L'Udinese brilla, illude, ma cade

Un primo tempo eccellente non basta a fermare l'Inter

L'Udinese brilla, illude, ma cade

09/01/2017

Un match dai sapori antichi, nonostante un'inconsueta rigidità climatica, non impedisce un rilevante afflusso di tifosi al Friuli. Il colpo d'occhio appare alquanto suggestivo, degno dell'Arena. L' Inter si gioca l'Europa che conta, i bianconeri intendono dar lustro ad un torneo partito con diversi patemi, ma raddrizzato a dovere dall'avvento di Mister DELNERI. La temperatura in avvio prossima allo zero termico, non può inibire il patos emotivo attraverso il quale assaporare l'evento.

L'UDINESE recupera sia il centrocampista di sostanza HALLFREDSSON inizialmente in panchina, che il leader carismatico Cyril THEREAU, voglioso di esserci a prescindere, e schierato sin dal primo minuto a fianco di DE PAUL, alle spalle del punteros ZAPATA. Pioli risolve il dubbio a centrocampo confermando la formazione vincente con la Lazio, lasciando dunque inizialmente in panchina il portoghese campione d'Europa Joao Mario. Permane una certa curiosità per la prestazione dell'ex Candreva opposto a SAMIR, laziale plasmatosi senza gloria in Friuli, ma affermatosi altrove.

La squadra di DELNERI parte forte creando occasioni a ripetizione. Il gol di un eccellente JANKTO (il migliore dei suoi con SAMIR), suggella un predominio di gioco e di ritmo piuttosto netto. L'Udinese sembra una squadra e pure da CL, i rivali un'insieme di buoni giocatori. Dopo aver fallito a più riprese il raddoppio, la squadra bn ha il demerito di subire il pari a pochi secondi dalla fine e di accomodarsi negli spogliatoi con il rammarico di vedersi raggiunti, infondendo rinnovato coraggio ai rivali, i quali dimostreranno pure dei limiti, ma in quanto a qualità individuali paiono secondi a pochi.

Nella ripresa infatti, il piglio da squadra che vuole imporre i propri ritmi alla ricerca dell'intera posta, lo dimostra principalmente la squadra di Pioli con l'Udinese che si limita a qualche efficace ripartenza. Un pò di delusione per i tifosi che già si lustravano gli occhi dopo i primi 40/45'. La voglia dell'Inter, pur con un KARNEZIS meno efficace del solito, viene premiata nel finale a seguito di un colpo di testa vincente di Perisic originato da calcio piazzato battuto sulla 3/4.i.

Analizzando le rose potremmo acriticamente asserire che i 200 milioni di divario non si possono compensare con il solo carattere o con un esubero di agonismo, ma se volessimo esser sin troppo severi, potremmo asserire che per diventare grandi, o temibili, è necessario migliorare la personalità di squadra. Ottima nella prima frazione, evanescente nella seconda. Forse la quantità di energia immessa e il ritmo imposto non si sarebbe potuto mantenere per gli interi 90', ma una differenza di "presenza" così marcata tra le due frazioni, appare segno che ancora si deve maturare a dovere.

In fronte ad una valutazione critica se vogliamo facilmente condivisibile, emergono ad ogni buon conto delle individualità importanti che meritano assoluta segnalazione. Due su tutte, guarda caso casualmente legate alla fattura della rete che tanto aveva illuso la tifoseria: la prima va a SAMIR, un difensore che sta crescendo in maniera esponenziale anche in una posizione "riadattata"; la seconda al giovane JANKTO la cui intelligenza tattica oltre al dinamismo, appaiono fattori oramai irrinunciabili allo scacchiere bianconero.

Il difensore brasiliano oltre ad annullare il temuto nazionale Candreva, ha propiziato e fornito l'assist al ceco, grazie uno slalom centrale dalla qualità sontuosa. Una buona parte della tifoseria ritiene possa divenire a ragione un grande difensore centrale; nell'ottica dunque di una stagione 17/18 il cui avvio non si dovrà fallire, auspichiamo vivamente che in questa, oramai senza reali obiettivi da raggiungere, si proceda fin d'ora ad esperimenti tecnico-tattici propedeutici a tal fine. Come non si può non pensare che a JANKTO venga proposto un accordo che lo leghi per molti anni alla realtà friulana. Un giocatore moderno che a centrocampo sa come disimpegnarsi, possiede elevata intelligenza tattica, vanta un gran sinistro (merce rara), sa segnare (Buffon ed Handanovic i suoi trofei stagionali...scusate se è poco) con frequenza, trovandosi spesso in zona calda. La sua titolarità a nostro avviso, non può più essere messa in discussione. Talento.

Se solo si procedesse con sana programmazione al fine di iniziare un reale ciclo virtuoso tanto evocato, ma da applicare con metodo, Jakub oltre al francese FOFANÀ - ieri un pò impreciso ed inopinatamente stanco nel finale - potrebbero realmente rappresentare due caposaldi inalienabili nelle rose dei prossimi dieci anni; due interni di corsa, dinamismo, gol. Accanto a loro, a completare il triangolo di centrocampo in un'ideale 4-3-3 nel segno di GIGI, nell'immediato vien da pensare alle geometrie garantite dal belga KUMS, il cui contributo come sappiamo dovrà esser finalizzato alla sola stagione in corso.

Ma in ottica 17/18 ? Serve un ALLAN o quantomeno un succedaneo, un elemento che possieda caratteristiche similari. I buoni rapporti con il Napoli oltre ad un rendimento non troppo esaltante dimostrato negli ultimi tempi, hai visto mai possano far rifiorire un amore mai sopito tra il brasiliano ed i bianconeri? Auspici, niente più che auspici sia chiaro, ma sappiamo che il carioca di Rio sta dimostrando entro lo spogliatoio azzurro, qualche insoddisfazione di troppo per il sottoutilizzo cui è stato relegato da SARRI, tecnico che tende a preferirgli di sovente il conosciuto ZIELINSKI.

Si apre dunque ufficialmente una fase di mercato che ha visto accostare all'Udinese dei profili interessanti, molti dei quali in ipotetica sostituzione all'africano BADU. Il paraguaiano MEDINA o il brasiliano paulista CLAYSON sembrano ad oggi i più gettonati...noi però riteniamo che un mediano capace di coniugare senso tattico a tecnica essenziale, costituisca il profilo da non farsi scappare per un futuro più sereno.