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Bertotto: l'Udinese con Oddo è più concreta e consapevole

L'ex capitano alla cena dell'Udinese Club Friuli

Bertotto: l\u0027Udinese con Oddo è più concreta e consapevole

Valerio Bertotto, grande ex dell'Udinese europea, ha partecipato alla cena organizzata dall'Udinese Club Friuli a Castions di strada ricevendo l'abbraccio di 170 tifosi. "Quando mi trovo da queste parti rivedo volentieri persone che sono state importanti per la mia carriera, per l'affezione che si è creata tra di noi".

Sei stato un grande capitano. Oggi c'è Danilo, figura diversa da quella dei tuoi tempi: "Ognuno in base alla propria provenienza, alle proprie idee, al momento, interpreta questo ruolo in maniera differente. Paragonare le due cose è un po' difficile".

Anche paragonare la difesa di oggi a quella dei vecchi tempi. "Direi la squadra di oggi a quella di qualche anno fa. Senza nulla togliere a quella di adesso, che è una squadra che deve crescere, migliorare, deve avere una identità che fino a questo momento saltuariamente ha fatto vedere. Adesso è arrivato Massimo, che è un ragazzo giovane, un allenatore giovane: sono contento per lui. E' ora che si dia questo giusto slancio al mondo del calcio con un cambio di generazione. Ma ciò non toglie che Gigi Delneri abbia fatto un grandissimo lavoro nonostante le difficoltà che si sono venute a creare".

Un cambio di rotta da parte della società, scegliere un allenatore giovane. "Fa parte un po' dei cicli della vita, a un certo punto bisogna dare spazio alle nuove leve, in tutti i settori, in tutti i campi. Si chiede nei calciatori una età giovanissima, diamogli la possibilità di giocare già da presto: così facendo ci vogliono allenatori che parlino la stessa lingua".

Quanto può portare un fresco ex calciatore in panchina? "Credo sia un valore aggiunto. Credo che chi ha avuto la fortuna di fare il calciatore ad alti livelli abbia quel quid in più in termini di conoscenze, di relazioni, di saper interpretare da prima che le cosa accadano tante situazioni. Lo ritengo un valore aggiunto a patto che a questo venga associato tutto un discorso di capacità e professionalità".

E di supporto da parte di tutto l'ambiente: "Nel momento in cui una società sceglie un allenatore dovrebbe supportarlo h24 perchè è il rappresentante in campo di quello che è l'idea della società".

Come hai visto finora l'Udinese di Oddo? "Ho visto un po' più di concretezza e concetti di voglia di attaccare gli spazi, vincere di più i duelli, più consapevolezza. E' chiaro che tutto non si può risolvere in dieci giorni, ma Oddo è bravo":

I senatori come punti di riferimento? "Se loro fanno i professionisti seri e mettono il loro bagaglio a disposizione di tutta la squadra non serve aggiungere altro. A loro va comunque data la stessa motivazione che viene data a tutta la squadra, altrimenti si fanno differenze e non va bene".

Quali giovani possono trarre maggiore beneficio dalla cura Oddo? "In linea di massima tutti potranno fare vedere le qualità finora vista a spizzichi e bocconi, ma è la qualità che fa la differenza. Ci deve essere un lavoro costante e quotidiano".

Il caso Jankto: "Credo che sia giusto che il ragazzo ambisca a traguardi importanti, professionalmente parlando, perchè il giocatore è un professionista, l'allenatore anche, e deve pensare così. Ma deve anche essere consapevole di quello che ha fatto, che sta facendo e potrebbe fare. Sul piatto della bilancia deve metterci tutto quello che ha, e che potrebbe essere ma che è un punto interrogativo. La scelta deve essere oculata e decisa".

1 Commenti
zinne

interessante intervista... ha detto cose giustissime che condivido e che da diverso tempo scrivevo... l'allenatore giovane, porta idee nuove, ma ha anche un modo di relazionarsi con i giovani che è diverso, punto essenziale qui a Udine, e soprattutto ha motivazioni diverse da un allenatore a fine carriera.. la fame e la voglia di emergere, se la trasmetti ai calciatori, è la parte più importnate del ruolo dell'allenatore, prima della tattica!

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