Una partita particolare

Il derby non sarà mai come le altre gare

Una partita particolare

09/05/2014

Non sarà il derby degli anni '80, ma Verona-Udinese ha sempe un fascino particolare. Non come quello 'originale' con la Triestina, ma è pur sempre figlio dell'italico campanilismo che divide città vicine, specie se di una stessa area geografica e distanti soprattutto per modo di vivere e pensare. Verona e Udine sono agli antipodi: 'goderecci e lavoratori' i primi, 'pragmatici e lavoratori' i secondi. La differenza c'è.

Le due squadre incarnano lo spirito dei due tecnici: 'godereccio e lavoratore' il primo, a volte perfino sopra le righe, 'pragmatico e lavoratore ils econdo', mai sopra le righe, tanto che a volte gli equivoci nascono proprio da questo.

E pensare che qualcuno tempo fa pensava che potessero perfino scambiarsi la panchina: fantascienza. Onestamente, seppur bravo, Mandorlini non lo vedremmo a Udine. Qui c'è bisogno di qualuno che abbia un cuore che batte per questa maglia, e Guidolin tra i suoi difetti, ha questo pregio. NOn sappiamo se basterà a confermarlo, se così non fosse servirà quelcuno che incarni questo spirito.

Le due squadre, intanto, rispecchiano i loro mister: il Verona gioca sì con tre punte, ma punta molto sulle ripartenze. Guidolin più semplicemente non usa tre punte, parte direttamente l'azione dalla fase difensiva. A volte sono sottigliezze, doiventano macroscopiche quando la classifica si allunga e gialloblu e Udinese sono divisi da molti punti. Inutile recriminare, ognuno ha quel che si merita e quest'anno l'udinese ha meritato critiche e dubbi.

A Vwerona, però, in un derby tutto può accadere: vuoi perché Madorlini e Guidolin non si scambieranno le panchine, ma sono pur sempre ex, e vorranno fare male alle squadre che li hanno sedotti e abbandonati in poco tempo. Poi per l'Udinese sai che gioia sportiva togliere definitivamente la possibilità di giocare l'Europa ai rivali?

Di motivazioni non mancano, di sfumature nemmeno. Il derby ne è pieno, con l'ombra di Bagnoli grande maestro di calcio che racccorda passato e presente. Lo scudetto gialloblu, Guidolin sua piccola grande invenzione mai affermata, la sua impalpapbile presenza come maestro di un calcio che dovrebbe essere ma nin c'è più.

Riscoprirlo magari sabato sarebbe una bella cosa visti i tempi.