottima difesa. Però Fava e Iaquinta hanno fatto il loro dovere.
Siamo tornati in Coppa UEFA, ma la figuraccia è colossale. Peschiamo benissimo, il Salzburg, una squadra di seghe. Vinciamo da loro 1-0, qua a Udine segna pure Bertotto. Il 2-0 viene sbagliato un sacco di volte, nella ripresa ci segna il vecchio Hassler. E incredibilmente ne prendiamo un altro. E così finisce 1-2, incredibilmente eliminati. Spalletti aveva sottovalutato l’avversario, già scarso di suo, mettendo gente come Castroman, Pieri, Pierini, ma la figuraccia ci cacca è colossale.
Per capirla meglio, vediamo cosa fa il Salzburg il turno dopo. Salzburg Parma 0-4. Parma – Salzburg 5-0. No comment.

2004-2005
Torna Di Michele e arriva Di Natale. Che aggiungere? Arriva anche Damiano Zenoni, gran corsa ma un po’ piedoni. Fa male la cessione di Jorgensen.
A Reggio Calabria l’arbitro ci nega 2 rigori, ma fa peggio in casa col Brescia, dove loro segnano col nostro portiere a terra, e l’arbitro convalida. Non va bene, Spalletti è in discussione, ma inizierà a breve un periodo incredibile. Vinciamo a Bologna e col Palermo, Spalletti non si discute più. A Lecce succede di tutto. Andiamo sotto e pareggia Jankulovski. Torniamo sotto e pareggia Di Natale. E poi segna Iaquinta. Ma loro pareggiano 3-3 a un minuto dalla fine. Sull’entusiasmo, cercano di vincerla. E al 92’ è rigore per noi, Jankulovski e 4-3 finale per noi. Quarta di fila con la Roma. Col Siena la sesta vittoria in 7 partite. A Bergamo sono 7 su 8. Con la Lazio 3-0 (!) sono 8 su 9. 25 punti su 27 disponibili. A fine andata è un sogno, siamo terzi.
Siamo quinti quando arriva il Bologna: partita maledetta. Loro un tiro in porta (letteralmente, uno), noi 20 e neanche un gol, perdiamo 0-1 e siamo sesti. Un allenatore non si preoccupa del risultato, con una squadra così in salute, ma Pozzo teme che non becchiamo i soldi della Champions, se non finiamo almeno quarti, e porta senza senso la squadra in ritiro. Secondo me, qua c’è la spaccatura definitiva Pozzo – Spalletti.
Infatti a Palermo la squadra c’è e vinciamo 5-1. Poi il campionato si ferma per la morte del papa (se non ci credete controllate, roba da matti), con la Roma è una faticaccia e 3-3 finale. A 6 gg dalla fine siamo quinti, ce la giochiamo. Battiamo Siena e Atalanta e siamo quarti. Vinciamo fuori con la Lazio e facciamo 1-1 nello scontro diretto con la Samp a Udine. Pareggiamo a Cagliari ma la Samp perde in casa! Col Milan è solo 1-1, loro pareggiano nel finale, ma la Samp non vince a Bologna….è CHAMPIONS LEAGUE!!!
L’attacco ora è forte, la difesa anche, Di Michele ne fa 15, Iaquinta 13, Totò 7.
Della Coppa Italia, bisogna ricordare che Lecce – Udinese finì 4-5 (e non ai rigori!!), dove alla fine in porta c’è Di Michele, che nel recupero para pure un rigore!!!!! E Udinese – Lecce finisce 3-4, con loro che al 83’ erano qualificati alla grande sul 4-1. Col Milan B passiamo e siamo alle semifinali, per la terza volta, e dopo avere pareggiato là, perdiamo in casa, e corsero brutte voci su Spalletti, che sarebbe andato a Roma….ma non ci credo molto.
COPPA UEFA si ripete in tono minore il disastro dell’anno prima. Peschiamo benissimo, il Panionos, greco, mai sentito. Spalletti ci mette di suo e schiera la difesa a 4, in Grecia, ed è disastro. Perdiamo 3-1 da una squadretta. Nel ritorno, ci capita l’arbitro ceco e cieco, non vede una minchia, la partita è un asse*** ma facciamo un solo gol solo a un quarto d’ora dalla fine. Fuori.
Esposito nel Cagliari segna a raffica e ne fa 16.

Duke

complimenti per la memoria! mi hai ricordato qualche particolare che mi si era annebbiato

Milou

Il buon Hodgson lo ricordo con piacere, un gentiluomo che non si è lasciato mettere i piedi in testa dai Pozzo, nonostante gli avessero affidato una squadra ridicola (era l'anno dei Pavon, Nalitsis, Caballero, Nomvethe etc.) fu lui a scoprire Pizarro e lasciò la squadra nella parte sinistra della classifica ed eliminò l'Inter dalla coppa, Ventura che gli subentrò (molto più aziendalista) si salvò alla penultima giornata mentre nell'ultima partita di campionato fece da sparring partner per far vincere lo scudetto alla rubbe, non serve aggiungere altro.

NonnoFausto

Hodgos è colui che all'inter fece giocare Roberto Carlos libero in difesa, per poi metterlo in panchina perchè secondo lui non sapeva difendere. Se esiste l'anticalcio, quello è Roy Hodgson

Duke

hodgson in ritiro quell'anno si ritrovò 58 giocatori...un cosa mai vista, allenamenti in 3 campi a turno! In queegli anni cominciò la pratica (assurda) di comprare tutti gli stranieri che ci segnavano in Uefa: Nalitzis, Thorniger, Gaarde (quest'ultimo credo uno dei più imbarazzanti mai visti non a udine, ma in italia!) Caballero che nonostante fosse solo muscoli segnò addirittura due reti (con lazio e chievo entrambe perse in casa). Ricordo che girava per udine con una WV new beetle verde lime decapottabile e faceva su e giu per il centro con lo stereo a palla assieme ad Helguera! Poi Pavon che già dal soprannome era tutto dire: il Muzzi nero...

ziomauri

E di Ventura che dire? Io ricordo come la sua Udinese fosse una delle più noiose mai viste, con quel giro palla lento in orizzontale che non portava a nulla. Strano perchè ha quasi sempre fatto bene dove ha allenato.

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