Thereau: fermarmi a 11 gol sarebbe un peccato

Il francese a Sky

Thereau: fermarmi a 11 gol sarebbe un peccato

05/01/2017

Cyril Thereau è stato il protagonista trasmessa questa mattina da Sky. L'attaccante francese si è raccontato tra aneddoti personali e professionali: "Mi piace stare con gli amici e mio figlio e stare sempre accanto alla gente che amo. Andare in Francia quando posso, a trovare la famiglia. Sono cambiato poco. Sono molto orgoglioso di essere papà e approfitto al massimo quando posso per stare con lui".

Se decidesse di fare il calciatore? "Gioca dalla mattina alla sera a calcio. Semmai sarà il contrario convincerlo a fare altro sarà complicato".

Ricordi i tuoi sogni da bambino? "Tempo fa, a 14/15 anni, il mio sogno era giocare in serie C, perchè la squadra del mio paese militava in serie C e io volevo solo giocare là, poter vivere di calcio finchè si può giocare. Direi che il mio sogno è andato oltre quello che mi aspettavo".

Sul lavoro: "Mi sono sentito molto bene all'inizio della preparazione. Ho fatto anche  tanti gol in amichevole, poi mi sono infortunato al polpaccio e per questo ho saltato quasi un mese di allenamento. Un peccato, perchè speravo di iniziare bene la stagione; poi quando c'è un cambio di allenatore c'è sempre una scossa nella squadra, quindi anche su di me perchè passavo un momento in cui iniziavo a giocare, però non mi sentivo benissimo fisicamente. Poi ho avuto la sosta e con il preparatore abbiamo lavorato tanto. Con il nuovo mister ci sono stati nuovi concetti di gioco. Poi mi ha subito dato fiducia e io ho provato a ripagarla, tanto è vero che fisicamente mi sento bene e mi conosco: quando è così, riesco a rendere e faccio gol. Adesso ho più responsabilità: calcio anche i calci di rigori. Nel calcio non si sa mai, in A non è mai semplice fare un gol, quindi bisogna approfittare dei buoni momenti. Però, sicuramente l'obiettivo è di fare una grande stagione: fermarmi a 11 gol sarebbe un peccato. Quando faccio gol quel tipo di esultanza è automatica: l'ho scelta con amici".

Cosa farai dopo il calcio? "Avrò la mia casa in Francia, che sto crostruendo vicino alla famiglia, e poi voglio solo viaggiare con amici, vedere di mio figlio, vederlo giocare a calcio, che è quello che amo di più".

Il tuo punto debole come calciarore? "Il fatto di non essere sempre lineare nelle prestazioni forse è sempre stato un mio punto debole. Ma ho bisogno di sentirmi bene fisicamente per rendere. E' vero che quest'anno mio figlio è venuto due volte e io ho fatto una doppietta: non è un caso, non è fortuna. Vuol dire che ho profuso lo stesso impegno del solito, ma avevo qualcosa di più in testa perchè volevo rendere felice mio figlio. Scuramente questo aiuta: adesso lo devo portare più spesso".