Guidolin: giocatori italiani? La carta d'identità non conta più

L'importante è saper gestire il gruppo

Guidolin: giocatori italiani? La carta d'identità non conta più

17/10/2016

Francesco Guidolin, ora in veste di tifoso, ha visto la 'sua' Udinese all'opera allo Juventus Stadium e, con la disponibilità che lo contraddistingue, ha commentato la prestazione della squadra e il momento dell'Udinese a 'Bianconero' su Telefriuli. Prima, però, un accenno al suo recente passato a Swansea.

Queste le sue considerazioni rilasciate a Francesca Spangaro: "Sono stati 10 mesi molto belli. Adesso c'è un po' di rammarico perchè c'è stato l'esonero 10 giorni fa, ma sono orgoglioso del lavoro fatto allo Swansea perchè nei primi 5 mesi della stagione scorsa abbiamo fatto un cammino che, in proiezione di tutta la stagione scorsa, avremmo fatto 60 punti. Ho preso una squadra che era in condizioni abbastanza difficili e siamo arrivati a salvarci a 4 giornate dalla fine battendo Chelsea, Liverpool, Arsenal e giocando un ottimo calcio. Poi all'inizio di questa stagione c'è stato anche il cambio di proprietà, qualche difficoltà soprattutto dal punto di vista dei risultati, non delle prestazioni; un calendario non facile contro City, Liverpool e Chelsea senza mai sfigurare, anzi giocando delle buone partite. Ma poi, come succede nel mondo del calcio, se non vengono i risultati, gli allenatori sono sotto pressioni e mi è successa una cosa che a me non accadeva da molti anni. Quindi bisogna prendere il buono di quello che è stato fatto: so che ho fatto molto bene, ho lasciato un ottimo ricordo, ho avuto il piacere di conoscere gente meravigliosa che mi ha fatto sentire importante, quindi la considero una esperienza molto bella. Di diverso dall'Italia è che là c'è più serenità, anche se la pressione è tanta, gli interessi sono grandi e tutti vogliono vincere. Però c'è meno tensione: nel quotidiano nessuno si permette di disturbarti, c'è molta educazione. In Galles il popolo è gentile, cordiale ed educato. Nel calcio c'è tanta passione, ma finita la partita tutto torna come prima".

Torniamo in Italia, all'Udinese. Come ha visto l'immediato cambio in panchina? "Non mi permetto di giudicare perchè non conosco le dinamiche che hanno portato al cambio, ma dico che mi dispiace davvero molto per Beppe Iachini che è un ragazzo per bene, una persona che stimo molto. Un allenatore capace. Stimo molto anche Gigi Delneri e spero che le cose vadano bene a lui e all'Udinese".

L'Udinese contro la Juventus come l'ha vista? "Mi è piaciuta molto, ha giocato con spirito. Ho visto una squadra che senz'altro ha dei valori, come sempre. Penso che il futuro possa essere positivo. Forse domenica la vengo a vedere contro il Pescara così metterò per la prima volta piede nello stadio nuovo".

Torna la fiducia nei giovani: c'è stata una inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni? "Non lo so. Posso dire che nei 4 anni in cui c'ero io, eravamo molto giovani, c'era qualche giocatore esperto: probabilmente la società si fidava di me" e ride. "C'erano tanti tanti giovani e 3 o 4 giocatori esperti che hanno dato una mano eccezionale. Poi quando sono andato via, il gruppo è diventato meno esperto. Adesso di nuovo ci sono giovani come De Paul, Perica, Fofana.. Forse si è ripresa la tendenza dei miei anni che ci ha dato tante soddisfazioni".

Giocatori italiani e stranieri: qui sono pochi gli italiani. Hanno un valore aggiunto per il gruppo? "Secondo me no. Avere giovani italiani del vivaio è bello, ma penso che stiamo andando verso un mondo che non tiene conto della carta d'identità. Si può essere gruppo lo stesso, dare ugualmente soddisfazioni. Conta molto come si educano e come si gestiscono questi ragazzi".

Il calcio italiano attrae di meno: "Perchè è cresciuto molto il movimento in Premier League. Nel nostro calcio ci sono cose che devono essere migliorate. Prima di tutto dagli stadi, che dovrebbero essere di proprietà e fonte di ricchezza per le società. Per poter competere con le grandi d'Europa. Bisogna far crescere le nostre società dal punto di vista economico. Servono idee, progetti, programmazione, ambizione. In questo l'Udinese è sempre stata sulla strada giusta".

Come mai tanta sofferenza negli ultimi anni? "Non si può andare sempre in Europa. Non bisogna guardare a Inter, Milan o Juve ma bisogna pensare a cosa fanno Empoli e Cagliari. L'Udinese è in A da tanti anni e questa è già tanta roba".

Lei crede alle voci di un possibile disimpegno dei Pozzo dall'Udinese? "Non credo, finchè il Patron è Giampaolo e lui avrà la forza e la voglia e la passione che ha, l'Udinese resterà una bellissima realtà del nostro campionato".