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L'allenatore non segna, ma..

L\u0027allenatore non segna, ma..

Atteso a breve l'annuncio del nuovo trainer

Sulla centralità del ruolo dell’allenatore nel calcio moderno, crediamo in pochi abbiano dubbi. Dato che gli ingaggi dei professionisti al top, come noto, superano abbondantemente i 5 milioni di Euro a stagione, senza scomodare i vari Mourinho, Guardiola, Conte su livelli ancor più elevati, delle due l’una; o i presidenti son divenuti generosi sino all’accesso, o come più probabile, il contributo da loro fornito, tende o è ritenuto tale da determinare l’andamento di una stagione. A Coverciano, dove si plasmano gli allenatori italiani, peraltro ritenuti da molti addetti ai lavori tra i più competenti al mondo (Abramovich ne sa qualcosa), son soliti affermare che l’incidenza di un tecnico di qualità possa pesare sino ad un 20% in relazione al potenziale, mentre in contrapposizione, i danni cagionati da una guida maldestra potrebbero arrecare danni sino ad un - 80% !

Opinioni si dirà, in gol non vanno i mister, ma i giocatori. Il che di per se pare incontrovertibile, ma negare con le rose attuali di oltre 30 elementi, ognuno dei quali dotato di testa e procura propria, che le scelte dei titolari non diventino pura e soggettiva espressione dello staff tecnico, appare pratica difficilmente sostenibile. Pensiamo solo come in questo blog gli interventi siano “giustamente” divergenti. Ma i grandi tecnici, o quelli che stanno per diventarlo, non possiedono tra le loro corde il solo dono della leadership, vantano spesso l’indubbio ascendente nel pretendere, e spesso ottenere, acquisti di qualità in grado di rafforzare il loro operato, elementi di cui si fidano per averli allenati in precedenza.

E veniamo alla nostra cara Udinese ormai prossima ad annunciare l’ennesima rivoluzione. Arriverà il 7º allenatore in appena 5 stagioni. “Bruciati” a vario titolo nell’ordine i vari, Stramaccioni, Colantuono, De Canio, Iachini, Delneri, Oddo e in ultimo Tudor, la scelta sembrerebbe ricadere, come puntualmente avviene per i giocatori, su una figura d’oltralpe, forse area iberica.... tecnici di qualità non si discute, specie la scuola portoghese; ci si chiede tuttavia cosa abbiano da invidiare ai colleghi stranieri i nostri Ranieri, Semplici, Inzaghi, Montella, De Zerbi, Nicola, Maran, Donadoni, per citarne alcuni, o il reclamizzato dell’ultimora Cesare Prandelli, tutti stimatissimi professionisti del ruolo.

Sia chiaro, la società ha tutto il diritto di scegliere chi ritiene più adatto al ruolo, ma, visto che gli ingaggi offerti difficilmente saranno da top-manager, che senso ha far arrivare un manager del calcio “iberico” che, per quanto possa essere capace, come minimo ignora il 60-70% della rosa bianconera, come gran parte del calcio nazionale. Vorremmo risparmiarci piagnistei dopo due o tre mesi con il tecnico a lamentare una mancata o approfondire conoscenza in merito a caratteristiche tecnico- comportamentali degli elementi a disposizione.

I più maligni direbbero altresì, che dopo i rifiuti dei vari Guidolin, Stramaccioni (!), Delneri (con la di nuncia a due mensilità pur di non riaccomodarsi in panchina) chiamati a succedere a Oddo, l’appeal generato dall’Udinese sia di fatto ai minimi storici. Ecco spiegato il perchè delle rinunce o garanzie tecniche (vedi Stramaccioni) richieste a vario titolo dai vari allenatori contattati. Saremmo dunque costretti a blandire un pivellino straniero per la panchina, rinunciando di fatto a chi di serie A si nutre 24 ore al giorno come constatabile in ognuno dei nostri riconosciuti tecnici. Pesino Mourinho dopo qualche scoppola presa qua e là nel belpaese è stato costretto ad ammettere che il massimo campionato italiano rapprenda l’esame di laurea per definizione per qualsivoglia allenatore si reputi arrivato. D’altronde potremmo verificare le prime 7 squadre della classe, se non analizzarle addirittura tutte, per comprendere quante società si avvalgano di tecnici stranieri... Chiedete ad ADL se è migliore Benitez o Sarri, o a Pallotta se Garcia è più preparato di Di Francesco, o all’Inter se De Boer si fa preferire a Spalletti! Proprio sicuri sia facile trovare un tecnico con gli attributi fuori casa? I continui avvicendamenti al Watford direbbero di no.

Se si escludono 4 o 5 in Premier, 3 o 4 in Liga, un paio tra Bundes e Ligue1, il resto rappresenta un vero azzardo. Ricordate Hogson? Licenziato dopo 2 vittorie. Troppo complesso, tattico, infido il torneo che tanto amiamo. PRANDELLI non sarà il deus ex machina, ma da quando é iniziato a circolare il suo nome, tutte le pene sofferte nelle ultime stagioni son sembrate un lontano passato. Basta poco a riaccendere le passioni ad un popolo che ingoia rospi da troppo tempo. C’è estrema necessità di una figura rassicurante, caratterizzato da una carriera di livello, capace di offrire garanzie necessarie all’ambiente, una figura che non venga a svernare, che non si senta di passaggio, che cerchi rilanci, ma che dimostri di apprezzare Udine e l’Udinese nel proprio complesso, anche se giovane.

Chissà, forse lo scouting tanto chiacchierato potrebbe scovare anche il nuovo Mou, non vogliamo negarlo a priori, mostreremo un pregiudizio inaccettabile; resta il fatto che ad Udine, oggi, tale scelta non verrebbe compresa!

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