Home / Blog bianconeri / 120 anni di Udinese: Il colpo Zico

120 anni di Udinese: Il colpo Zico

Dal Cin e Mazza gli altri protagonisti di quel momento

120 anni di Udinese: Il colpo Zico

Pochi giorni dopo la conclusione del campionato l'Udinese parte per una duplice tournée in Canada e in Brasile. I bianconeri nel Paese nor americano vengono accolti da eroi nei vari Fogolars Furlan e le loro esibizioni contro l'Avellino, sconfitto per 1-0 e contro l'Inter di Montreal 1-1 (7-6 per i canadesi dopo i calci di rigore) sono seguiti da migliaia di friulani. In Brasile affrontano Palmeiras, Vasco da Gama, Hamilton, Messissagua con Franco Dal Cin che sta per concretizzare a fari spenti una clamorosa operazione: l'acquisto del più forte giocatore al mondo, Zico, il miglior calciatore della storia brasiliana dopo Pele. La trattativa era iniziata due mesi prima dopo che Lamberto Giuliadori, amico di Zico e che l'anno precedente aveva facilitato l'ingaggio di Edinho da parte della società friulana, aveva di fatto spianato la strada a Dal Cin e all'Udinese. Il 31 maggio il “Messaggero Veneto” annuncia che Zico giocherà per l'Udinese. La notizia è accolta con euforia dal popolo friulano. Manca però l'ufficialità dell' operazione con Dal Cin che, dopo aver convinto Zico, sta trattando con i dirigenti del Flamengo e ammette che sono sopraggiunte alcune difficoltà anche se sostanzialmente le parti sono d'accordo sui quattrini che l'Udinese dovrà impegnarsi a pagare: 6 miliardi alla società di Rio de Janeiro, un altro miliardo al giocatore. La notizia ormai è di dominio pubblico anche in Brasile e si scatena la protesta dei tifosi del Flamengo per cui il presidente del club, De Abranches, guadagna tempo, slitta ancora nero su bianco. Ma anche in Italia scoppia il “caso Zico” che diventa anche “caso politico”: il sindacalista della Cgil Luciano Lama boccia l'operazione. “Ma come fa Mazza a prendere Zico e nel contempo a licenziare 4500 operai?” Lo scontro sindacato-Gruppo Zanussi è duro, Lama rincara la dose: “l'acquisto di Zico è un insulto alla miseria”. Il presidente del Flamengo nel frattempo sembra pentito di aver accettato di trattare la cessione del suo gioiello e guadagna tempo nel tentativo (vano) di raccogliere quei quattrini con cui potrebbe trattenere il Galinho il quale però è già in parola (da tempo) con Dal Cin e non intende fare retromarcia. In Italia, dopo la presa di posizione di Lama, anche la Federcalcio vuole vederci chiaro su questa operazione definita troppo onerosa per un piccolo club pur facente parte del Gruppo Zanussi. In realtà l'acquisto di Zico si rileverà un capolavoro di Dal Cin che cede i diritti di immagine del giocatore alla Groupings per 2 miliardi 400 milioni con intervento anche degli sponsor, Agfa Color, Coca Cola e Diadora. Dal Cin . L'Udinese deve ancora sborsare al Flamengo 3 miliardi 600 milioni di dollari, cifra che diminuirà grazie ad un vantaggioso cambio valutario, da dollari americani in cruzeiros brasiliani. Dal Cin rientra in Italia il 6 giugno e al “Processo del Lunedì” annuncia che l'operazione Zico non può essere considerata ancora ufficiale. In realtà punta più che mai sulla volontà del giocatore che vuole tentare l'avventura italiana. A qualunque costo. Nel contempo scoppia anche la crisi ai vertici della Zanussi, si vocifera sempre più insistentemente che Lamberto Mazza non sarà più il presidente del colosso industriale di Porcia. E' un inizio di estate caldissimo e non soltanto per il clima meteorologico. Il 9 giugno, dapprima il presidente del Flamengo, poi Zico annunciano alla televisione brasiliana di aver accettato l'offerta dell'Udinese.

E' fatta. In realtà sembra fatta perché nei giorni successivi ci sarà il veto della Figc. Il 13 giugno l'Udinese deposita in Lega il contratto di tesseramento di Zico che giunge a Udine due giorni dopo accolto come un Re. Alloggia al Là di Moret dove dal terrazzo dell'albergo saluta i , numerosissimi, che lo acclamano e firma centinaia di autografi. Rimane in Italia per altri otto giorni, il tempo necessario anche per scegliere casa (a Morena di Tricesimo) e per godersi due giorni di relax a Fiesole nella villa di Lamberto Mazza, nonché per assistere a Basilea all'amichevole Svizzera-Brasile. Il 22 giugno disputa la prima gara con l'Udinese. E' in programma l'amichevole con il Flamengo e il “Friuli” è pieno zeppo, quasi 50 mila persone. Tutte per lui. Zico entra in campo al 40' del primo tempo al posto di Surjak per quello che il passaggio di consegne tra i due. Quando l'allenatore Ferrari chiede il cambio lo stadio esplode in un boato. Surjak per l'occasione segna la sua ultima rete in bianconero. Il Galinho gioca sino alla fine del tempo per poi rimanere negli spogliatoi. L'Udinese batte il Flamengo per 4-2 con reti nell'ordine di Surjak, Adilio, Mauro, Virdis, Edinho, Marinho. Il popolo friulano sogna lo scudetto anche se a fine giugno Lamberto Mazza non è più il presidente del Gruppo Zanussi (anche se le dimissioni del Cavaliere del Lavoro risalgono al 10 giugno). Mazza rimane presidente del club bianconero che rappresenta una parziale buon uscita da parte del gruppo industriale pordenonese al suo ex presidente. Quando le acque sembrano chetarsi, quando sembra che non ci siano ostacoli di sorta per consentire a Zico di iniziare l'avventura italiana, ecco che il 2 luglio il presidente della Figc Federico Sordillo decide di annullare tutti i contratti di acquisto di stranieri siglati dopo il 13 giugno 1982, in particolare quelli di Zico e di un altro brasiliano, Cerezo della Roma. Il Friuli insorge, idem i tifosi romani. A Udine, con la regia del sindaco Candolini, si mobilitano quasi tutti i partiti politici a tutela dell'operazione Zico. Vengono studiate le strategie per una dura presa di posizione a Roma e i parlamentari friulani si incontreranno anche con il ministro del Turismo e Spettacolo Nicola Signorello (in seguito sindaco di Roma). Il 4 luglio migliaia di tifosi si radunano in piazza XX settembre a Udine, Mazza va giù duro contro la Figc, dice che “non ci faremo mettere i piedi in testa”, i tifosi espongono cartelli contro Sordillo, ma passerà alla storia quello con la scritta che minaccia la secessione “O Zico o Austria”. I friulani hanno nella stampa romana, in particolare nel Corriere dello Sport-Stadio”, un importante alleato. Cresce la protesta contro il provvedimento di Sordillo che sulla sua strada si trova un ostacolo imprevisto, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini che dichiara che gli “ piacerebbe veder giocare in Italia Zico e Cerezo”. Sordillo è irremovibile, ma l'Udinese è decisa a tutto, presenta un ricorso che dovrà essere esaminato dalla Giunta esecutiva del Coni; la Roma fa altrettanto per Cerezo. La decisione spetterà a tre illustri giuristi, Giannini, Guarino e Niccolò. Il 23 luglio, poco dopo le 12,30, viene comunicato l'esito della decisione del Coni che dà ragione a Udinese e alla Roma ed è facilmente intuibile come viene accolta dai friulani. La gioia si manifesta con interminabili caroselli di auto per le vie del centro cittadino, anche i futuri compagni di squadra del Galinho, che sono in ritiro al “Nevada” di Tarvisio, fanno festa. Si brinda con Champagne. Nel frattempo la società bianconera comunica che Zico rientrerà in Italia il 27, 28 luglio e i tifosi si mettono al lavoro per organizzare la “grande accoglienza” al campione brasiliano. L'arrivo a Udine del brasiliano viene posticipato di due giorni, al 29 luglio, quando l'areo proveniente da Rio de Janeiro fa scalo a Milano. Tre ore dopo Zico è a Udine e alloggia all'Astoria Italia dove ci sono già numerosi giornalisti che lo stanno attendendo. Il giorno dopo raggiunge i compagni di squadra a Tarvisio per poi rientrare il 31 agosto a Udine dato che in serata i bianconeri devono affrontare l'Hajduk di Spalato. Nel pomeriggio, poche ore prima del match, il brasiliano partecipa alla grande festa che 'intero Friuli ha allestito in suo onore: a bordo di una storica Torpedo Blu attraversa le vie del centro cittadino, con la gente che “impazzisce” per lui. Zico la sera del 31 luglio è in campo dall' inizio contro i croati dell' Hajduk. Il “Friuli” è riempito da 40 mila spettatori, tutti gli occhi sono per il brasiliano che non tradisce le attese, anzi genera ulteriore entusiasmo: dopo l'1-0 di Edinho segna un gol fantastico salutato da un'ovazione che dura alcuni minuti: su cross lungo da destra di Causio, Tesser appostato sulla sinistra smista di testa a Virdis, questi, sempre di testa, serve il pallone a Zico che ha la spalle rivolte alla porta, ma il Galinho con una splendida piroetta si coordina per battere a rete con un destro di assoluta precisione.

L'AZIONARIATO POPOLARE – Nel frattempo la decisione della Giunta esecutiva del Coni ha fatto decollare la campagna abbonamenti iniziata a giugno. Lamberto Mazza vuole anche concretizzare un progetto, l'aumento del capitale sociale da quattro a otto miliardi e mezzo. Come? Con un azionariato popolare e con un prestito obbligazionario convertibile. “La Zanussi ha lanciato in orbita l'Udinese, adesso tocca ai friulani, d'Italia e del mondo, mantenerla. L'operazione Zico – ha detto Mazza – non è sufficiente per quell'immagine internazionale che vogliamo dare alla squadra. Se vogliamo andare avanti, data l'abilità di Dal Cin che ci fa anticipare i tempi rispetto ai programmi, c'è bisogno di qualche altra cosa, non si può vivere di solo pane, occorre chiedere l'aiuto e la partecipazione del pubblico. Abbiamo pensato quindi ad un aumento del capitale dai quattro miliardi attuali a otto miliardi e mezzo con azioni ordinarie abbinate agli abbonamenti e due con prestito obbligazionario convertibile che avrà un tasso di interesse del 14 per cento. Per la seconda forma avremo tempo più avanti per studiare le esatte modalità; per la prima, ovviamente, c'è una maggiore urgenza ed è questo il motivo per cui è stata abbinata agli abbonamenti trasformando l'aumento dei prezzi in un aumento di capitale”. Mazza spera in 30 mila “soci” il che significherebbe un introito di sei miliardi e mezzo dei quali un paio sarebbero da considerare azionariato popolare.

26611 ABBONAMENTI SOTTOSCRITTI - I risultati sostanzialmente sono quelli sperati, con numeri di tutto rispetto. La campagna tesseramento si chiude il 30 luglio 1983 e gli abbonati che hanno sottoscritto anche le quote azionarie della società sono 21353, mentre sono 4920 coloro che si sono limitati ad acquistare la sola tessera. Il totale fa 26273 cui vanno aggiunti tutti i posti occupati nel settore poltronissime che fa lievitare il numero dei tesserati a 26611. L'incasso globale è di 5.277.685.000 lire (la quota azionaria consente l'aumento del capitale sociale di 1.411.870.000 lire). Mazza e Dal Cin fanno le cose in grande. Viene allestita un'Udinese in grado di reggere il confronto con le big, vengono acquistati anche il portiere Brini (Ascoli), il regista Marchetti (Cagliari), il terzino De Agostini rientra per fine prestito da Catanzaro ed è ormai pronto per recitare un ruolo importante. Completano gli arrivi alcuni giovani, il mediano-terzino Dominissini (Pordenone), gli attaccanti Pradella (Monza) e Urban (Gorizia). I partenti sono Corti (Ascoli), Orazi (Campania), Papais (Cagliari), Ceccotti e Lanaro (Mestrina), Bacci (Taranto), Della Corna (Perugia), Cossaro (Pro Patria), Cinello (Empoli), Pulici (Fiorentina), Cinquetti (Rimini), Billia (Monza), Siviero e Trombetta (Spal). Attorno alla nuova Udinese di “Re Zico” c'è totale fiducia, le parole di Mazza infiammano la tifoseria. Insomma scoppia la “Zico mania”. L'attacco bianconero composto da Causio, Miano, Mauro, Zico e Virdis è tra i più forti in assoluto, è sinonimo di qualità, c'è davvero da leccarsi i baffi! Le prime apparizioni del Galinho fanno luccicare gli occhi. Quel che si vede è meraviglia pura. Le prime uscite pre campionato sono foriere di una stagione sfavillante, l'Udinese ai primi di agosto si aggiudica il Primo Trofeo Zanussi cui partecipano anche Real Madrid, Vasco da Gama, Eintracht. Il 5 agosto in uno stadio “Friuli” riempito da 45 mila persone, la squadra di Enzo Ferrari nel primo incontro sconfigge per 2-1 il Real Madrid per 2-1 (reti di Santillana per gli iberici, Zico e Causio la “coppa brasiliana” per i bianconeri). In finale, due giorni dopo, non dà scampo al Vasco da Gama, 3-0, reti di Virdis, Marchetti e De Agostini, mentre l'Eintracht supera il Real Madrid per 2-1 nella finale per il terzo e quarto posto. L'Udinese gioca anche a Ferragosto, 3-2, all'America di Rio con reti di Zico, Edinho, De Giorgis per i bianconeri e doppietta di Luizinho per i brasiliani e il 18 agosto pareggia (1-1 rete di Edinho) a Genova contro la Sampdoria. La squadra supera anche lo scoglio della fase eliminatoria di Coppa Italia. E' inserita nel terzo girone assieme a Bologna, Cosenza, Cavese, Varese e Napoli. Vince tre gare con Cosenza, Cavese e Napoli, pareggia le altre due e conclude in testa con 8 punti, Zico segna tre gol, due ciascuno Causio e Edinho, uno Mauro e Gerolin. La critica nazionale ormai considera l'Udinese una delle pretendenti allo scudetto, Zico ci crede (“sono giunto in Italia per vincere il campionato...”), ci credono tutti e il debutto il campionato, l'11 settembre a Marassi contro il Genoa, non può essere migliore: l'Udinese domina l'avversario sin dai primi minuti, vince per 5-0 , Zico delizia la platea, segna il gol del 3-0 per i bianconeri eludendo con una doppia finta il marcamento di Testoni e quando mancano 10' alla fine, con il Genoa stordito, in balia dei bianconeri avanti di quattro gol, i tifosi del Grifone inneggiano a Zico, gli invocano a gran voce un gol su punizione e il Galinho all 89' non deluderà il pubblico con un'esecuzione perfetta dal limite. Il brasiliano propizia con due capolavori anche il 3-1 casalingo con il Catania al secondo turno deliziando i 45 mila presenti, ma ecco che nella successiva trasferta ad Avellino l'Udinese inciampa per la complicità di un'autorete di Edinho al 44' della ripresa. Zico comunque “accontenta” anche i tifosi irpini accorsi numerosissimi per ammirarlo, segna un'altra rete, ancora con una punizione fantastica che la Rai fa rivedere più volte. Arturo è scatenato, va a bersaglio anche alla quarta giornata, 1-1 in casa con il sorprendente Verona, si ripete alla sesta su rigore contro l'Inter (2-2) ed è saldamente al comando nella classifica cannonieri, ma il suo capolavoro lo firma il 6 novembre contro i campioni d'Italia della Roma: al 40' della ripresa si catapulta con uno scatto portentoso su un delizioso lancio lungo di Causio che, a 34 anni, continua a deliziare, per poi trafiggere con uno splendido diagonale il malcapitato Tancredi. Un gesto tecnico notevole sottolineato dal boato dei 50 mila presenti. Zico va sotto la Curva Nord a esultare, ma per i giocatori della Roma il Galinho vuole solamente perdere tempo e protestano energicamente e si rendono protagonisti di una lite con i bianconeri. A dare il via alla bagarre è Pruzzo cui saltano i nervi (poco prima il bomber giallorosso aveva sfiorato il gol che quasi sicuramente avrebbe dato il successo alla squadra romanista) che si avvicina minaccioso a Zico invitandolo di smetterla con quelle sceneggiate, ma il pronto intervento di Ancelotti riporta un po' di calma con l'allenatore Liedholm che sostituisce il centravanti che rischia di farsi espellere. L'Udinese si mantiene tra la quinta e la settima posizione, in zona Uefa e conclude il girone con il pirotecnico 3-3 di Milano contro i rossoneri. Quando mancano 6' alla fine la squadra sembra spacciata, ma né il Milan, né i 70 mila del “Meazza” fanno i conti con gli “artisti” bianconeri, Zico e Causio. Sono loro che pareggiano i conti, al 39' Zico, su assist del barone, inventa una splendida rovesciata contro la quale nulla può Piotti. Una giocata sublime e il pubblico non può non applaudire a scena aperta. 3' dopo Causio con una serpentina va via sulla destra, entra in area,con una finta elude il marcamento di Tassotti e fa partire un rasoterra di rara precisione, assolutamente imprendibile. Al giro di boa l'Udinese ha 16 gli stessi che hanno conquistato Inter, Milan e l' Ascoli; le chance di conquistare il pass per l'Europa rimangono intatte. I tifosi sono convinti che alla fine la squadra ce la farà. Soprattutto dopo il 3-1, in una gelida giornata di febbraio, rifila alla Fiorentina. Ancora una volta i mattatori sono loro due, il Barone rampante, che proprio quella domenica festeggia le 400 gare in A e il Galinho, ma tutta la squadra, con Virdis in testa, fa il suo dovere anche se il gol dei viola è uno squisito regalo di Borin. Zico tira fuori dal suo cilindro un'altra magia, una fantastica punizione dal limite al minuto 27' con il portiere Giovanni Galli che è impotente. L'Udinese è quinta ed è (quasi) indolore la sconfitta nel turno successivo a Milano contro l'Inter (0-2). A Catania, il 22 gennaio 1984, si ripete la scena di Genova alla prima giornata. Sugli spalti ci sono 25 mila persone, il “Cibali” è pieno zeppo, gli occhi sono tutti per sua maestà Arthur e dopo il gol del vantaggio, quando allo scadere l'arbitro assegna una punizione all'Udinese, un metro fuori area, viene scandito il coro “Zico, Zico”. Il pubblico chiede all'asso dell'Udinese un' altra magia e il fuoriclasse trafigge con una deliziosa esecuzione il malcapitato Sorrentino per poi ricevere gli scroscianti applausi dai tifosi etnei. Poi in concomitanza con la sosta del campionato, Zico rientra a Rio de Janeiro perché vuole festeggiare con i famigliari e con gli amici il suo compleanno, il 3 marzo. E' nuovamente in Italia il 7 marzo, il brasiliano passa dalla temperatura di 35 gradi di Rio ai meno 5 di Milano. Il giorno dopo l'Udinese è impegnata a Brescia in un'amichevole che frutterà un cospicuo ricavo, ci sono 25 mila persone che vogliono vedere all'opera il campione carioca e Zico non vuole deluderle. Gioca (bene) per tutto il primo tempo, poi decide di rimanere in campo per altri 45' per non tradire quel pubblico presente solo per lui. Un errore assai grave: nel finale di gara si ferma per un problema muscolare che in un primo momento non sembra grave. Stiramento di primo grado è la diagnosi. Zico rimane a riposo assoluto sino al 10 marzo, vigilia della gara casalinga con l'Ascoli quando prova ad allenarsi, ma non ce la fa. Salta cinque gare, con Ascoli (0-0), con i giallo rossi a Roma (1-4), con il Pisa (2-1), con la Sampdoria sempre in casa (0-3), a Torino con i granata (1-0) con Virdis, Edinho, Causio, Mauro, Gerolin che attenuano il contraccolpo per la grave assenza dell'asso brasiliano e che consentono alla squadra di rimanere in corsa per l'Europa. Ma il bel giocattolo sembra essersi rotto e non solo per il problema che ha messo ko il Galinho.

DAL CIN SE NE VA - Nella settimana che precede la gara casalinga con il Pisa si verifica un episodio clamoroso che avrà ripercussioni per il proseguo del campionato, anche per il futuro del club. Il general manager Franco Dal Cin annuncia le sue irrevocabili dimissioni che poi motiverà nel corso di una conferenza stampa. “Me ne vado perché non lavoro più con lo stesso entusiasmo di prima. Ormai mi scoppiava la testa, non avevo avversari contro cui combattere se non vincere il grande contrasto tra affetto e logica. Avrei voluto annunciare la mia decisione già la scorsa settimana, poi mi è mancato il coraggio. Adesso mi sento finalmente in pace, anche se ancora non mi riesce di pensarmi fuori dall'Udinese....Ho lavorato per anni con un ampio margine di manovra, mi si è data fiducia totale. Io presentavo di programmi, il consiglio di amministrazione li valutava e mi dava le direttive. E io agivo, ero il perno operativo del club. La situazione è cambiata da quando Mazza, finito il suo rapporto con la Zanussi, si è dedicato all' Udinese a tempo pieno. E' lui, sino a prova contraria, il proprietario dell'Udinese, quindi gli spetta di diritto di agire come meglio crede. Si sono create così delle sovrapposizioni, il mio campo abituale è stato invaso. Un giorno mi ha chiamato per dirmi: lei si deve ridimensionare. Che cosa dovevo fare?”. L'addio di Del Cin fa svanire anche la possibilità di portare a Udine per la stagione successiva un altro brasiliano, Junior, nonché un difensore centrale. Mazza comunque ha sempre mire ambiziose, fa installare in Curva Sud un Mega Schermo, il “Cosmo”, il primo impianto in Europa e il quarto nel mondo che sfrutta la tecnologica e i brevetti della Matsushita Comunication Industrial Co. Ltd, una delle più grandi industrie elettroniche nel mondo. Il Cosmo è un mezzo complementare dello spettacolo, del coinvolgimento del pubblico mediante la trasmissione di opportuni programmi (a colori) nei momenti più critici nell'arco di un incontro di calcio, prima dell'inizio, durante l'intervallo, alla fine. Il Cosmo fa le prove generali il 29 aprile in occasione della gara con la Lazio 2-0, autorete di Batista, gol di Zico) e viene ufficialmente inaugurato la sera dell'8 maggio quando in programma è un evento particolare, l'amichevole di lusso Udinese-Barcellona, ovvero Zico contro Maradona, i numeri uno al mondo. Ma la sfida dei due “fenomeni” salta anche per la complicità del maltempo: quel giorno piove a dirotto, la temperatura si abbassa di una decina di grandi, Maradona non c'è, non vuole rischiare di infortunarsi. Prima di quell'amichevole l'Udinese, il 6 maggio, perde 1-2 a Napoli. Una sconfitta che Zico fa fatica a digerire, ne parla anche con Mazza, ma le possibilità di accedere in Uefa non sono compromesse, basterà sconfiggere al “Friuli” il Milan il 13 maggio, ultima giornata. La gara richiama oltre 50 mila persone, ma l'Udinese avverte l'importanza della posta in palio, è nervosa, contratta, gioca male, non ce la fa, vince il Milan 2-1 grazie all'autorete di Cattaneo e al gol di Battistini. E a nulla vale l'assalto finale dei bianconeri dopo il gol di Virdis al 40'. La sfortuna si accanisce ancora su Zico che è vittima di un altro malanno muscolare. Al termine del match, Lamberto Mazza (con un video annuncio sul Cosmo) si rivolge al pubblico con “volete Zico? E dopo un (quasi) generale “si” che però si fa attendere alcuni secondi, il presidente bianconero afferma che per trattenere l'asso brasiliano servono 10 miliardi di lire (devono essere garantiti dal gettito di 25 mila abbonamenti per due anni, ndr). La stagione non è ancora conclusa, l'Udinese deve affrontare il Verona nei quarti di Coppa Italia dopo aver superato negli ottavi la Triestina (0-0 l'8 febbraio a Trieste nella gara di andata, 2-0 nel ritorno a Udine il 22 febbraio, doppietta di Zico). Sul cammino della squadra, nel frattempo affidata a Luis Vinicio (anche se il tecnico in panchina deve essere sostituito da Narciso Soldan, già vice di Enzo Ferrari) c'è l'emergente Verona. La gara di andata contro gli scaligeri è in programma il 7 giugno al “Friuli” e l'Udinese (nel frattempo affidata a Luis Vinicio, con Narviso Soldan in panchina) la spunta per 2-1 con reti, nell'ordine di Iorio, Gerolin, De Agostini, ma nel ritorno, il 10 giugno sono gli scaligeri (1-0 rete su rigore trasformato da Iorio) a vincere e ad accedere alle semifinali dove troveranno la Roma.

1984-85 - ZICO GIURA FEDELTA' ALL'UDINESE - Prima dell'inizio della nuova annata radio mercato si occupa del Galinho, annuncia che il Real Madrid è interessato alla sua “arte calcistica”. Niente da fare, Zico rimane, vuole mantenere fede alla sua parola, non vuole essere tacciato alla stregua di un traditore. Lamberto Mazza, che si avvale della collaborazione del figlio Stefano (Consigliere delegato) e del genero Mario Barbaro, sostituisce Dal Cin con Ariedo Braida, già ex calciatore dell'Udinese, che nei tre anni precedenti è stato il diesse del Monza. Mentre Ferrari emigra in Spagna per guidare il Saragozza. Mazza, su consiglio di Vinicio (definito dal presidente uno dei primi tre allenatori della serie A con Liedholm e Trapattoni) acquista il centravanti Andrea Carnevale che il tecnico aveva avuto ai suoi ordini ai tempi in cui guidava l'Avellino. Viene ingaggiato un altro bomber, Selvaggi dal Torino, poi il mediano Federico Rossi dalla Fiorentina, il centrocampista Pasa dal Montebelluna, l'ala destra Montesano dal Palermo, il centrocampista Criscimanni dal Pisa. Ma ci sono cessioni dolorose, su tutte quella di Barone Causio che non accetta la decurtazione d'ingaggio (a parte il fatto che non va d'amore d'accordo con Vinicio) per cui segue Dal Cin all'Internazionale. Vengono ceduti anche Virdis (Milan), Marchetti (Ascoli), Pancheri e Borin (Cremonese). Dal Cin vorrebbe portare all'Inter oltre che Causio, pure Zico, ma il presidente del club nero azzurro lo “gela” rispondendogli che dispone già di un altro straniero, Liam Brady...Il pubblico ha sempre fiducia nell'operato della società e ovviamente in Zico. Lo dimostra l'andamento della campagna abbonamenti caratterizzato dalla sottoscrizione di quasi 23 mila tessere (esattamente 22886). In Coppa Italia però le cose non si mettono bene: l'Udinese non supera la fase eliminatoria. E' inserita nel sesto girone con Bari, Cavese, Catanzaro, Sampdoria e Lecce; le prime due accedono alla fase successiva, ma i bianconeri non vanno oltre la quarta posizione. Al debutto a Cava dei Tirreni vincono 3-0, reti di Gerolin, Zico, Gerolin, perdono a Bari (1-2, Galluzzo, Federico Rossi, Piraccini), superano in casa il Lecce (2-1 con marcatori Luperto, autorete di Orlandi e Zico), perdono a Catanzaro (2-1 con reti di Mauri I, Carnevale e Pesce) e non vanno oltre il 3-3 casalingo con la Sampdoria nell'ultimo atto, con marcatori Cattaneo, Scanziani, Zico, due volte Francis, De Agostini. E' un segnale inequivocabile che la stagione presenterà insidie di ogni tipo...

L'ILLUSIONE - L'avvio del campionato è comunque più che positivo: all'esordio al “Meazza” davanti a 70 mila persone l'Udinese pareggia 2-2 contro il Milan che è complesso più competitivo rispetto alla passata stagione. Segnano nell'ordine Gerolin, Virdis, Hateley e Carnevale che dimostra di essere centravanti molto dotato. Nella seconda giornata i bianconeri ospitano la Lazio e al cospetto di 43 mila persone sono protagonisti di una prestazione scintillante e vincono per 5-0 con Zico di una spalla più bravo di tutti, autore di un gol in spaccata (un inno alla classe pura) che fa scattare il pubblico in piedi tributandogli un prolungato applauso. Ma nel finale il Galinho si infortuna. Problema muscolare diranno nel dopo gara i sanitari pur senza ipotizzare la prognosi. E' una mazzata ai fieri propositi della squadra di Vinicio e alle aspettative della tifoseria friulana: l'Udinese. Zico salta le successive due gare a Verona e in casa contro il Torino con l'Udinese che subisce due sconfitte. Poi rientra a Como, ma non è lui, è contratto, quasi timoroso di una ricaduta, con i bianconeri che vanno ancora ko, 0-2. Le cose vanno un po' meglio per lui e per tutta la squadra il turno successivo quando i bianconeri stendono al “Friuli” la Sampdoria per 1-0 con un siluro da fuori di Edinho, ma è un'illusione: il 28 ottobre ad Avellino gli irpini rifilano all'Udinese quattro sventole rimontando la rete iniziale di Carnevale. La sfortuna continua a perseguitare Re Arthur che accusa ancora problemi muscolari. Si rende necessario un adeguato stop per il suo completo recupero, viene anche deciso che è preferibile che ritorni in Brasile per una questione puramente climatica, per cercare di recuperare al cento per cento e nel più breve tempo possibile. Senza il suo grande condottiero, l'Udinese naviga in posizione medio bassa. Anche talune scelte di Vinicio fanno discutere. Il sogno di vederla proiettata in Europa si infrange turno dopo turno. A dicembre la situazione si aggrava, la squadra per la prima volta negli ultimi quattro anni deve lottare per non retrocedere e alla vigilia della gara casalinga con la Fiorentina del 23 dicembre è penultima con 8 punti. Zico dal Brasile segue costantemente il comportamento dei compagni di squadra, si sente quasi in colpa per il loro momento negativo e per le delusioni che patiscono società e tifosi e poco prima dell' inizio del match con i viola c'è una gradita sorpresa per il pubblico di fede friulana: sul “Cosmo” compare una fotografia del brasiliano e pochi secondi dopo viene diffusa la sua voce in diretta. Al telefono dalla sua abitazione a Rio de Janerio, Arthur dice testualmente: “mando i miei auguri alla squadra e a tutti i tifosi dell'Udinese. Io sto bene, due volte al giorno faccio esercizi di fisioterapia e tra otto giorni spero di riprendere ad allenarmi perché mi auguro di tornare presto a giocare nell'Udinese”. La sfida con i viola, l'ultima dell'anno solare 1984 alquanto sfortunato per Zico e l'Udinese, si conclude in parità, 2-2. Dopo la sosta per le festività natalizie e di fine anno, il 1985 si apre con la trasferta di Napoli con i partenopei che vincono per 4-3, poi prima del giro di boa batte la Cremonese, fanalino di coda, per 2-0 grazie ai gol di Selvaggi e di Carnevale. Il momento forse più difficile viene superato con il pareggio (1-1) casalingo contro il Milan, soprattutto con la vittoriosa gara di Roma con la Lazio (4-1) del 27 gennaio 1985. Intanto Zico fa il suo attesissimo rientro a Udine e rientra in campo nella sfida con la capolista Verona del 10 febbraio, con il “Friuli” pieno zeppo. I tifosi bianconeri salutano il ritorno dl Galinho con cori di gioia, con sventolio di bandiere, con prolungati cori e striscioni di incitamento al fuoriclasse. La sfida è intensa, emozionante, spettacolare, ricca di colpi di scena. Il Verona però sembra un rullo compressore, dopo 20' ha già segnato tre reti, con Briegel, Galderisi e Larsen, ma l'Udinese non ci sta, da sfogo a tutte le sue risorse tecniche e agonistiche, reagisce nel modo migliore spinta dall'inesauribile Edinho, con Zico che si segnala per alcune magiche geometrie, mentre Carnevale là davanti è una furia scatenata. Poco prima dell'intervallo Edinho accorcia le distanze e all' 8' della ripresa va a segno anche Carnevale. Il match si riapre. Il “Friuli” è un bolgia, l'Udinese è travolgente e al 14' Mauro firma la terza rete salutata da un autentico boato del pubblico. A quel punto l'euforia, la generosità, la convinzione di sconfiggere gli scaligeri, vengono pagati a prezzo carissimo: l'Udinese si scopre e il Verona la punisce in contropiede al 16' con Larsen, al 18' con Biegel. A fine gara Vinicio recita il mea culpa: “ho sbagliato io, dovevo intervenire immediatamente dopo il 3-3, dovevamo accontentarci”.Zico comunque supera il test dal punto di vista fisico e atletico e la settimana successiva è atteso a Torino contro i granata del suo fraterno amico Leo Junior. Si parla addirittura di un interessamento del club granata per il Galinho, una delle numerose voci che si rincorreranno sul futuro del giocatore sino a metà maggio. Al “Combi” i bianconeri vengono sconfitti (0-1), ma si rifanno prontamente nel match casalingo con il Como (4-1), il loro cammino è un continuo saliscendi, ma sono oro colato due vittorie consecutive, a Bergamo il 23 marzo (1-0 con missile di Edinho da quaranta metri proprio allo scadere), al “Friuli” una settimana dopo (2-1) a spese dell'Inter con Zico che ritorna al gol con una fantastica punizione sulla quale nulla può Recchi che rimpiazza il titolare Zenga. Sembra fatta per la salvezza. Sembra...Dopo le due vittorie giungono puntuali altrettante sconfitte, 2-3 a Torino con la Juventus con Zico ancora in gol (sarà l'ultimo della sua avventura italiana), 0-2 in casa con la Roma. Zico contro i giallo rossi si infortuna dopo appena 2' (dura entrata di Righetti che lo colpisce alla coscia). Rimane rimane a terra dolorante, si teme il peggio, poi si rialza, cerca di resistere, ma al 12' è costretto a uscire. E senza di lui la squadra di sfalda con la Roma che passa nella ripresa con Pruzzo e Chierico. La situazione dei bianconeri torna a farsi critica, ma il 28 aprile, pur senza Zico, l' Udinese espugna il campo di una rivale per la salvezza, l'Ascoli, 1-0, rete di Tesser all'8 della ripresa. Mancano tre turni alla fine, i bianconeri portano a quattro il loro vantaggio sulla terzultima, l'Ascoli. Sono salvi anche se nelle ultime tre giornate conquistano un solo punticino, in casa con il Napoli al penultimo atto di un tragitto che per Zico si è rivelato un calvario. Ed è proprio lui che al termine della sfida casalinga con i partenopei non accetta il verdetto del campo accusando di incapacità l'arbitro Pirandola che ha concesso il gol del pareggio del Napoli segnato con la mano da Maradona al 43' della ripresa. Un errore macroscopico e Zico è durissimo con il fischietto di Lecce tanto che il Giudice Sportivo gli infliggerà ben sei giornate di squalifica.

LA VERTENZA GIUDIZIARIA - Il brasiliano nel frattempo è accusato di costituzione di capitali all'estero. Processato e condannato a otto mesi di reclusione e a un miliardo 630 milioni di multa, fugge in Brasile e rientrerà in Italia quando sarà riabilitato dalla Corte d'Appello di Trieste nel 1988. L'Udinese, nel campionato 1985-86, conclude al tredicesimo posto con 25 punti. La favola finisce qui. L'avventura biennale di Zico all'Udinese è caratterizzata da 40 incontri di campionato e 22 gol, nonché da 14 incontri di Coppa Italia e 8 reti segnate.

1985-86 – SI CHIUDE L'ERA MAZZA – L'Udinese non si identifica più con Zico, perde quel fascino che la presenza del numero uno al mondo le aveva generato. Il presidente bianconero però sdrammatizza, è abituato a risolvere situazioni tra le più difficili e che quella che riguarda la squadra bianconera non lo preoccupa di certo. Viene riconfermato l'allenatore O' Lione Vinicio, nell'organigramma societario viene inserito Tito Corsi che dovrà agire da General manager con il riconfermato Ariedo Braida Direttore sportivo. Stefano Mazza continua ad essere il Consigliere delegato, Mario Barbaro completa il Consiglio di amministrazione in cui c'è sempre posto per un rappresentante della tifoseria. Il potenziale della squadra è buono anche se Mazza deve rinunciare ad alcuni elementi che vengono “strapagati” dai loro estimatori: Mauro e Gerolin, acquistati rispettivamente da Juventus e Roma. Pure Tesser, che mai ha “legato” con Vinicio, cambia aria e si accasa al Perugia. Mazza, tramite una conferenza stampa, si rivolge ancora alla tifoseria alla vigilia della campagna acquisti: “se volete che una squadra in grado di lottare per un posto medio alto dovete sottoscrivere 25 mila abbonamenti, se vi accontentate invece di una posizione mediana gli abbonamenti dovranno essere 20,21 mila; e al di sotto di questa soglia, l'Udinese avrà come obiettivo minimo-massimo la salvezza”. La tifoseria mugugna; soprattutto è triste senza il suo Re, ma in ogni caso sono 18900 coloro che rinnovano la fiducia alla squadra del cuore. Vengono acquistati l'attaccante Barbadillo e il centrocampista Tagliaferri (Avellino), l'altro attaccante Zanone (Perugia), il centrocampista Dal Fiume (Napoli), i difensori Baroni (Padova) che piace a Braida e Storgato (Lazio), il portiere Abate (Benevento), il centrocampista Colombo (Monza) e l'ala destra Chierico (Roma) quale parziale contropartita per Gerolin. Cala il tasso qualitativo della rosa bianconera, ma le prime uscite sono più che lusinghiere, soprattutto l'Udinese supera alla grande il primo vero esame, la fase eliminatoria della Coppa Italia. I bianconeri sono inseriti in un girone, il sesto, che comprende anche Milan, Reggiana, Genoa Arezzo, Cagliari e al primo turno, il 21 agosto 1985, sconfiggono in casa l'Arezzo per 1-0 con rete di Colombo. Nella seconda giornata espugnano il campo della Reggiana (4-1 gol di Carnevale e tripletta di Edinho mentre per gli emiliani va a bersaglio Cacciatori), nella terza strapazzano il Genoa, 4-0, con reti di Criscimanni, Storgato, Colombo e Carnevale; nella quarta la squadra di Vinicio fa poker, è corsara sul campo del Cagliari, 2-1, con reti di Casale e, per i bianconeri di Chierico e Carnevale. Infine nella quinta e ultima giornata, il 4 settembre, una settimana prima del via del campionato, l'Udinese compie un capolavoro, batte anche il Milan, 1-0 con rete di Carnevale. Purtroppo in quella gara Tagliaferri riporta la lesione del crociato anteriore del ginocchio e deve rimanere out per un lungo periodo. Negli ottavi l'Udinese affronta in un duplice confronto la Fiorentina da cui viene eliminata, 1-3 a Firenze (reti di Criscimanni, Celeste Pin, due volte Passarella), 1-0 in casa con marcatore Chierico.

IL CAMPIONATO - Inizialmente le cose vanno abbastanza bene, alla quinta giornata i bianconeri si trovano a metà classifica con 5 punti, il frutto di tre pareggi, una vittoria e una sconfitta, ma ben presto l'Udinese capisce che dovrà lottare per la sopravvivenza. Le prodezze di De Agostini, Edinho e Carnevale non bastano per garantire un cammino tranquillo. A dicembre la panchina di Vinicio è traballante, parte della tifoseria contesta il tecnico brasiliano, oltretutto tra lo stesso allenatore e alcuni calciatori (Chierico e Miano) non c'è molto feeling. A conclusione del girone di andata i bianconeri sono quintultimi, 13 punti. Ma è nel ritorno che la situazione precipita: l'Udinese le busca a Torino con i granata (0-2), in casa con la Roma (un altro 0-2), a Genova con i doriani (0-3) e a quel punto Mazza dà il benservito a Vinicio.

Al suo posto è chiamato Giancarlo “Picchio” De Sisti, che fa il suo debutto a Milano contro l'Inter da cui i bianconeri sono battuti (1-2). E' il quarto tonfo consecutivo. L'Udinese si trova al penultimo posto, i tifosi sono amareggiati, delusi, temono il peggio anche perché in casa bianconera c'è il caos, cominciano a uscire strane, inquietanti voci sul calcio scommesse, si ipotizza anche un coinvolgimento della squadra. Ariedo Braida coglie la palla al balzo, accetta l'offerta di Adriano Galliani e diventa diesse del Milan. Anche il tam tam di radio mercato, che dà per certo il trasferimento di Carnevale al Napoli cui rifilerà due gol il 23 marzo 1986, crea ulteriore scoramento tra i fan. L'Udinese rimane ancorata al terzultimo posto per quasi due mesi, poi è a tre giornate dalla fine sconfigge al “Friuli” l'Atalanta per 1-0 e scala una posizione approfittando anche del 2-4 casalingo del Pisa contro la Roma. Negli ultimi 180' i bianconeri racimolano un solo punticino grazie al 2-2 casalingo nell'ultimo atto con il Bari, ma nel frattempo il Pisa ha completamente esaurito il carburante e perde entrambi gli incontri. L'Udinese è salva, ma i tifosi non esultano, oltre alle voci del calcio scommesse, ci sono anche quelle del quasi certo disimpegno di Lamberto Mazza che tenta (invano) la scalata alla Fiorentina. Poi a giugno scoppia clamorosamente la bomba del calcio scommesse, l'Udinese ne è coinvolta. Il parco giocatori perde elementi importanti, Carnevale va al Napoli, De Agostini al Verona, Baroni alla Roma e sul futuro societario cominciano a uscire voci secondo cui una cordata di imprenditori friulani sarebbe intenzionata a rilevare le azioni di Lamberto Mazza. Si profila un'estate caldissima...

(13 - continua)

Articoli correlati
37 Commenti
zico10

Quando un amico mi disse che girava voce che Zico sarebbe stato acquistato dall’Udinese, io gli dissi che per me era una bufala: “figurati se un giocatore stratosferico come Zico viene all’Udinese!” fortunatamente mi sbagliai.
Dunque quell’entusiasmo incredibile di tutti i friulani al suo arrivo a Udine e tutti i cortei di protesta quando Sordillo annulló il contratto di acquisto.

Peccato Mazza fece una brutta fine alla Zanussi, perché con lui dall esterno e con Dal Cin con tutti i poteri orperativi si poteva veramente raggiungere lo scudetto nei 5 anni programmati da Mazza quando acquistó la societá.

non credo sia mai successo che tifosi di squadre avversarie come a Genova e a Catania scandissero il suo nome durante la partita chiedendogli di segnare contro la propria squadra. Questa é la magia di Zico.
Ancora oggi mi fa male pensare alla sconfitta di Avellino, dove perdemmo la testa della classifica, ma ancora oggi pensare alla vittoria contro la Roma mi da una gioia indescrivibile. Lo sta*** era come sempre strapieno, c’erano anche almeno 5.000 romanisti, si giocava contro i campioni d’Italia, ma Causio e Zico fecero grandi giocate.

Per il Galinho tirare una punizione era quasi come calciare un rigore, tanto che numerosi portieri cambiarono la disposizione della barriera, dividendola in due, in modo da piazzarsi di piú in mezzo alla porta.

Strano che per molti tifosi come anche per me la sconfitta con il Verona 3-5 sia ricordata come una delle partite piú belle, ma quel primo quarto d’ora del secondo tempo lí era peggio di un assalto a fort Apache, Garella era bersagliato ogni minuto e in curva e nello sta*** si sentiva un’atomosfera elettrica, anche perché di fronte la curva sud era strapiena di tifosi scaligeri.

Per me quelle 2 stagioni eravamo i piú forti di sempre e l’ Uefa era sicuramente alla nostra portata. Al tempo difendevo Ferrari, ma a posteriori bisogna dire che nella sua carriera ha fatto poco o nulla. Vinicio lasciamo stare. Non darei neanche troppe colpe alla difesa, Edinho ha fatto 3 mondiali, il Galpa era forte, Zico disse che con lui in difesa il Brasile avrebbe vinto il mondiale. Il fatto é che eravamo troppo slegati in campo. Secondo me con un allenatore piú capace si poteva fare meglio, infatti il Verona di Bagnoli che vinse il campionato mica era piú forte della nostra Udinese, ma era sicuramente molto piú squadra di noi.

Battisti

Dall'articolo traspare il fiuto e la grande abilitá di Franco Dal Cin che é riuscito in un'impresa condotta fino al risultato finale non tanto grazie ai soldi, a quei tempi erano tantissime squadre ad averne di piú, ma alla sua immensa capacità e professionalità..
Chapeau, Dal Cin.

selmosson

mandi battisti devi essere giovane .. il merito principale fu di mazza e di edihno .. come detto anche da zico .. mazza non è stato nominato , perchè lui porto al fallimento la zanussi , la piu' grande azienda del friuli con tutto quello che ne consegui' .. zico prese 3 miliardi all'anno per due anni .. 20 volte quello che prendeva in brasile .. parole sue .. al mondo il giocatore che guadagnava di piu' era platini che prendeva vicino al miliardo .. chiedi a causio come si sono arrabbiati , che loro campioni del mondo prendevano 200 milioni e platini invece 5 volte tanto .. noi eravamo la cina di adesso ed i giocatori non venivano qui per la pizza ,ma perchè strapagavano gli ingaggi.. gli stessi ricchi tedeschi venivano qui dal bayern .. maradona fu preso al barca ,, eravamo il paperon dei papaeroni che porto' al fallimento di molti imprenditori che ebbero la pazzia di avvicinarsi al calcio, ferlaino, sensi, chiampan e ecc.. l'udinese ebbe la colpa di far esplodere gli stipendi ..per copiare l'udinese incominciarono a prendere tutti i piu' forti al mondo dando una montagna di soldi ..la differenza tra zico e gli altri era che mentre l'udinese pagava un quinto dell'ingaggio le altre squadre lo pagavano per intero .. amore a zico ,ma venne qui perchè gli fecero una proposta che non poteva rifiutare . parole sue .. ed il merito lo ebbe mazza .. dal cin su ordine di mazza fece materialmente la cosa .. emoticon

fuarcesimpriUdin

Si tutto quello che volete ma non dimentichiamoci di Di Natale anche lui ci ha regalato belle emozioni, se vogliamo rivivere quei momenti ci vorrebbe una Zanussi oppure la Red Bull, gente super milionaria oggi purtroppo è questo.....

Ludwig

ZICO,IL PROTAGONISTA DI UN'EPOCA,UN MITO,UNA LEGGENDA...TUTTI GLI ALTRI,AL SUO COSPETTO,SOLO COMPARSE.

tubos

https://www.youtube.com/watch?v=tS7mQlSXQwE

Blog bianconeri

Primavera e giovanili

I cugini di Gran Bretagna

Serie B

Lega Pro

Internazionali

Calcio

Invia questa pagina ad un tuo amico
I campti contrassegnati con * sono obbligatori