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Udinese: quale dote?

Per raccogliere, serve seminare

Udinese: quale dote?

La sintesi del calcio nostrano si esplica spesso in un valore condiviso, il risultato. Dovendo analizzare il mero "nulla di fatto" del Bentegodi, si potrebbe commentare con accortezza, che neutralizzare il Chievo in casa propria è comunque di buon auspicio per il futuro. Ma se, come chi vi scrive, attendeva dal derby un ragionevole riscontro di quanto di valido ci sia da portare in dote nella stagione a venire, allora il rischio di rimanere delusi è alto.

Mister DELNERI da buon professionista ha tutto il diritto di pretendere il massimo dai suoi uomini, ma se non si desidera sfruttare una situazione di classifica invidiabile, una conferma oramai solo da formalizzare per la guida tecnica, allora quando mai si potranno testare le qualità degli elementi rimasti a lungo dietro le quinte? Sarà mai che il tecnico possa avanzare qualche dubbio sulle qualità palesate dagli uomini apparentemente certi di conferma? Non lo sapremo mai ovvio, pertanto tale tipo di interrogativi rischiano di divenire puro esercizio accademico.

Della partita in fondo inutile parlare, ha lasciato a tutti il nulla cosmico. Non ha portato in dote niente in più di ciò che conoscevamo alla vigilia. Forse però un maggiore rispetto per i ragazzi che hanno seguito la squadra a Verona e che si son fatti sentire eccome, sarebbe doveroso!

Una giornata proiettata verso che cosa allora, i 40 fantomatici punti?...suvvia non scherziamo, le tre candidate non arriveranno a tale cifra nemmeno sommando il loro intero bottino. Di che parliamo allora? Della buona propensione alla difesa della squadra in trasferta, della buona gamba di JANKTO o forse della endemica sterilità dell'attacco composto da un centravanti che continuiamo benevolmente a considerare "utile nel far salire la squadra"? Lui sterile o poche le palle giocabili? Forse entrambi le circostanze penseranno in molti.....

Come ci sarebbe piaciuto capire se i soliti noti desaparecidos, che non citeremo oltre, meritino effettiva considerazione per il prossimo anno o siano nostro malgrado costretti a "farsi le ossa" altrove... film già visto purtroppo! Chissà, forse il mister ha preferito saggiare con cautela qualche innovazione tattica, valutando l'abilità della difesa nell'adattarsi con l'ingresso di ALÌ, ad un più camaleontico schema a 3 e mezzo dietro, con WIDMER (ordinato il suo rientro), pronto ad alternarsi o a duplicarsi in fase di spinta all'iraqeno. Reale intenzione di voler concretizzare una ipotetica supremazia, si son visti purtroppo solo nel finale quando lo sloveno Cesar ha scioccamente lasciato i suoi in inferiorità numerica, concedendo per conseguenza campo ai nostri.

Cosa auspicarsi allora per le restanti 15 gare, punti, gioco o l'affermazione di talenti ancora inespressi? La classifica lascia onestamente tranquilli, ma al contempo anche poco spazio ai sogni. 45 punti ancora disponibili, potrebbero significare un bottino presumibile tra i 18 e i 25, consegnando un finale di classifica nella terra di mezzo, ovvero tra un 12º e un' 8º posto, se tutto andrà per il meglio. Il gioco potrebbe forse migliorare, ma forse sarebbero necessari interpreti dalle qualità superiori. L'atteggiamento tattico, se il tecnico oserà perlustrare altre vie, consentirà di valutare ulteriori potenziali adattabilità, sia individuali che di reparto. Ma quello che tutti i tifosi auspicano è un utilizzo più massiccio di chi sino ad ora nostro malgrado, ha messo in campo solo una manciata (o nemmeno quella) di minuti. GIGI hai fatto 29, ora fai 30!

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