Home / Calcio / Gazzetta dello sport: Di padre in figlio

Gazzetta dello sport: Di padre in figlio

Il tecnico Andrea Mandorlini contro il figlio Matteo nel posticipo di B Padova-Cremonese

Gazzetta dello sport: Di padre in figlio

Quella tra Padova e Cremonese, gara che si giocherà domani sera, sarà una sfida speciale per il tecnico dei lombardi Andrea Mandorlini e il centrocampista dei veneti Matteo Mandorlini: all'appuntamento, padre e figlio si troveranno l'un contro l'altro armati, ma non per la prima volta. La Gazzetta dello sport li ha intervistati oggi per capire le loro sensazioni alla vigilia di una gara tanto particolare.

"Domani i due Mandorlini sono contro in Padova-Cremonese e sono felici. Il tecnico della Cremonese perché allena una squadra ambiziosa e torna in una città che lo ha amato, il centrocampista perché ci sarà: tra i protagonisti della promozione in B, era finito fuori rosa. I compagni ne hanno chiesto il ritorno, il tecnico Bisoli si è convinto, il club ha approvato. E la sfida in famiglia si rinnova".

Ecco alcune risposte nella intervista doppia:

È la sesta volta, un po’ di emozione ci sarà ancora?

ANDREA «Il figlio è il figlio, quando era fuori rosa l’ho visto soffrire. Mi fa piacere ritrovarlo, lo merita. Un mio giocatore mi ha detto che lo mena. Gli ho risposto: “Non poco, mi raccomando”».

Matteo «Molta. Non pensavo di poterlo più affrontare. L’ultima volta nel 2012-13 (Grosseto-Verona, ndr), poi lui è andato in A e io in C. Invece rieccoci».

La prima volta (Verona-Brescia 2011-12) come era stata? A «Lui entrò dalla panchina e io andai ad abbracciarlo, commovente. Ero orgoglioso di lui».

M «Clamorosa. Era il mio esordio col Brescia, poi ho sempre giocato. Ho fatto il terzino e passavo davanti alla sua panchina: era contento, ha vinto...».

Che consigli dava il Mandorlini ex calciatore al figlio che voleva diventare calciatore?

A «Ho sempre lasciato libertà, so cosa vuol dire per un allenatore avere a che fare con certi genitori. Però in privato qualcosa gli dicevo».

M «Di calcio parliamo tutti i giorni, anche con mio fratello (Davide ha smesso dopo aver portato il Ravenna in C nel 2017, ndr). Papà mi correggeva solo quando facevo un po’ il fenomeno e alzavo la cresta».

Andrea è rimasto fermo da aprile 2017 (Genoa) ad aprile 2018 (Cremonese), Matteo è stato fuori rosa fino a due settimane fa. Come sta un Mandorlini ai margini?

A «È dura, soprattutto per chi ci sta vicino. Lui ha le bimbe che lo consolavano, ma quando ci vedevamo o ci sentivamo l’amarezza era evidente».

M «Lui stava male per me, come io stavo male per lui. Però abbiamo vissuto questa situazione con professionalità: mi allenavo a prescindere dalla rabbia. E adesso il mio momento è arrivato, il lavoro paga».

L’estate insieme nella spiaggia di famiglia a Marina di Ravenna: s’è parlato di questo confronto?

A «Ho anche pensato di portarlo a Cremona. È un giocatore bravo, avrei voluto allenarlo».

M «Sì, aspettavo questa sfida: meno male poterci essere».

Susanna, moglie di Andrea e mamma di Matteo, per chi tifa?

A «Non verrà, deve stare con i nipoti, di sicuro da mamma preferirà il figlio».

M «Tiferà 50 e 50, anzi no: 51 per me». 

SUL PICCOLO SCHERMO

Interviste esclusive

Vita da Club

Primavera e giovanili

Serie B

Lega Pro

Internazionali

Calcio