Home / Europei / Neuer: gli italiani sapevano già dove tirare i rigori

Neuer: gli italiani sapevano già dove tirare i rigori

Non hanno scelto all'ultimo istante

Neuer: gli italiani sapevano già dove tirare i rigori

Manuel Neuer ammette la sofferenza per la 'lotteria' di 18 rigori che ha deciso Germania-Italia: "Un dramma". Poi è certo: "Tutti gli azzurri sapevano già dove calciare". Diciotto rigori per decidere Germania-Italia, alla fine l'hanno spuntata loro. Manuel Neuer tira un sospiro di sollievo, godendosi l'approdo in semifinale non senza patemi. Il portierone tedesco, nel dopogara, ha ammesso: "Mai vista una cosa del genere prima d'ora, è stata una serie incredibile, un dramma. Per fortuna ce l'abbiamo fatta".

Il numero uno del Bayern ha ripercorso i momenti vissuti durante le esecuzioni dei penalty: "Non è stato facile, è stata una guerra di nervi. Ogni volta che calciavamo noi speravo che la palla entrasse, da parte mia mi sono concentrato sui miei avversari".

E a tal proposito, esecuzioni azzurre come quelle di Pellè e Zaza hanno lasciato a desiderare ma Neuer è certo: "Gli italiani erano tutti ben preparati, sapevano già dove calciare. Non hanno scelto l'angolo all'ultimo istante".

Dal dischetto la Germania non perde praticamente mai: "La storia parla per noi, ma ogni partita è una storia a sè - ha evidenziato l'estremo difensore - Anche per il futuro, qualora dovessimo finire di nuovo ai rigori, non possiamo fare affidamento sui precedenti".

Articoli correlati
17 Commenti
SIMEON

lo conosci poco son frasi di circostanza e non dirmi che ZAZA e PELLE' avevano le idee chiare...

Battisti

Sbagliare un rigore non é una colpa.
Tirarlo ben lontano dalla porta, con mossette da pagliaccio o anticipato da un gesto offensivo nei confronti dell'avversario, si.

Orkuz25

Difatti la pantomima pre rigore era solo un'antipasto della figura di m. finale.
Alla faccia della sportività' e del fair play...
Fatti, non pugnette !!

maurizio

Buffon colon

Pestefruce

... anche i milionari piangono emoticon

blacklist

Pelle' bella palummella

Milou

io invece mi ricordo molte sconfitte della Germania ai rigori

SIMEON

lo conosci poco son frasi di circostanza e non dirmi che ZAZA e PELLE' avevano le idee chiare...

ziomauri

Zaza entrato all'ultimo secondo per tirare i rigori ha tirato una ciofeca inguardabile, si vedeva subito dai passettini che non sapeva cosa fare

SIMEON

Bravo ma poco umile

Bintar62

Perché? Mi sembrano dichiarazioni molto misurate, dove riconosce preparazione ai nostri.

Bintar62

Perché? Mi sembrano dichiarazioni molto misurate, dove riconosce preparazione ai nostri.

Bintar62

Perché? Mi sembrano dichiarazioni molto misurate, dove riconosce preparazione ai nostri.

pedoglos

Buffon sembra l'emblema di un calcio italiano che spesso fa a pugni con l'etica, nonostante i goffi tentativi di ricostruirsi un'immagine pulita affidati alla Nazionale e al selezionatore Cesare Prandelli.
NEL CALCIOSCOMMESSE DAL 2006. Perché di macchie, fuori dal campo, sulla carriera del portiere ce ne sono state parecchie. Il calcioscommesse, in primis. Il Gigi nazionale ci era già cascato una volta, nel 2006, ma ne era uscito pulito pur ammettendo di aver più volte puntato sui risultati dei campionati stranieri.
Il procuratore federale Stefano Palazzi aveva deciso per l'archiviazione dopo aver indagato su cinque partite giocate dalla Juventus e sulle quali c'era il sospetto che Buffon e altri giocatori avessero puntato ingenti somme di denaro.
Ma adesso si parla di 1,5 milioni girati a un suo amico, titolare di una ricevitoria a Parma, e i sospetti tornano pesantemente d'attualità. «Movimenti atti a tutelare una parte del suo patrimonio», ha spiegato l'avvocato del giocatore (Leggi il pdf dell'informativa della ******************).
IMPRENDITORE E TIFOSO. Eppure a Buffon gli investimenti leciti e lo spirito d'iniziativa, imprenditoriale, non sono mai mancati. Nel 2011 è diventato maggior azionista del gruppo tessile Zucchi, con il 19,6% del capitale societario. Un anno prima era sceso in campo per salvare la Carrarese, squadra della sua città natale, rilevandone il 50% assieme al collega calciatore Cristiano Lucarelli e all'ex presidente del Pisa, Maurizio Mian, portandola subito nella prima divisione di Lega pro.
I soldi e gli affari non sono però le uniche passioni per Buffon.
La politica sembra essere un autentico pallino per il portiere, che più di una volta ha espresso la sua opinione su ciò che serve all'Italia per crescere e uscire dalla crisi, e recentemente ha rivolto un appello per l'unità del Paese.
Le simpatie fasciste nelle maglie e nei numeri
Gianluigi Buffon e lo striscione con la croce celtica durante i festeggiamenti per il Mondiale 2006.

A portarlo più di una volta al centro delle polemiche sono state le sue simpatie di estrema destra, molto più che un sospetto, testimoniate da almeno tre episodi.
I primi due risalgono a quando il giocatore militava ancora nel Parma. In un'occasione il portiere andò sotto la curva dei suoi tifosi e mostrò una maglietta con la scritta «Boia chi molla», per poi giustificarsi dicendo di averla vista intagliata sul cassetto di un tavolo ai tempi del collegio.
LA POLEMICA PER L'88. La polemica riesplose con veemenza nei suoi confronti quando scelse la maglia numero 88. A evidenziare il potenziale collegamento col nazismo fu il responsabile dello sport della comunità ebraica di Roma Vittorio Pavoncello, che ricordò come quelle due cifre fossero un codice per indicare due volte l'ottava lettera dell'alfabeto, e quindi l'acronimo Hh, 'Heil Hitler'.
Anche in questo caso Buffon, che successivamente ripiegò sul 77, disse di non conoscere affatto quel simbolo, aggiungendo di aver scelto il numero perché ricordava quattro palle e gli sembrava adatto a identificare la sua rinascita dopo l'infortunio che gli aveva fatto perdere l'Europeo del 2000.
LA CROCE CELTICA PER FESTEGGIARE IL MONDIALE. Al teorema del ragazzo ingenuo e sempliciotto è però difficile credere se si pensa a un altro episo***, capitato nel 2006, dopo la vittoria del Mondiale in Germania con la Nazionale azzurra.
Durante i festeggiamenti Buffon mostrò uno striscione che riportava la scritta «Fieri di essere italiani», accompagnata da una croce celtica.
Fatti che hanno calamitato l'attenzione della critica sul portiere della Juventus, ma non quella della magistratura ordinaria.
IL DIPLOMA TAROCCO. Eppure, scavando nel suo passato, si trova un'altra vicenda che gli ha fatto sfiorare le porte del carcere con la punta delle dita. Nel 1997 Buffon falsificò un diploma da ragioniere per iscriversi all'università, l'inganno fu svelato e nel 2001 il giocatore patteggiò la pena cavandosela con una multa di appena 6 milioni e 350 mila lire.
Briciole se confrontati al milione e mezzo che ha girato al tabaccaio di fiducia «per tutelare parte del suo patrimonio».

SIMEON

emoticon non hai acelto il luogo più consono la prossima volta pubblica un libro e spera che te lo comprino emoticon

Kos

Lettera43 ringrazia per la pubblicità gratuita

cesarone

Che senso ha sta cosa?? ..stiamo parlando di calcio..e questo è un grandissimo portiere..come pochissimi in questo secolo e in quello scorso..che a 38 anni continua a dimostrare un incredibile attaccamento alla maglia azzurra..abbandonata dai vari Maldini..Totti..Cabrini...e moltissimi altri...quello che ha fatto fuori dal calcio nn m'interessa..onore a Buffon..e lo dico..a scanso di equivoci..da ANTIUVENTINO DICHIARATO
..

SUL PICCOLO SCHERMO

Interviste esclusive

Vita da Club

Primavera e giovanili

Serie B

Lega Pro

Internazionali

Calcio