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Perica: mi piace quando la Nord canta il mio nome

L'attaccante sente il legame con i tifosi friulani

Perica: mi piace quando la Nord canta il mio nome

Stipe Perica tra calcio e realtà: l'attaccante croato si è confessato a Francesca Spangaro in una interessante intervista che andrà in onda lunedì 28 novembre a 'Bianconero' su Telefriuli. Ecco un breve estratto in cui il giovane attaccante croato rivela: "mi piace quando la Curva Nord canta il mio nome".

"Qualsiasi giocatore vuole giocare dall'inizio, però voglio ripetere che alla fine il mister decide chi gioca e chi non gioca. Io devo essere un serio professionista e avere pazienza, aspettare la mia chance e continuare a lottare per un posto in squadra".

Qualche tempo fa hanno fatto discutere le tue dichiarazioni in cui hai detto che è davvero difficile emergere in questo campionato. Pentito? "C'è stata una traduzioe sbagliata in merito a quelle dichiarazioni. Io ho detto che è difficile emergere per un giovane che arriva dalla Croazia in Italia. Provate a pensare a Rog, che il Napoli ha pagato 16 milioni e non ha ancora fatto esordire; o vediamo anche Balic o Pjaca. Questo era il concetto. io non ho detto che l'Italia è un inferno. Può essere un inferno per un giovane che arriva con un'altra mentalità, con un altro tipo di gioco. Io ho detto questo".

Quindi, rimanendo nella metafora: il tuo paradiso qual'è? "Voglio vincere il campionato, voglio vincere qualcosa con la Croazia, voglio essere un campione un giorno. Il mio obiettivo adesso è essere titolare qui, giocare qui. Non penso ad altro". 

Tu sei un beniamino dei tifosi: "Dove ho giocato, ho sempre avuto un buon rapporto con i tifosi perchè anche io ero un tifoso della mia città, di Zara. Io capisco loro Capisco che sono nati qua, vissuti qua, che amano il loro club e io devo avere rispetto per loro, devo difendere i loro colori che sono anche i miei colori. Mi piace stare qua, giocare qua, l'ambiente. Anche se non ci sono 50mila tifosi allo stadio, mi piace quando la curva dice il mio nome quando segno. Voglio sentire che lo cantano ancora".

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