120 anni di Udinese: la squadra degli anni '30

Le stagioni di D'Odorico

120 anni di Udinese: la squadra degli anni '30

30/11/2016

La stagione 1929-30 è trionfale. Gino Rojatti affida la squadra al tecnico magiaro Oighen Payer e i bianconeri, inseriti nel girone B della Prima Divisione, partono a spron battuto: nelle prime nove giornate conquistano cinque affermazioni (clamoroso il 7-1 al “Moretti” contro il Rovigo) e quattro pareggi. Interpretano un calcio divertente, concreto, là davanti Bartezaghi segna gol sempre decisivi, idem fa il centravanti Vittorio. Alla decima giornata però l'Udinese inciampa di brutto sul campo della Spal che è la sua avversaria più agguerrita per la promozione in B. Gli estensi il 15 dicembre 1929 vincono per 4-2 al termine di un match intenso, agonisticamente cattivo stante anche l'importanza della posta in palio con il pubblico deciso a trasformarsi nel dodicesimo giocatore e che – come ricorda il Giornale di Udine del 17 dicembre 1929 - “Voleva intimorire e umiliare l'Udinese”.

Determinante è stata l'espulsione al 40' del mediano Zilli, uno dei più grintosi, reo di aver colpito duramente Romani poi ripresosi e rientrato nella ripresa. La Spal è passata in vantaggio dopo azione corale al 30' con Barbieri, ma la reazione dei bianconeri non si è fatta attendere anche se poi gli estensi si sono portati sul 2-0 dopo azione manovrata, ma è stato Loschi che da terzino è stato spostato in avanti dopo l'espulsione di Zilli ad accorciare le distanze ed è stato lo stesso giocatore a suonare la carica per la possibile rimonta udinese dopo la terza rete della Spal realizzata su calcio di rigore al 30' della ripresa, accorciando ancora le distanze con uno splendido colpo di testa, ma nel finale i sogni di agguantare il pari da parte dell'undici friulano di Oighen Payer si sono infranti con la conclusione da tre metri di Bertacchini I.

Queste le due formazioni: Spal: Festi, Cerini, Musecchi, Spanghero, Calzolari, Bertacchini III, Conte, Romani, Bertacchini I, Barbieri, Fachini. Udinese. Cassetti, Loschi, Bellotto, Magrini, Bonino, Zilli, Modonutti, Miconi, Vittorio, Bartezaghi, Dorigo. Arbitro: Squilleri di Brescia. Dopo quella gara Udinese, Spal si trovano al comando con 14 punti, ma con gli estensi che avevano giocato una gara in meno. L'Udinese però riuscirà a riprendere spedita la marcia vincendo il girone con 42 punti, tre in più dei rivali emiliani. Per accedere alla serie B la squadra bianconera doveva però superare anche l'ultimo scoglio rappresentato dalle finali con Palermo e Derthona vincitrici degli altri gironi della Terza serie. I bianconeri nel primo incontro perdono a Napoli per 1-0 contro il Palermo, vincono a tavolino, 2-0 con il Derthona che nel frattempo ha rinunciato a proseguire il cammino, per poi prendersi la rivincita con il Palermo al “Testaccio” di Roma, 3-1. Bianconeri e rosanero dono entrambi promossi.

In serie B l'Udinese rimane due sole stagioni (1930-31 e 1931-32) anche perché le viene a mancare deus ex machina, Gino Rojatti costretto a rinunciare alla carica di presidente per i suoi impegni politici di parlamentare. E' un abbandono provvisorio, Roiatti ritornerà al timone dell'Udinese nel 1934 per rimanervi tre anni e successivamente per altri due dal 1943 al 1945. Per cui nell'anno della retrocessione dalla B alla Prima divisione la società è retta da un triumvirato composto da Telesforo, Lanzone, Enrico Porzio e Augusto Serafini con la squadra guidata dal tecnico magiaro Stephan Fogl per il quale si tratta di un ritorno avendo già allenato l'Udinese nel 1928-29. Della squadra 1931-32 non fa più parte l'attaccante Frossi che aveva debuttato nel 1930-31, che è stato ceduto al Padova anche perché il giocatore nel corso dell'inizio del 1931 aveva avuto contrasti con società tanto che nel febbraio di quell'anno fu messo fuori rosa per un mese. Il condottiero dei bianconeri è Walter D'Odorico, il bomber più prolifico con 95 gol della storia del calcio udinese dopo Totò Di Natale, che anch'egli aveva debuttato nel 1929-30. D'Odorico nell'estate del 1933 viene ceduto al Padova; è un'operazione dolorosa, ma i quattrini ricavati dalla sua cessione sono di vitale importanza per far fronte ai soliti problemi di bilancio. D'Odorico dopo l'esperienza al Padova passerà alla Lazio, quindi al Torino per ritornare a Udine nel campionato di B 1939-40, Concluderà la sua carriera (caratterizzata anche da 229 gare in bianconero) nel 1947-48.

L'Udinese in Prima divisione (che divenne serie C dal 1935-36) rimane sette anni durante i quali la società deve sempre far fronte alle esigenze di bilancio per cui bilancio anno dopo anno deve privarsi dei suoi atleti più “pregiati”: dopo la partenza di D'Odorico, nel 1934 è la volta dell'ala destra Suber che si accasa all Pisa, nel luglio del 1935 la mezzala udinese Chizzo e il centro sostegno Rancilio passano al Triestina con quest'ultimo che diventerà una specie di icona del club alabardato. Sempre alla Triestina un anno dopo vengono ceduti la mezzala Costa, l'attaccante Cossio di Udine (qualche anno dopo andrà al Milan), il mediano Dal Pont. La società giuliana continua ad attingere dall'Udinese e nel 1937 fa suo anche l'attaccante di Tricesimo Mario Tosolini.

Nel 1933-34 e nel 1934-35 i bianconeri sfiorano la promozione. Dopo aver vinto i loro gironi nel 1933-34, precedendo la Pro Gorizia, l'anno dopo la Fiumana, accedono alle due fasi finali. Nell'estate del 1934 affrontano Pisa, Piacenza e Parma e concludono in testa in coabitazione del Pisa Si rende necessario uno spareggio che avrebbe dovuto tenersi dapprima a Milano per poi essere spostato a Roma dove il Pisa vince 3-1 e sale in B. Il cambio di sede manda su tutte le furie il presidente di allora, Lao Menazzi Moretti che in segno di protesta rassegna le dimissioni. L'anno dopo nella fase finale sul cammino delle zebrette sono Siena, Reggiana e Sanremese. Stavolta sono due le squadre che possono salire di categoria, ma i bianconeri non vanno oltre il terzo posto al termine del mini girone all'italiana. Le prime due sono Siena e Reggiana, quarta la Sanremese. Finalmente al terzo tentativo, estate 1939, l'Udinese, allenata dal un suo ex calciatore, Luigi Miconi,ce la fa. Alle finali- promozione con Brescia, Reggiana e Savona è seconda dietro il Brescia ed entrambe hanno diritto a partecipare al successivo campionato cadetto. Il grande protagonista di quel lusinghiero risultato é Paolo Tabanelli (in seguito allenatore dei bianconeri dalla decima giornata del campionato di C 1969-70 alla diciannovesima del torneo successivo). Il presidente è Enea Caine che nel giugno del 1937 aveva raccolto il testimone da Gino Rojatti.

Questa la squadra tipo: Gremese, Ciroi, Venier, Dianti, Gallo, Faini (Miani), Degano (Bertoli), Marini (Serri), Zorzi, Tabanelli, Sdraulig. Sono stati utilizzati nel corso della stagione pure i portieri Cantoni e Tonello, i difensori Silvestri, Forniz, Zanussi, il mediano Barbot, gli attaccanti Ferigo e Codeluppi.

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