Home / Interviste esclusive / Sensini: Udinese, il Paròn c'è sempre, ci tiene alla squadra

Sensini: Udinese, il Paròn c'è sempre, ci tiene alla squadra

Pussetto ha le qualità per fare bene

Sensini: Udinese, il Paròn c'è sempre, ci tiene alla squadra

Erano davvero tanti i tifosi che domenica al termine della partita con il Torino hanno voluto abbracciare Nestor Sensini, rientrato da un paio di settimane in Friuli e in tribuna per vedere la sfida tra i bianconeri e i granata. Un sentimento forte quello che lega l'ex difensore argentino ai tifosi dell'Udinese: "Provo davvero tanta emozione. Torno ogni tanto e trovo sempre quell'affetto della gente che, nonostante siano passati 12 anni dalla mia ultima esperienza qui, rimane sempre grande. Come grande è la voglia di rincontrarci, rivederci e bere un bicchiere assieme: una cosa così, per uno che ha vissuto il mondo del calcio, è importantissima" ha spiegato Sensini a Francesca Spangaro per Telefriuli.

I tifosi rivivono volentieri emozioni come quelle che l'Udinese di Sensini ha saputo dare e che mancano da tempo. Ma Nestor, che Udinese ha visto contro il Torino? "Ho visto una squadra che si sta formando, perchè sono arrivati tanti giocatori e un allenatore nuovo; ho visto un Torino un po' più quadrato come squadra, il gioco era più fluido. Ha avuto delle difficoltà, alla fine il pareggio può essere anche giusto, ma mi auguro che questa sia una Udinese che deve crescere, avere fiducia in questi giocatori. La gente c'è sempre e li sostiene e questo è importante. E' normale che l'anno scorso, visto come è andato, sia rimasta una brutta sensazione. Ma questo è un nuovo campionato, adesso si sta giocando e speriamo che vada meglio".

Le basi ci sono? "Ho visto due partite, non posso dire molto. Ma ho visto dei giovani che sicuramente possono fare meglio di quanto hanno fatto, ma per quello ci vuole tempo. Alcuni sono arrivati da poco, l'allenatore sta cercando di formare la squadra e non è semplice. Quella con il Torino non è stata una partita divertentissima, ma si può migliorare".

E' una Udinese ben diversa da quella di Sensini. Cosa è successo in questi anni? "Non essendo qua non posso saperlo ma è vero che il calcio è cambiato molto, è anche difficile gestire una società e riuscire a portarla a lottare per quei traguardi. Ma piano piano, come hanno sempre fatto i Pozzo, riusciranno a trovare giocatori giovani, altri con esperienza per fare una grande squadra".

Ha incontrato in questi giorni i Pozzo? "Oggi sono stato a pranzo con loro. Ogni volta che torno ricordiamo i vecchi tempi. Lui ci tiene che la squadra faccia bene, non vede l'ora. Sa cosa pensa il tifoso friulano, sa che questa piazza chiede molto di più: lui è ansioso per questo. Poi mi chiede come va in Argentina".

Adesso però il gestore dell'Udinese è Gino Pozzo: "Sì, ma il Paròn c'è. Non puoi sbagliare niente, lui sta sempre a guardare i piccoli dettagli. Comunque c'è, è sempre presente, ci tiene. Si vede subito quando parli con lui. Anche oggi, durante la partita, si arrabbiava... è lui, è sempre lui!"

Parlando di argentini, Musso e De Paul: "Musso è un ragazzo giovane, 21 anni, che deve ancora imparare tante cose del calcio italiano. De Paul è qui già da un paio di anni. Pussetto farà molto bene perchè ha le qualità per farlo. Sono giovani, appena arrivati. E' un po' come quando siamo arrivati noi... forse la squadra aiutava molto di più, allora, ma vedrete che faranno bene perchè sono ragazzi che hanno voglia di fare, sanno che è un anno importante per loro e mi auguro che sia così".

In occasioni come questa, quali sono i ricordi che condivide con i tifosi? "Ce ne sono tanti. Il più bello? Mi sono sposato qua, mia figlia è nata qua, qui siamo andati in Champions... Ci sono tanti bei ricordi, anche professionali. Nell'89 l'Udinese era una squadra che viaggiava tra la A e la B. Dal 93' l'Udinese è cresciuta, è rimasta sempre in A e mi auguro riesca a rimanerci sempre e a rivivere gli anni dell'Europa".

Il calcio italiano come sta? "C'è stato un cambio di gestione. Mi sembra che non andare al Mondiale sia stato molto duro. Noi stiamo cercando di riprenderci. Mi sembra che sia Italia che Argentina debbano crescere tanto".

0 Commenti

SUL PICCOLO SCHERMO

Interviste esclusive

Vita da Club

Primavera e giovanili

Serie B

Lega Pro

Internazionali

Calcio