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Velazquez: qui con tanta motivazione, i tifosi vengono prima di tutto

Il neo tecnico in conferenza stampa

Velazquez: qui con tanta motivazione, i tifosi vengono prima di tutto

A meno di 24 ore dall'ufficializzazione, l'Udinese presenta il nuovo allenatore bianconero, Julio Velazquez. Il Dg Franco Collavino lo introduce: "Ringrazio Igor Tudor e il suo vice per il lavoro svolto nell'ultimo mese. Hanno raggiunto l'obiettivo e li ringraziamo. Oggi presentiamo un nuovo allenatore con cui vogliamo avviare un nuovo corso, costruire un nuovo progetto con obiettivi di lungo periodo. Velazquez va nella tradizione di allenatori giovani, non noti, che hanno portato innovazioni e buon calcio. Negli ultimi anni le scelte conservative non sono state in linea. Il calcio spagnolo è un calcio d'avanguardia, che fa scuola in tutta Europa. Velazquez è la persona giusta, colui che saprà coniugare il desiderio di innovazione con la tradizione del calcio italiano. Ha firmato un contratto di tre anni e porta con se' tre collaboratori".

Velazquez prende la parola: "Buongiorno a tutti. E' un piacere essere qui. Vengo qui con massima motivazione, siamo molto coinvolti dal progetto e lo affrontiamo con grande passione per il futuro".

Qual'è il progetto di questa Udinese e la funzione del nuovo allenatore nel progetto? Collavino ripete che "volevamo un cambiamento, con un tecnico di scuola moderna che interpretasse un calcio innovativo. E costruire un ciclo più solido di quello degli ultimi anni".

Perchè Velazquez ha scelto l'Udinese? "Ci sono una serie di motivi, non solo unico. Mi piace l'Udinese, ha una storia incredibile, la A è uno dei maggiori campionati. Mi sento coinvolto dal progetto e mi ha conquistato la fiducia che la famiglia Pozzo ha subito dimostrato in me. Per me è una situazione ideale per crescere, maturare, con una filosofia comune".

E' pronto per il calcio italiano? "Qui c'è un calcio di alto livello. Sono coinvolto in questo progetto. Le mie intenzioni sono quelle di avere la squadra protagonista, propositiva, fare gioco. Fedele alla linea di un calcio estetico ma che dà risultati".

Cosa le ha chiesto la società e lei qui cosa si aspetta? "Deve essere sempre un lavoro congiunto, per avere un rendimento a medio e lungo termine".

Conosce la rosa? Che squadra vuole costruire? "Ho visto tutte le partite di questa stagione, conosco tutti i giocatori. Conosco i singoli profili e capacità. C'è un potenziale molto interessante che si può sviluppare. La società ha uno scouting incredibile per andare a sistemare la squadra, l'idea è costruire una squadra versatile, giocatori con margini di miglioramento, per avere risultati immediati e a lungo termine".

Il suo pensiero di calcio: lei si adatta al modulo in base ai giocatori o viceversa? "Io considero principalmente le capacità dei giocatori, ma non si gioca solo per quello. Serve uno schema che coniughi tutto, quindi trovare il giusto sistema di gioco in base alle qualità dei giocatori".

Ha consigliato qualche giocatore? "Nel calcio di oggi l'allenatore deve pensare ad allenare e sviluppare le qualità dei giocatori. Poi è la società che sceglie i giocatori. Il calcio si è innovato tanto, bisogna rispettare luoghi e competenze. E' importante portare avanti un dialogo proficuo tra allenatore, staff e società. Qui lo scouting è straordinario per trovare i giusti giocatori per l'allenatore: l'importante è l'equilibrio intellettuale delle parti, che devono avere una filosofia comune".

Negli ultimi quattro anni l'Udinese ha fatto fatica: raccoglie una eredità pesante. "Lo so. Serve una mentalità positiva, imparare dal passato per migliorare non per essere pessimisti e lamentarsi. Io sono in una grande società, con possibilità incalcolabili. Guardando al futuro, bisogna sfruttare quelle ed essere ottimisti".

Cosa promette ai tifosi? "Per prima cosa, rispetto le opinioni. Ma il calcio, come la vita è dinamico. Viviamo in una società globalizzata. Non intendo promettere nulla. L'idea è lavorare seriamente, con rigore, disciplina, ma anche dialogo affinchè la gente si identifichi nuovamente con la squadra. Per me i tifosi nel calcio sono la cosa più importante, bisogna far sì che si sentano identificati con la squadra".

A Collavino: quando avete scelto Velazquez? "Stavamo seguendo Velazquez dall'estate scorsa, abbiamo firmato solo ieri perchè si sono concretizzate tutte le situazioni"

A Velazquez cosa sa dell'Udinese? Quando ha saputo di venire qui? "E' già da nove mesi che siamo in trattative. Mi piace essere aggiornato sul calcio, ho visto parecchie partite dell'Udinese, negli ultimi giorni ho visto parecchie partite della scorsa stagione. Fondamentale è l'equilibrio nel calcio, adattare il gioco ai giocatori. Serve seguire l'evoluzione individuale dei calciatori. E che il tifoso si senta orgoglioso della squadra".

In Italia il calcio è molto tattico: come fare per essere protagonisti? "Io concepisco il protagonismo come versatilità, dinamicità e non solo possesso palla. Cercare un tipo di gioco che abbia finalità, il possesso palla deve essere valutato in base alla partita. Cerco di abbinare la tattica all'estetica".

Serve un gruppo unito per fare risultati, qui ci sono tanti stranieri. E' un ostacolo? "La cosa più importante è il collettivo e che tutti vadano nella stessa direzione, ma la società è globalizzata e in questo bisogna trovare un equilibrio, devono capire cosa significa essere l'Udinese, indossare questa maglia e fare parte di un progetto comune".

A Collavino: Pradé? "Oggi presentiamo il nuovo mister, per il nuovo DS vi faremo sapere a tempo debito".

A Collavino: i tifosi sono smarriti. Che messaggio dà loro? "Siamo consapevoli che l'ultimo periodo è stato molto complicato, con tante delusioni. Ma prima della partita con il Bologna tutti i tifosi si sono uniti a sostegno dell'Udinese e questo è importante, abbiamo ritrovato lo stadio pieno e la gente unita a sostenere la salvezza. Da lì dovremo partire, da una coesione che deve passare anche attraverso la nostra capacità di ricreare entusiasmo. Ora guardiamo al futuro: l'Udinese tiene sotto osservazione diversi allenatori che possono essere da Udinese per filosofia e per mentalità possono essere adatti. Ma poi c'è il campo, ci sono affinità che devono emergere altrimenti si deve cambiare corso".

A Velazquez: come si adatterà al calcio tattico? "Come ho detto, lo farò, ma l'idea è quella di cercare il rendimento attraverso un lavoro comune. Noi non veniamo ad adattarci, non a cambiare, per portare una filosofia comune".

Novità sul ritiro? "Il 5 luglio fino al 17 a Udine, dal 18 a Sankt Veit fino al 3 agosto"

La squadra deve essere rafforzata? In quali reparti? "Ho giocatori molto interessanti, ma il mercato è molto dinamico. Stiamo valutando in un dialogo permanente e comune, incontreremo la squadra al più presto, ma sono cose di cui discutiamo tra noi. Quest'anno c'è anche un Mondiale di mezzo, noi abbiamo idee chiare e pensiamo allo stesso modo. Vogliamo creare una squadra il più equilibrata possibile".

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