Sportmediaset: da Superga allo Zambia

Tutti i disastri aerei nel mondo dello sport

Sportmediaset: da Superga allo Zambia

29/11/2016

Superga, 4 maggio 1949. Luogo e data resteranno per sempre scolpiti nella memoria collettiva. Quel giorno si chiuse in maniera tragica il ciclo del grande Torino, proprio quando il mondo, alla fine della seconda guerra mondiale, iniziava a prendere confidenza con il trasporto aereo.

9 anni più tardi, il 6 febbraio 1958, è un’altra grande squadra di calcio a piangere i suoi morti. Il volo 609 della British European Airways si schianta in fase di decollo sulla pista di Monaco di Baviera. A bordo ci sono i giocatori del Manchester United, conosciuti anche come Busby Babes, per l’età media bassissima del team di Matt Busby. 24 i morti. Tra i sopravissuto l’allenatore e Bobby Charlton, destinato a diventare una leggenda del calcio inglese.

Il 28 gennaio del 1966 il lutto colpì la nazionale di nuoto in trasferta a Brema per un meeting internazionale. A schiantarsi in circostanze ancora poco chiare fu il Convair CV-440 della Lufthansa partito da Francoforte e diretto a Brema. Nessun sopravissuto tra i 46 occupanti. La lista comprende 7 nuotatori e il loro allenatore.

Il 13 ottobre del 1972 il volo 571 della Fuerza Aerea Uruguaya si schianta sulla cordigliera delle Ande. Tra i passeggeri ci sono i giocatori della squadra di rugby Old Christian Club di Montevideo. 29 il bilancio dei morti, 16 i sopravvissuti. La vicenda ispirò libri e film per lo sviluppo drammatico dei giorni successivi all’incdente. Bloccati in mezzo alle montagne i sopravissuti si nutrirono infatti con i cadaveri dei compagni.

Il 29 novembre del 1975 – di ritorno dai test sulla pista francese del Paul Ricard – muore il campione automobilistico Graham Hill. Il suo Piper Atzec precipita su un campo di golf a Arkley, un campo di gol a nord di Londra. Con lui scompaiono il promettente pilota britannico Tony Brise e 4 tecnici della squadra.

Il 27 aprile del 1993 – a causa di un incendio a bordo – cade il DHC-5 Buffalo con a bordo la nazionale di calcio dello Zambia, diretta a Dakar per una partita contro il Senegal, valida per le qualificazioni ai mondiali di calcio. Nessun sopravissuto. I corpi vennero sepolti a Lusaka in quello che è chiamato il cimitero degli eroi, all’esterno dello stadio.