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Turn over efficace, punti preziosissimi

Dea domata, panchina salva

Turn over efficace, punti preziosissimi

Al Friuli l’Udinese scende in campo per un “impresa”: mai ottenuti due risultati positivi consecutivi in questo campionato! A corollario delle vittorie ottenute alla 3ª, 7ª, 10ª ben 7 sconfitte! Il pareggio, mai verificatosi per i nostri nelle prime 10 giornate di torneo prima d’ora, rimane un emerito sconosciuto. Pari peraltro che consentirebbe al tecnico di onorare la richiesta dalla società dettata nel post Juventus, ovvero il conseguimento di almeno 4 punti nelle 2 gare successive per proseguire nella gestione tecnica del gruppo.

Rispetto al turno infrasettimanale di Reggio Emilia, DELNERI stupisce per canovaccio tattico; sceglie il 4-5-1 innestando il giovane INGELSSON (incoraggiante la sua prova), relegando le punte d’appoggio (PERICA, BAJIC, LASAGNA) tutte in panchina. In questo modo rimane isolato in attacco Maxi LOPEZ ma il tecnico confida negli inserimenti dei centrocampisti offensivi. L’acciaccato JANKTO viene sostituito da Seko FOFANÀ.

La Dea rinuncia in avvio all’apporto dello svizzero Freuler e del nazionale argentino “Papu”Gomez, dati i severi impegni europei, concedendo qualcosa ai bianconeri del proprio potenziale realizzativo.

Il primo tempo, dopo un avvio promettente, vede la manovra degli orobici prevalere sui consueti lanci per la boa bianconera; il gol di Kurtic in sospetto fuorigioco ne è la logica conseguenza. I bianconeri provano a reagire. Fortuna vuole che a pochi secondi dall’intervallo, STRYGER costringa il nazionale Spinazzola ad intercettare un traversone scagliato da pochi metri. Il fiorentino Rocchi non ha dubbi, rigore che DE PAUL realizza con freddezza. Si va negli spogliatoi con un accomodante 1-1. Gioco old style, tipico delle squadre provinciali da trasferta, ad essere benevoli. Nessuno chiede si giochi alla pari di Napoli, Lazio o della stessa Samp, ma vedere qualche fraseggio, senza ricorrere a continui lanci sterili per Maxi con il risultato di sfiancarlo già alla fine del primo tempo, beh forse si potrebbe pretendere.

Seconda frazione che non regala troppi sussulti, almeno sino alla perla di BARAK che va a bissare la prodezza di Reggio Emilia. Vantaggio insperato, ma qualche giocatore in affanno. Dea non troppo ispirata ma abile nel fraseggio e nel liberare gli esterni per il cross ottenendo angoli a ripetizione. La ricerca del pari si coniuga con la sciocchezza perpetrata a pochi minuti dal termine da un esausto Maxi, che nel tentativo di aiutare la difesa commette un’ingenuità tipica di chi è in riserva fisica da un pezzo (ma BAJIC è così scarso?). La poca lucidità si traduce nel trattenere l’avversario in area di rigore ben distante dalla palla e dunque a tutti gli effetti, innocuo..... sconcertante! Stellone vuole che sul rigore conseguente affidato al friulanissimo Cristante, Albano BIZZARRI evochi i miracoli dei numeri 1 bianconeri rimasti storicamente nel cuore (HANDANOVIC e KARNEZIS senza scomodarne altri), neutralizzando il rigore che regala 3 punti fondamentali per la classifica. La disattenzione successiva sull’incursione di CALDARA, molto abile quando agisce da attaccante aggiunto, viene sminuita dal netto fuorigioco di posizione (qui il VAR ha fatto il suo lavoro), giustamente invocato. Sospirone di sollievo per l’intero popolo bianconero, e soprattutto per il buon GIGI che sfoga platealmente tutta la sua gioia al fischio finale, puntellando la panchina.

Quest’anno l’analisi dei numeri si presta a svariate interpretazioni: - i gol subiti sono addirittura 22 (troppi) - le sconfitte 7 su 11 (molte, se non è record poco ci manca) - il pareggio non si è mai registrato (un dato mai verificatosi per i bianconeri nelle prime 11 gare) - per contro siamo sempre andati a segno (anche qui si dovrebbe scomodare la storia per analogie) - ci sono stati concessi ben 6 rigori a favore (altro record se rapportato alle prime 11 giornate e leader in graduatoria)!

Di ieri ci è piaciuto il coraggio del tecnico nello schierare il giovane svedese INGELSSON, molto meno il gioco, ma questo è un limite cronico, la mentalità da provinciale d’altri tempi, e soprattutto i cambi. Se con l’ingresso di HALLFREDSSON si può comprendere il desiderio di aumentare il filtro a metà campo, con WIDMER messo in mezzo al posto di un acciaccato BEHRAMI si è voluto dare l’ennesimo smacco ad Andrija BALIC. Con MATOS poi, un giocatore le cui potenzialità vede solo il tecnico, si è toccata l’apoteosi. Forse di calcio ne capiremo poco, ma assicuro che ci troviamo in nutrita compagnia.

Il gruppo è compatto. La classifica aggiustata. Per ora accontentiamoci, domani si vedrà!

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